Abbadia Cerreto


Comune di Abbadia Cerreto – (LO)

Informazioni

  • Codice Catastale: A004
  • Codice Istat:
  • CAP: 26834
  • Numero abitanti: 293
  • Nome abitanti: cerretesi
  • Altitudine: 64
  • Superficie: 64
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 8.4

Storia dello stemma e del comune

ABBADIA CERRETO è un piccolo Comune del Lodigiano, sorto intorno all’antica abbazia benedettina di SANTA MARIA DI CERRETO dedicata alla Madonna e ai Santi Pietro e Paolo, fondata nel 1084 dal conte Alberico Cassini (o da Cassino) presso un fitto bosco di cerri, passata poi alla riforma Cistercense nel 1135, con l’arrivo di un gruppo di monaci guidati dall’abate Brunone da Chiaravalle Milanese.

Divenuta Commenda nel 1431 fu definitivamente soppressa nel 1798. Durante l’amministrazione napoleonica la località fu frazione del Comune di Corte Palasio, un’antica dipendenza dell’abbazia, divenendo Comune autonomo con la Restaurazione del Regno Lombardo-Veneto.

Lo stemma riprende quello dell’antica abbazia che ebbe come insegna una gru o una cicogna (analogamente all’abbazia “madre” di Chiaravalle Milanese: che porta una cicogna tenente il bacolo pastorale col becco) in atto di “vigilanza”: si rappresenta di profilo, riposata sopra una zampa e tenente con l’altra una pietra o un globo (a sua volta definito vigilanza).

Secondo la tradizione che gli stormi di tali uccelli, allorché si fermano in un luogo, designano uno di loro a vedetta: se esso si addormenta lascia cadere la pietra dando l’allarme al gruppo. Capacità che è attribuita talvolta anche alla cicogna e all’oca, per quest’ultima in ricordo del leggendario episodio del salvataggio del Campidoglio assalito dai Galli.

Le fasce ondose sulla campagna simboleggiano l’Adda, che scorre a poca distanza, e che genera l’ampia zona umida e fertile che costituisce il territorio del Comune, parte del Parco Naturale dell’Adda Sud.

La mitra semplice, il pastorale e la croce sono insegne degli abati, secondo alcuni la croce, in realtà, dovrebbe essere una spada: simbolo del privilegio dato all’abate di Cerreto di amministrare la giustizia sul suo territorio. La spada sarebbe stata mutata in croce astile per evitare sinistre implicazioni guerresche. [cfr. anche CORTE PALASIO]

 

Nota di Massimo Ghirardi

 

Bibliografia 

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997. Farina (Federico)-Fornari (Benedetto), L’ARCHITETTURA CISTERCENSE e l’abbazia di Casamari. Casamari, 1978.

Stemma Ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Anna Bertola

Stemma Ufficiale


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Profilo araldico


“Troncato: nel 1° d’azzurro alla gru rivoltata, d’argento tenente nella zampa sinistra alzata un sasso, accostata nel cantone destro del capo da una mitra pure d’argento, al pastorale dello stesso posto in banda e alla croce latina al naturale posta in sbarra, incrociantisi sotto la mitra: nel 2° di verde alla gemella ondata in fascia d’argento. Ornamenti esteriori da Comune”.

Colori dello scudo:
azzurro, verde
Partizioni:
troncato
Oggetti dello stemma:
croce latina, gru, mitra, pastorale, sasso, zampa
Pezze onorevoli dello scudo:
gemella ondata
Attributi araldici:
accostato nel canton destro del capo, incrocianti, posto in banda, posto in fascia, posto in sbarra, rivoltato, sinistro, sotto, tenente

Gonfalone ridisegnato


Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale


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Profilo Araldico


“Drappo partito di azzurro e di verde…”

Colori del gonfalone: azzurro, verde
Partizioni del gonfalone: partito

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

    • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 16/10/1954