Kloster von Sankt Bonifatius in Zscheiplitz

(Ex monastero di San Bonifacio di Zscheiplitz) – Monache benedettine



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Sul bordo orientale di un piccolo altopiano calcareo del complesso dello Schafberg, dominante sulla valle del fiume Unstrut, l’antico monastero di Zscheiplitz domina il paesaggio con la sua chiesa.

 

Fu fondato da Friedrich II von Goseck che è l’antenato di tutte le attuali case reali europee. Tutti discendenti dal landgravio Ludwig von Thüringen e della moglie Adelheid von Stade (la regina Elisabetta II d’Inghilterra è la nipote della ventitreesima generazione di Ludwig).

 

Secondo una recente ricerca storica, è probabile che la storia della scomparsa del conte Friedrich III e della lotta di suo figlio con il suo patrigno Ludwig di Turingia sia stato di ispirazione per “Amleto” di William Shakespeare.

Quindi Weissenburg è il “vero” castello di Elsinore, e Friedrich IV sarebbe il “vero” Amleto, e la sua storia, conosciuta in Germania come Weissenburg Ballade, la “vera” storia del “Principe di Danimarca”.

 

La vicenda è narrata nella cronaca di Reinhardsbrunn , della metà del XIV secolo, oltre 250 anni dopo gli eventi storici, avvenuti nel castello di Friedrichroda (a sud-ovest di Gotha), dove viveva Adelheid von Stade, vedova del conte palatino sassone Friedrich III von Goseck (deceduto nel 1085) e il suo secondo marito, il conte Ludwig von Thüringen “der Springer.

 

La contessa Adelheid sarebbe stata segretamente innamorata del conte di Turingia che divenne il suo amante, incitandolo a uccidere il marito alla prima occasione propizia. 

Il conte Ludwig si introdusse, con il pretesto della caccia, nella Foresta Palatina a Zscheiplitz e fece suonare provocatoriamente i corni da caccia, mentre Adelheid aveva preparato il bagno per il marito Friedrich III. Questi, offeso per l’usurpazione dei suoi diritti di caccia nel suo possesso di Zscheiplitz, venne istigato dalla moglie ad opporsi virilmente all’intruso; il conte palatino, poco vestito, quasi disarmato e senza scorta, si precipitò a cavallo per incontrare il conte Ludwig. Il quale uccise il rivale con un colpo di lancia.

 

Ludwig e Adelheid si sposarono e il conte di Turingia acquisì innumerevoli ricchezze. Per fortificare i suoi nuovi possedimenti nelle valli della Saale e dell’Unstrut la città di Neuchatel (“Castelnuovo” in francese).

 

Il conte venne citato in giudizio dalla famiglia von Goseck a Keizer e rinchiuso nella torre di Giebichenstein (presso Halle) in custodia, minacciandolo di morte. Venne però liberato da sant’Ulrich (per ringraziare il quale il conte gli dedicò la chiesa di Sankt Ulrich a Sangerhausen). 

 

In un rigurgito di coscienza la contessa Adelheid, un Venerdì Santo, chiese al marito di compiere un atto espiatorio, ed egli si rivolse alla sue guide spirituali, gli abati Herrand di Ilsenburg (poi vescovo di Halberstadt), e Giselbert di Hasungen, ai quali si confessò sottoponendosi alle condizioni dalla loro penitenza: fondare un monastero benedettino e ritirandovisi come monaco ad Eisenach. Nel 1123 vi morì e Zscheiplitzer venne sepolto nella chiesa del monastero.

Anche Adelheid, presa dai rimorsi, decise di costruire sul colle del castello di Zscheiplitz un altro monastero nel 1089, dove anch’essa si ritirò in espiazione del grave peccato commesso, e dove visse fino alla sua morte nel 1110 come prima badessa del suo stesso monastero. 

 

Ludwig the Springer fu il secondo conte della dinastia Ludowinger in Turingia. Il padre, Ludwig “il barbuto” era emigrato dalla Franconia in Turingia nella prima metà dell’XI secolo e si era inizialmente insediato sul confine settentrionale della Foresta Turingia. Con l’acquisto, la bonifica e la creazione di villaggi, ottenne un grande territorio che governò come feudatarioo dall’arcivescovo di Magonza; in una piccola area a sud ovest dell’attuale Gotha costruì il proprio castello di Schauenburg. Sposando Caecilie von Sangerhausen si legò con la potente nobiltà del nord della Turingia. 

 

Il figlio Ludwig, soprannominato ”Springer”, acquisì le proprietà del padre ed estese il suo dominio verso ovest nella Werratal, cstruendovi nel 1080 il castello di Wartburg, e successivamente il centro fortificato di Ludwigsburg. 

 

Già nel 1085 Ludwig aveva donato un ampio territorio al monastero di Reinhardsbrunn, uno dei più importanti monasteri benedettini della regione. Sposando, poco dopo il 1085, la vedova contessa palatina di Sassonia, Adelheid, il conte Ludwig gli diede la possibilità di ottenere un esteso spazio di sovranità, sulla quale pose a controllo un terzo castello, il Neuchâtel. Adelheid era dalla antica famiglia degli Udonen, conti di Stade, che erano tra le famiglie più influenti e più illustri del Ducato di Sassonia, che a quel tempo ricopriva tutta la Germania settentrionale e centro-nord Germania la quale, attraverso il suo matrimonio con Friedrich III von Goseck aveva unito i possedimenti situati nelle colline dell’Harz e nell’Hassegau a Saale e nella valle dell’Unstrut. 

 

Uno dei più importanti rappresentanti della famiglia von Goseck fu Adalberto di Brema, che tra il 1043 e il 1072 fu arcivescovo di Amburgo-Brema, che fu reggente per l’ancora minorenne re Enrico IV (1056-1106).  Adalbert aveva destinato, in accordo con i fratelli Dedo e Friedrich II (il padre della assassinato Federico III), la sede della famiglia a Goseck, per convertirlo in un monastero benedettino, che divenne il suo luogo di sepoltura della dinastia, trasferendo la sede dinastica a Zscheiplitzer.

 

L’omicidio di Friedrich III nel 1085 consentì a Ludwig “der Springer”, lecitamente o no, di garantirsi il possesso dei beni palatine della zona dell’Unstrut, assumendo oltretutto la tutela del piccolo Friedrich IV, figlio di Adelaide e Friedrich III.

 

Divenne unpatrono della riforma religiosa, appoggiando l’abate Herrand di Ilsenburg (morto nel 1102), e Giselbert di Hasungen (morto nel 1101), entrambi furono padrini della fondazione del monastero del conte Ludwig a Reinhardsbrunn. Giselbert divenne il primo abate del monastero di Ludwigsburg, mentre Herrand dopo la sua caduta come vescovo di Halberstadt lo divenne di Reinhardsbrunn.

 

Il sospetto che l’ambizioso conte di Turingia potesse essere coinvolto nell’omicidio del conte palatino a Zscheiplitz, venne sollevato da molti, ma non è mai stato provato.

 

Fu il figliastro Federico IV von Goseck ad accusarlo di aver ucciso suo padre, e la cronaca di Reinhardsbrunner riferisce della confessione di Ludwig Springer agli abati Herrand e Giselbert.

 

Johannes Rothe di Eisenach, nel XIV secolo, attribuisce ad Adelheid la fondazione del monastero di Zscheiplitz e l’ingresso nel monastero come espiazione per la partecipazione nell’omicidio del conte palatino. 

Ma la storia documentale del cenobio risale solo al 1110, molto dopo la data di fondazione riferita da Roth.

 

La menzione di un priore (Provost) Heinrich di Zscheiplitz, il primo superiore del monastero testimonia l’esistenza del monastero nel 1203 come dipendente da Reinhardsbrunn e che nel 1215 reclutò le monache per abitare il nuovo monastero realizzato intorno alla chiesa, probabilmente fondata molto prima dalla contessa Adelheid, ricostruita all’arrivo della comunità della benedettine.

 

Nel 1254 è documentata la presenza del priore John e della priora Johanna, probabilmente a capo di due comunità interdipendenti.

 

Soppresso in seguito alla secolarizzazione nel 1540 a seguito della Riforma luterana, venne trasformato in un maniero residenziale, le10 monache e la badessa residenti ottennero il diritto di soggiornarvi fino alla morte, in seguito divenne una proprietà privata.

 

Nel 1813 vi si ritirò Napoleone Bonaparte dopo il ritiro seguito alla sconfitta della battaglia di Lipsia.

 

Con le risoluzioni del Congresso di Vienna venne ceduto alla Prussia, nella provincia di Sassonia, fino al 1944.

 

Espropriato alla famiglia von Biela nel 1945 con la Riforma Agraria ospitò una sede amministrativa del comune di Freyburg.

 

Nel 1945 divenne una casa di accoglienza per rifugiati tedeschi della Prussia, Pomeriania e Slesia.

 

La chiesa venne riaperta al culto il 13 novembre 1994, con una messa solenne, oggi fa parte della parrocchia di Freyburg ed è utilizzata come “location” per concerti e matrimoni, la gestione e il restauro sono stati promossi dal 1985 dall’Associzione Interessengemeinschaft Klosterkirche Zscheiplitz IGZ (Comunità di interessi per la chiesa del monastero Zscheiplitz).

 

Nel 2008 la famiglia von Hahn, un’antica dinastia del Meclemburgo discendenti del conte Burkhard I von Goseck e risalente al 1230, elevata al rango di “conti imperiali” nel 1802, ha acquistato il resto degli edifici dell’ex monastero e ne ha fatto la sua residenza, promuovendo radicali restauri anche in questa parte e sostenendo la realizzazione del Zscheiplitz Sustainable Development  (ZSD, Laboratorio per il patrimonio e lo sviluppo) pe lo studio, la valorizzazione e lo sviluppo del territorio e di prodotti legati alla storia del monastero. Dal 2015 si produce sperimentalmente anche una birra Zscheiplitzkloster Bier.

 

Non si è a conoscenza dello stemma proprio del monastero: purtroppo le traversie del monumento hanno causato la distruzione della maggior parte dei documenti di archivio.

Nelle etichette della birra prodotta per conto dell’Ente gestito dai von Hahn, che non hanno nessuna relazione con l’Associazione, si è scelto come “logo”  commerciale riprendendo l’emblema di famiglia: un gallo rosso in campo d’argento, stemma registrato dal 1791 a San Pietroburgo tra le dinastie russe. Quello adottato nel 2008 so compone di una scudo: “troncato merlato di tre pezzi, al primo di nero alla stella di nove punte di rosso; al secondo d’argento al gallo ardito pure di rosso”. Non si tratta, evidentemente, di uno stemma religioso ma di un emblema gentilizio.

 

 

La cantina-birrificio Ratskeller di Naumburg e il Kloster Zscheiplitz si sono associati per la conservazione del patrimonio storico e artistico della regione di Saale-Unstrut, con l’obiettivo principale di assicurare i fondi necessari la conservazione e il restauto dell’ex Residenza Palatina di Weissenburg e del Kloster Zscheiplitz, così come altri importanti monumenti storici della valle di Unstrut.

 

Tra gli scopi c’è anche la rinascita della produzione tradizionale di formaggi e di birra nella regione, altrimenti nota prevalentemente per i pregiati vini.

 

È stata creata quindi nel 2015 la “Zscheiplitz Klosterbier” una birra ambrata con un tenore alcoolico dell’8%, utilizzando una ricetta secolare, conservata negli archivi di famiglia dei nuovi proprietari di Zscheiplitz, Kadri e Alexander von Hahn.