Arzignano


Città di Arzignano – (VI)

Informazioni

  • Codice Catastale: A459
  • Codice Istat:
  • CAP: 36071
  • Numero abitanti: 26046
  • Nome abitanti: arzignanesi
  • Altitudine: 118
  • Superficie: 118
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 20.0

Storia dello stemma e del comune

Il nome deriva da “Arx Jani”: si ritiene infatti che il dio romano Giano fosse qui assai venerato; oppure dal nome latino “Argenianus”, cioè terra, possedimento di “Argenius”.

Nella località di Tezze furono rinvenuti edifici, iscrizioni, suppellettili e monete romane di età imperiale; sono inoltre venuti alla luce grandiosi piloni di un probabile impianto idraulico romano.

Da questi fatti si può ritenere che nella zona ci fossero insediamenti stabili fin dal I° secolo d.C..

Scavi recenti in località Altura hanno poi confermato che tali insediamenti perdurarono anche in età longobarda.

Arzignano si trova citata per la prima volta in un atto di donazione del 983 al monastero di San Felice di Vicenza.

Alla metà dell’XI secolo era possesso di signori locali, che ebbero il titolo di conti di Arzignano; tale signoria perdurò sino al tempo degli Ezzelini.

All’epoca della dominazione scaligera, i conti furono a capo di un vasto movimento di ribellione che costò molte vite verso il 1340 e ancora nel 1412.

Il paese aveva anche dovuto, nel 1377, subire il saccheggio di Bernabò Visconti.

Nel 1630 fu il primo paese vicentino colpito dalla peste che si diffondeva da Verona; la micidiale epidemia fece 5.000 vittime.

Fu legato in epoca seguente alle vicende di Vicenza e poco dopo il 1880 ebbe una linea tranviaria che lo collegava al capoluogo via Montecchio.

Vi nacque il disegnatore e pittore Achille Beltrame (1871-1945).

Interessanti le ville Mattarello, Montanari, Ziggiotti, ora Salviati, Leone Montanari.

Non è possibile documentare con certezza quando e per quale motivo la figura del grifo venne imposta come simbolo della Comunità. E’ possibile tuttavia percorrere la strada delle memorie storiche tuttora presenti in loco. La prima testimonianza locale di una immagine del grifo s’incontra soltanto nella prima metà del XV secolo : è scolpita in una formella di pietra nera posta sul lato destro del portale quattrocentesco della chiesa arcipretale di Castello.

Una seconda immagine del grifo appare sul bronzo della campana della chiesa campestre San Matteo Apostolo, sul colle omonimo. E’ datata 1583 e la sigla impressa a corona dell’immagine (C. A. F. , cioè Communitas Arzignani Fecit) dice chiaramente come essa sia usata quale simbolo distintivo della Comunità.

Una terza icona del grifo è quella incisa sull’argento del Reliquiario della SS. Spina custodito nella chiesa di Castello. Una quarta figura compare dentro la particolare cornice barocca dello scudo in pietra metà del XVIII secolo ) situata nella campata di destra del porticato del Palazzo Municipale.

A far bella mostra di sé c’è inoltre l’imponente grifo in bronzo posto nel 1901 sulla innalzata sulla Piazza Libertà, ancora più maestoso dopo il felice restauro del 1999.

Note di Anna Bertola

Stemma Ridisegnato


Reperito da: Anna Bertola

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“D’azzurro al grifo spiegato d’oro, con la coda di serpente e due zampe d’uccello, accompagnato da tre stelle pure d’oro. Ornamenti esteriori da Città”.

D.P.R. 24 gennaio 1972

Colori dello scudo:
azzurro

Gonfalone ridisegnato


Reperito da: Luigi Ferrara

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo d’azzurro riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sopradescritto con l’iscrizione centrata in oro : Città di Arzignano. Le parti in metallo ed i cordoni saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto del colore del drappo con bullette poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro”.

Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 24/01/1972
    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 14/08/1964