Carletto Genovese

Nato a Varese nel 1968, risiedo a Como, sulle sponde del magnifico lago di manzoniana memoria, a pochi passi dalla Svizzera dove vado spesso a fare la benzina.Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Chirurgia d’Urgenza e di Pronto Soccorso in uno degli atenei più antichi d’Europa, cioè l’Alma Ticinensis Universitas, lavoro presso il 118 di Como. Quando non sono impegnato nella mia stimolante attività, coltivo molti hobbies: ho una passione per i viaggi, per le letture, per l’informatica (conoscendo i linguaggi di programmazione più comuni) e scrivo molto (ho pubblicato tre libri). Ultimamente mi sono appassionato di Araldica Civica e impegnato a costruire il sito secondo le più moderne tecnologie per offrire una migliore e approfondita conoscenza di questa scienza ancora riservata per pochi eletti. Mi sono preso la libertà, senza togliere nulla ai magnifici disegni di Max, di ridisegnare gli stemmi dei Comuni di Como in formato digitale. E poiché ormai li avevo ridisegnati tutti, ho chiesto al mio presidente (della Provincia di Como), Signor Leonardo Carioni, che ringrazio con tutto cuore, di improntare uno stemmario comasco sotto la loro benedizione. Così mi sono incamminato in questo periglioso cammino, tra un’emergenza e l’altra, smuovendo i comuni che hanno rispolverato i faldoni dei loro stemmi, nei quali si trovava davvero di tutto, tra cui pure dei regolamenti edilizi (ecco dov’erano finiti!, esclamava l’incredula segretaria del comune di Faloppio). Mi  hanno accolto all’Archivio di Stato che si sono prodigati per mettermi a disposizione tutto il materiale necessario e sono andato pure alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (imbroccando la sede giusta dopo ben tre traslochiin pochissimi anni). Il tutto per scrivere questo libro di cui sono veramente orgoglioso. Lo stemma che vedete qui sopra è nato dopo aver visto quello di Massimo. Non volevo sfigurare. Così ho costruito il mio stemma benché mi sia preso un po’ di libertà personali. Il destrocherio, impugnante una spada, riguarda la mia persona. Con la mano e il bisturi cerco di salvare le vite umane, rappresentate dalla Star of Life, emblema poco araldico ma perfettamente conosciuto da tutti coloro che lavorano nell’emergenza. Non solo: scrivo, programmo, trascino la valigia per il mondo. L’azzurro anch’esso è segno di vita. Il micione da parte mi era abbastanza simpatico. La scritta, bé, l’ho inventata anche quella, ma credo non ci voglia molto a tradurla. Il problema era tradurre Carletto e dopo non poche discussioni con alcuni professori latini, ho scelto questa versione storpiata che mi sembrava molto congeniale. Per ogni altra informazione su di me potete andare a guardare il sito www.charliegolf.it