Città di Aosta – Aoste (AO)

Informazioni

  • Codice Catastale: A326
  • Codice Istat:
  • CAP: 11100
  • Numero abitanti: 35049
  • Nome abitanti: aostani
  • Altitudine: 583
  • Superficie: 583
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma della città di Aosta deriva direttamente da quello del Ducato omonimo; leggiamo nell’Historique de la Vallée d’Aoste di Jean-Baptiste de Tillier (1737): “Le duché d’Aôste porte pour armoiries un champ de sable au lyon rampant d’argent armé et lampassé de gueules, et la citté qui est la capitale de ce petit Etat, n’en est differentiée que par un chef de gueules a la croix d’argeant que les princes de Savoye luy ont accordées dans la suitte”.

Lo storico Jean-Claude Mochet lo aveva già inserito sul frontespizio di un manoscritto della sua opera “Profil historial et diagraphique de la tres antique cité d’Aouste” (1650 ca.), cimato dalla corona ducale e racchiuso in un elegante cartouche barocco sostenuto da due angeli e due cani, simboli della fedeltà dei Valdostani alla dinastia sabauda, con i motti: “A cunabulis Augustorum” e “Nec prius nec modo sed semper”.

Nel XVII secolo, quindi, la città di Aosta portava già – presumibilmente da lungo tempo – l’emblema attuale, che secondo la tradizione sarebbe stato concesso in tale foggia dal conte Amedeo VII di Savoia (il “Conte Rosso”) verso il 1390.

L’uso dello stemma cittadino, sormontato dalla corona ducale perché capitale dell’omonimo ducato sin dall’epoca del conte Amedeo V di Savoia, è ampiamente testimoniato nel Settecento e nell’Ottocento: ad esempio, dall’insegna della “Police des Marchés”, che ancor oggi viene esposta all’apertura della Fiera di Sant’Orso, e dal frontone del Municipio di Aosta, costruito nel 1841.

Il gonfalone della città, con al centro lo stemma, fu ufficialmente inaugurato nella foggia attuale l’8 settembre 1932 dal principe di Piemonte Umberto di Savoia.

Durante il regime fascista lo stemma fu modificato con Decreto del Duce del Fascismo, Capo del Governo, del 7 dicembre 1939, che reca la seguente descrizione: “Di nero, al leone d’argento, armato e linguato di rosso, col capo abbassato di rosso alla croce d’argento. Capo del Littorio di rosso (porpora) al Fascio Littorio d’oro circondato da due rami di quercia e d’alloro annodati da un nastro dai colori nazionali. Lo scudo cimato da corona ducale”. Alla caduta del Fascismo il capo del Littorio, aggiunto agli stemmi della maggior parte delle città capoluoghi di provincia, fu soppresso e lo scudo ritornò all’aspetto originario.

Benché non esplicitato dalla descrizione ufficiale, lo stemma cittadino è solitamente rappresentato inserito in un cartouche di foggia barocca e sostenuto da due rami di palma decussati in punta. I fregi del gonfalone consistono essenzialmente in una cordelliera che percorre il perimetro del drappo, costituita da una serie di lacci d’amore (i cosiddetti “nodi Savoia”), a ricordo della dinastia sabauda.

Testo di Joseph-Gabriel Rivolin

L’attuale capoluogo della Valle omonima è la continuazione della Romana AUGUSTA PRAETORIA, fondata nel 24 a.C.; in latino “augusta” era un titolo che, letteralmente, significava “consacrato dagli Àugures” gli influenti sacerdoti che sapevano predire il futuro (e che quindi potevano indicare il luogo adatto per un insediamento) dalle parole dei quali dipendeva anche la decisione di intraprendere un’impresa militare: il loro nome deriva infatti dal verbo “augere”, aumentare, nel senso di promuovere l’estensione territoriale e far crescere la gloria di Roma e la prosperità dei suoi abitanti.
L’attuale Municipio della città porta come insegna araldica uno “[Scudo] di nero, al leone d’argento, linguato e armato di rosso, al capo di Savoia, timbrato da una corona di visconte”. Ricorda la fedeltà di Aosta alla casa di Savoia, nonché l’autonomia della Valle, sancita dal conte Umberto di Savoia, detto “Biancamano”, con la “Chartes des Franchises” del 1191.
Lo scudo è stato recentemente aggiornato in uno stile grafico più contemporaneo.

Il toponimo Aosta rilfette l’evoluzione di Augusta, primo termine dell’antica denominazione “Augusta Praetoria”.

I comuni confinanti sono: Charvensod, Gignod, Gressan, Pollein, Roisan, Saint-Cristophe, Sarre.

Profilo Araldico

“Di nero, al leone d’argento, armato e linguato di rosso, con il capo di rosso alla croce d’argento. Lo scudo è cimato da corona ducale”

Stemma ridisegnato

Fonte: Joseph Rivolin

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Colori dello scudo: nero
Partizioni: capo
Oggetti dello stemma croce, leone
Attributi araldici: armato, linguato
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Joseph Rivolin

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini



Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 07/12/1939 Guarda il decreto























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