Assisi


Comune di Assisi – (PG)

Informazioni

  • Codice Catastale: A475
  • Codice Istat:
  • CAP: 6081
  • Numero abitanti: 28143
  • Nome abitanti: assisiani o assisiati
  • Altitudine: 424
  • Superficie: 424
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 16.4

Storia dello stemma e del comune

E’ l’antica ASISIUM, centro degli Umbri, città con stretti legami con gli Etruschi. Il nome è antichissimo e di incerta etimologia, alcuni lo interpretano in relazione a culti di animali totemici: in questo senso sarebbe “città dell’astore” (specie di falco) dato che il suffisso “-isium” ricorre in nomi antichi derivati da animali.

Secondo altri è correlato al latino “assa”, con il significato di corso d’acqua che scorre “piatto” (l’Assino è in effetti un torrente Umbro).

Il vescovo Rufino porta il cristianesimo ad Assisi, ma nel 238 viene martirizzato ed in seguito proclamato santo e patrono della città.

Sottomessa dagli Ostrogoti di Teoderico, nel 535 è conquistata dal generale Belisario, inviato dall’imperatore Giustiniano, e con Spoleto e Perugia divenne un importante centro bizantino. Nel 545 resiste all’attacco di Totila, con il sostegno del goto Sisifrido, ma alla fine cede e le mura della città vengono distrutte. Successivamente la città è unita al Ducato longobardo di Spoleto.

Nel 773-774 è assediata da Carlo Magno.

Dal 1029 il titolo di cattedrale viene trasferito dall’antica chiesa di Santa Maria Maggiore a quella nuova di San Rufino, costruita dall’architetto Giovanni da Gubbio a partire dal 1140 e consacrata da Gregorio IX nel 1228 (e nuovamente da Innocenzo IV nel 1253). Federico Barbarossa è ospite di Christian Von Mainz (Cristino di Magonza) nella Rocca Maggiore.

L’imperatore mette la città sotto la sua diretta protezione, stabilendo nel contempo i confini della sua giurisdizione (il leone rampante sulla campagna verde, vuole forse ricordare questo “status” di dominio sul contado e di privilegio imperiale).
Il futuro imperatore Federico II viene battezzato in San Rufino, mentre è sotto la tutela del reggente Konrad Von Ürslingen, duca di Spoleto. Nel 1198 il popolo si ribella alle vessazioni dei rappresentanti imperiali e rade al suolo la Rocca, caccia gli imperiali e istituisce un governo Comunale di tipo consolare.

Nel 1202 le milizie del Comune di Assisi si scontrano con quelle dell’antagonista Perugia, restando sconfitte; a causa di ciò deve pagare alla rivale un pesante tributo.

Durante le lotte con Perugia si inserisce la vicenda di Francesco di Bernardone, futuro S. Francesco, cavaliere combattente per Assisi e fatto prigioniero dai Perugini: di ritorno dalla prigionia (dietro versamento del riscatto da parte del padre mercante) vive una profonda crisi che gli farà optare per una vita di rinuncia e mortificazione seguendo alla lettera il Vangelo.

Nel 1210 con l’accordo tra Majores e Minores della città viene sancita l’autonomia politica. I Guelfi assisiati sono oggetto di una rivolta nel 1319 guidata da Muzio di Francesco. I rivoltosi si impossessano del tesoro della basilica pontificia di San Francesco, suscitando l’ira di papa Giovanni XXII che, da Avignone, lancia l’Interdetto e promuove addirittura una “crociata” contro la città, il comando della quale è affidato ai Perugini.

Nel 1322 la città si arrende e i ghibellini sono trucidati con ferocia.

L’interdetto viene abolito solo nel 1352. Il Governatore plenipotenziario card. Aegidio Albornoz, annette Assisi allo Stato Pontificio, ricostruisce la Rocca Maggiore nel 1367 e ne fa la sede del Governatorato.

Dal 1376 al 1385 Guglielmo di Carlo tenta di istituire la “Signoria”, cosa che inizia una lunga serie di lotte sanguinose tra le famiglie della città, raggruppate in due fazioni guidate l’una dai Nepis e l’altra dai Fiumi.

Nel corso del XV secolo viene ripetutamente saccheggiata: nel 1419 dalle soldataglie di Braccio “Fortebraccio” di Montone, nel 1442 da quelle di Niccolò Piccinino, nel 1497 da quelle al soldo della famiglia Baglioni di Perugia e ancora nel 1503 dalle armate di Cesare Borgia duca Valentino.

Paolo III Farnese nel 1542 invia il governatore Giovanni Andrea Cruciani che, per meglio controllare i turbolenti cittadini, divide la città in Terzieri (al posto dei cinque rioni medioevali): San Rufino, Santa Maria Maggiore e San Francesco.

Note di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Stemma Ufficiale


Logo


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Profilo Araldico


Non ancora una blasonatura

Colori dello scudo:
azzurro, rosso
Partizioni:
partito

Gonfalone ridisegnato


Gonfalone Ufficiale


Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Regio Decreto (RD) di concessione

      Titolo concesso nel 1312