Abbaye de Saint-Pierre-et-Saint-Paul de Wissembourg

(Ex abbazia di San Pietro e San Paolo di Wissembourg) – Monaci Benedettini



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I monaci di Wissenburg nell’870 edificarono nel villaggio di Hochhuzen (oggi Hochfelden, un comune indipendente) una corte demaniale, con cantina e birrificio, a servizio della mensa dell’abbazia.

Nella località dell’antica Sebusium, il re merovingio Dagobert I, con il benestare del vescovo di Spira Dragobod, avrebbe fondato intorno al 623 un monastero su un isola del fiume Lauter, che si sviluppò rapidamente fino a diventare uno dei centri culturali più attivi dell’intera Germania medioevale.

 

La prosperità economica consolidata permise ai monaci di Wizenburg di acquistare nel 682 le saline di Vic-sur-Seille, per 500 soldi (una somma considerevole) garantendosi entrate costanti non vincolate alle donazioni.

 

L’abate Pirmin (san Pirmino) introdusse la regola benedettina nel 753, seguendo le indicazioni di Carlo Martello, che ne promosse l’adozione in Svevia, Alsazia e Svizzera. L’abate Dragobod fece costruire una chiesa. Nell’803 venne consacrata la chiesa carolingia, che godette dell’immunità reale, in quel periodo ci sono sul territorio dell’abbazia diverse chiese e cappelle, quattro priorati impiantati a qualche distanza dall’abbazia in direzione dei quattro punti cardinali, assicuravano la sorveglianza.

 

Nell’860 il monaco Otfried compose un Evangeliario, autentico capolavoro della miniatura dell’epoca (noto come “L’Evangeliario di Wissenburg”). Nell’882 l’imperatore Carlo “il Grosso”, su domanda dell’arcivescovo Liutbert di Magonza, accorda all’abbazia il diritto di eleggere il proprio superiore.

 

L’abate Grimald, già abate di Sankt Gallen, consigliere di Ludovico il Bavaro e cancelliere del Sacro Romano Impero, fece in modo di mettere l’abbazia sotto la protezione dell’iperatore.

 

Nel X secolo i duchi di Carinzia furono i “protettori” del monastero, il duca Ottone I, apportò molte innovazioni e promosse l’estrazione del rame dalle locali miniere. Tra il 917 e il 926 però la regione venne devastata dalle incursioni di Ungari e Magiari. Adalbert (sant’Adalberto) venne nominato abate di Wissembourg nel 966 dall’imperatore Ottone I, egli introdusse regole riformatrici che vennero seguite almeno fino alla sua nomina a vescovo di Magdeburgo nel 968, nello stesso periodo l’imperatore conferma il diritto all’elezione del proprio abate alla comunità.

 

Nel 974 l’abbazia ottenne lo status di Reichsunmittelbarkeit (“Immediata soggezione imperiale”),l’abate dipendente unicamente dall’imperatore, posizione addirittura superiore a quella del vescovo di Spira dal quale pure dipende ecclesiasticamente. Risale ad allora il titolo di “abate-principe”.

 

Nel 985 il duca di Franconia, Ottone di Worms, dopo la morte dell’imperatore Ottone II attaccò l’abbazia, provocando gravi danni. Nel 985 anche un incendio contribuì a devastare il monastero. Di nuovo il 23 maggio 993, sotto l’abbaziato di Gerhoh III, l’imperatore Ottone III accorda all’abbazia la libera elezione del suo superiore.

 

Dopo un ulteriore furioso incendio nel 1004 l’abate Liuthard decise di ricostruire la chiesa, il cui coro fu consacrato nel 1033 dal vescovo Reginhard II von Dillingen di Spira. L’intera chiesa abbaziale venne consacrata nel 1073 dal vescovo successore, Heinrich von Scharfenberg.

 

L’abate Samuel intraprese importanti lavori di ricostruzione, tra il 1056 e il 1096, a quell’ epoca risale la costruzione della torre occidentale e della cappella del chiostro.

 

Al 1079 risale la prima menzione del villaggio di Wißemburg, gli Hohenstaufen sono gli “advocati” (o “avogadri”) del monastero e assicurano sicurezza e lo sviluppo del borgo.

 

Sotto l’abbaziato di Edelin (1262-1293) il gruppo di scribi dello Scriptorium monastico di Weißenburg redasse il  Liber Possessionum (o Codex Edelini, oggi conservato a Spira). Allo stesso periodo risale la ricostruzione in stile gotico cella chiesa abbaziale. Nel 1333 venne aggiunta alla sacrestia dedicata a San Willibrord.

 

Nel 1247 Wissenbourg entrò nell’Union des Villes Rhénanes, con Colmar, Haguenau e Schlestadt. Fu un’epoca di contrasti accesi tra l’abate e i cittadini del villaggio, conflitto composto dall’imperatore Rodolfo d’Asburgo nel 1275 che stabilisce i confini tra i vari diritti, alla città il monarca accorda il diritto di riscuotere l’”umgeld” (tassa sul vino), la libera elezione dei propri magistrati e l’uso comune delle foreste e dei pascoli abbaziali.

 

Ciononostante nel 1333 si rinnova un aspro contrasto tra i cittadini e l’abate Jean I von Frankenstein, che lasciò l’abbazia con alcuni confratelli e chiese l’intervento dell’imperatore Luigi di Baviera. Il vescovo di Wurtzburg, Hermann von Lichtenberg, pronunciò la sentenza nel mese di ottobre: il Magistrato e gli abitanti di Wissemburg dovettero riaccogliere il principe-abate e fare ammenda in ginocchio.

 

Dal XIV secolo inizia il declino economico dell’abbazia, la città acquisisce sempre maggiore indipendenza dall’autorità abbaziale.

 

Nel 1522 Henri Motherer, curato della chiesa di Saint-Jean, e i suoi vicari Jean Merkel, Martin Bucer e Georges Kess si convertirono alla Riforma luterana, dando inizio alla predicazione nel territorio di Wissemburg, su richiesta dell’abate il vescovo-principe elettore di Treviri e il principe elettore palatino assediarono la città, costringendo i predicatori ad allontanarsene nel 1523.

 

Nel 1524 sotto la reggenza dell’abate Rüdiger Fischer, la comunità venne secolarizzata in un collegio di canonici e la chiesa abbaziale divenne una collegiata, dal 1546 dipendente dal Capitolo della cattedrale di Spira, i cui vescovi assunsero il titolo di prevosto e ressero il monastero fino alla soppressione avvenuta durante la Rivoluzione Francese nel 1789, la prevostura e l’abbazia furono appannaggio dei principi-vescovi di Spira fino al 1790 quando i canonici lasciarono la città, ormai convertita al protestantesimo. La chiesa venne trasformata in fienile.

 

Dopo il periodo napoleonico la chiesa mantenne il titolo di collegiata, ma la comunità non venne ristabilita.

 

La chiesa abbaziale è ancora al suo posto, con la sua alta guglia ripetutamente distrutta e ricostruita (nel XV secolo, nel 1667 e nel 1883), oggi è classificata “Monument Historique” (dal 1930), è la seconda chiesa più vasta d’Alsazia, dopo la cattedrale di Strasburgo.

 

Lo stemma dell’abbazia fa riferimento agli attributi iconografici dei due santi titolari, Pietro e Paolo, nello scudo una della due chiavi di san Pietro è incrociata con la spada dell’apostolo Paolo.

 

I monaci di Wissenburg nell’870 edificarono nel villaggio di Hochhuzen (oggi Hochfelden, un comune indipendente) una corte demaniale, con cantina e birrificio, a servizio della mensa dell’abbazia.

 

Nel 1640 Jean Klein installa nel medesimo luogo una brasserie, rilevata nel 1844 dalla famiglia Metzger, noti birrai di Strasburgo, nel 1898 questa famiglia si unì, per matrimonio, alla famigia Haag, birrai di Ingwiller, il birrificio prese la denominazione  di « Metzger Haag ». Nel 1925 Louis Haag , con i figli Frédéric e Alfred, cambia la denominazione in Brasserie Meteor,

 

La birra è dedicata a Saint Wendelinus, popolare patrono degli agricoltori alsaziani (ancora oggi festeggiato in quel territorio) del quale ad Hochfelden esiste una cappella. Wendelinus (o Wendelin) è un santo del quale poco si sa, nacque in Scozia o in Irlanda  intorno al 550 e visse come eremita presso Treviri, al tempo del vescovo Magnerik, è menzionato dal 1180, ma la sua storia scritta risale al 1417 ed è frutto per lo più di leggende.

 

Da notare che nelle etichette della birra Saint Wendelinus si è preferito lo stemma proprio del comune di Hochfelden, con la figura di san Pietro tenente una sola chiave d’argento con la mano destra, in luogo di quello di Wissembourg.

 

Nel 2017 “Meteor” e l’Unione delle Chiesa Protestanti d’Alsazia e di Lorena, in occasione dei 500 anni della Riforma di Lutero, promuovono la commercializzazione della birra “Luther” (produzione limitata).

 

La birra Wendelinus, è una bionda-ambrata, prodotta dalla Brasserie Meteor, ne esistono diverse varietà:

 

  • Wendelinus, bionda-ambrata al 6,8 %;
  • Wendelinus Rossa, al 6 %);
  • Wendelinus Intensia, ambrata 9 %;
  • Wendelinus Tenebris, bruna, 6 %;