Maria-Toevlucht abdij “De Kievit”

(Abbazia di Nostra Signora del Rifugio) – Monaci Cistercensi della Stretta Osservanza



Altre immagini

Nessuna immagine

Nel 1880 l’abate di Mont-des-Cats (Katsberg), don Dominicus Lacaes, temendo per la propria comunità a causa del crescente fanatismo religioso in Francia, inviò padre Sebastian Wyart alla ricerca di un luogo dove potersi trasferire, dopo lunghe ricerche trovò il luogo adatto a Tilburg, dove venne fondata l’Abbazia di Nostra Signora di Koningshoeven nel 1881. L’abbazia presto prosperò e non passò molto tempo che si pensò di fondare altre abbazie nel territorio dei Paesi Bassi che potessero servire come rifugio per i monaci minacciati di espulsione dal loro paese.

 

Nel frattempo nel 1899 la figlia di un proprietario terriero brabantino, Anna Catharina van Dongen, donò ai monaci, da poco insediatisi a Tilburg, una azienda agricola nota come “De Kievitsmoeren”, ossia la “la Pavoncella” dal nome di un uccello tipico dei Paesi Bassi e delle zone umide (Vanellus vanellus L., “kievit” in neerlandese),in una località caratterizzata da brughiere e dalla presenza di due laghi.

L’Abate, don Willibrord Verbruggen, decise di costruirvi un’abbazia che doveva essere un “luogo di rifugio” per i monaci francesi minacciati di espulsione dal loro paese, ad essa venne assegnato il titolo di “Nostra Signora del Rifugio”. Nell’autunno due monaci di Tilburg, padre Nivardus Muis e fratello Dorotheüs de Vries si trasferirono nella fattoria “de Kievit”, l’affittuario Bart Nouws, fornì loro una sistemazione provvisoria, ad essi si unirono altri confratelli provenienti da Koningshoeven.

 

L’Abate Verbruggen inaugurò la cappella il 24 maggio 1900, giorno dell’Ascensione della Vergine Maria, con padre Nivardus Muis come priore.

 

Nella fattoria le attività non mutarono: i monaci furono infatti da subito attivi nell’allevamento dei bovini, dei suini, nella produzione di formaggi, nella coltivazione di fagioli, segale, frumento, orzo e barbabietole.

 

Purtroppo però non furono fortunati: i problemi economici colpirono la comunità di Tilburg e le dipendenze, e portarono la comunità di Zundert ad abbandonare il luogo il 22 giugno 1909 per chiedere rifugio a Westmalle. La situazione era così disastrosa anche a Tilburg che l’abate prese seriamente in considerazione la vendita di tutti i beni, compresi quelli di Zundert, per estinguere un debito ipotecario pesantissimo.

 

Un segno che i monaci considerarono provenire dalla Provvidenza divina fu una ingente donazione di Maria Ullens de Schooten, che intese costruire una nuova chiesa di Nostra Signora del Rifugio, alla condizione che il monastero rimanesse in vita. Alla fine fu stipulato un accordo ma don Willibrord di Koningshoeven  rassegnò le dimissioni dalla carica e venne sostituito da don Simon Dubuisson.

 

Grazie alla famiglia de Schooten, iniziò la costruzione della chiesa, una panetteria, una lavanderia e una fucina, un grande deposito-magazzino, infine, grazie ad ulteriori donazioni di Maria Ullens de Schooten  venne completata la costruzione della chiesa, dell’ala del capitolo e per l’alloggio dei monaci.

 

Il 14 settembre 1938, il priorato di Zundert fu elevato allo status di abbazia, e il 19 ottobre dello stesso anno, padre Nivardus Muis fu eletto primo abate di Nostra Signora del Rifugio (lo resterà fino alla morte all’età di 67 anni, nel 1942).

 

Alla metà degli anni ’70 del XX secolo, sulla spinta del rinnovamento del Concilio Vaticano II, avvenne a Zundert un esperimento curioso: si praticarono le prime sessioni di meditazione. Questa forma di meditazione fu introdotta dal quarto abate, don Jeroen Witkam, che aveva familiarizzato con le pratiche trascendenti orientali (Zen e esercizi yoga) durante il periodo dei suoi studi a Roma. La meditazione Zen divenne parte della vita dell’abbazia per un certo numero di fratelli e anche per molti ospiti nel corso degli anni. Nello stesso periodo vennero rinnovati gli edifici, per renderli più funzionali.

 

Nel 1998, i monaci di Zundert hanno deciso di cessare l’allevamento intensivo di bovini da latte e di convertire la tenuta all’agricoltura biologica, nel 2007, il sesto abate, Daniël Hombergen, decise di abbandonare l’allevamento degli animali.

Alla fine del 2011, la cura a lungo termine del terreno è stata affidata alla società Natuurmonumenten (Società per la conservazione dei monumenti naturali nei Paesi Bassi), che ha portato al ripristino del nome storico della tenuta:  “De Kievitsmoeren“.

 

Lo stemma dell’abbazia mostra uno scudo “d’azzurro allo scaglione d’oro, accompagnato in capo da due gigli dello stesso e in punta da una pavoncella al naturale. I gigli sono un richiamo all’Ordine Cistercense e al Regno di Francia, territorio dal quale provenivano i primi monaci di Mont-des-Cats, nonché al fiore simbolico della vergine Maria. La figura dello scaglione è ripreso, in segno di riconoscenza , da quello della famiglia Ullens (che però lo portava rosso) ma richiama anche la forma di un tetto, allusivo al “rifugio” dove si ripara la pavoncella che, oltre ad essere il nome della proprietà dove sorge l’abbazia,  “De Kievit”, ha anche gli stessi colori dell’abito dei Trappisti.

 

Nel 2011, visti i buoni risultati ottenuti altrove, venne impiantato un birrificio negli edifici della fattoria del monastero, che venne denominato Trappist Brewery De Kievit , i locali vennero riprogettati e realizzati dall’architetto Ernst Joosten, gli impianti forniti dalla tedesca JBT, la prima birra venne presentata nel dicembre 2011 e commercializzata dal 2013, un classica “tripel belga” da 8% che venne inizialmente denominata semplicemente “Trappist Ale”, e richiedendo alla ATP la concessione del riconoscimento del logo di “prodotto trappista”. Sull’etichetta è presenta la figura stilizzata della pavocella “Kievit”.