Ascoli Piceno


Città di Ascoli Piceno – (AP)

Informazioni

  • Codice Catastale: A462
  • Codice Istat:
  • CAP: 63100
  • Numero abitanti: 51168
  • Nome abitanti: ascolani
  • Altitudine: 154
  • Superficie: 154
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Dallo Statuto Comunale:
“Di rosso al castello di travertino al naturale merlato alla ghibellina
con due archi aperti e galleria sovrastante a cinque arcate, fiancheggiata
da due torri dello stesso di diseguale altezza; quella di destra più
alta merlata, l’altra a tetto. Ornamenti esteriori di città”

La figura si ispira
alla Porta Gemina (la “porta gemella” cioè “doppia” del I secolo,
cosiddetta perché formata da due arcate in conci di travertino, nota
oggi anche come Porta Romana), uno dei principali accessi alla città
per chi proveniva da Roma dalla Via Salaria. Nel medioevo fu incorporata
nel complesso delle fortificazioni urbane e ai suoi fianchi furono aggiunte
le torri (delle quali una è ancora visibile) dal podestà De Morontis
nel 1314.

Antico centro dei Piceni,
chiamata dai Romani AUSCULUM dopo che venne da questi ultimi conquistata
nel 281 a.C. e collegato a Roma attraverso la citata Via Salaria.

Essendosi ribellata
nel 91 a.C. venne completamente distrutta da Strabone.

Fu evangelizzata nel
IV secolo. La tradizione cristiana è legata alla figura del martire
germanico Emidio. Morto nel 303 durante la persecuzione di Diocleziano,
nato a Treviri, nominato sacerdote a Milano, fu destinato dal papa come
vescovo ad Ascoli.

Nel 1703 un violento
terremoto rase al suolo gran parte dei centri della regione, ma lasciò
intatta Ascoli. Si attribuì il miracolo a sant’Emidio e dal quel
momento venne invocato contro i terremoti, il suo culto si diffuse in
molte città del centro Italia.

Nel 578 fu occupata
dai Longobardi e aggregata al Ducato di Spoleto.

Nel 774 entrò
a far parte del Beneficio di San Pietro (Stato della Chiesa).

Nel XII secolo si formò
il Libero Comune e per questo venne in contrasto con la vicina Fermo,
e saccheggiata da Federico II nel 1242.

Tra il XIV e XV secolo
fu dei Malatesta, poi dei Tibaldeschi, in seguito del Regno di Napoli,
di Francesco Sforza di Milano e, nel 1502, torna definitivamente al
papa fino al 1861, tranne il breve dominio Napoleonico durante il quale
fu sottoposta a Fermo.

Dall’Unità d’Italia
è capoluogo della provincia formata dall’unione dei territori
di Ascoli e Fermo, nel 1862 adotta coronimo (nome di regione)
“Piceno” per distinguersi da altri con lo stesso nome.

Dal 2004 Fermo e il
suo territorio si sono nuovamente distaccati a formare una Provincia
autonoma

Nota di Massimo Ghirardi

Stemma Ridisegnato


Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Di rosso al castello di travertino al naturale merlato alla ghibellina con due archi aperti e galleria sovrastante a cinque arcate, fiancheggiata da due torri dello stesso di disuguale altezza; quella di destra più alta merlata, l’altra a tetto; ornamenti esteriori da Città”.

D.R. 10 dicembre 1935.

Colori dello scudo:
rosso
Profilo Araldico

“Drappo di velluto cremisi con stemma civico sopra descritto nel centro. Iscrizione centrata “Città di Ascoli Piceno””.

Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
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Profilo Araldico

“Drappo partito di giallo e di rosso…”

bandiera ridisegnata

Disegnato da: Massimo Ghirardi

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,