Abdij van Onze-Lieve-Vrouw van het Heilig Hart van Westmalle / Abbaye de Notre-Dame du Sacré-Cœur de Westmalle

(Abbazia di Nostra Signora del Sacro Cuore di Westmalle) – Monaci Cistercensi della Stretta Osservanza



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Durante la Rivoluzione Francese, molti religiosi furono costretti ad abbandonare e fuggire dalle loro case. Cosa che accadde anche ai Trappisti di Notre Dame de La Trappe, la Casa Madre dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza. 

 

Nel 1793 un piccolo gruppo di monaci arrivò ad Anversa, la loro intenzione era quella di imbarcarsi per il Canada, ma il vescovo di Anversa, Corneille-François Nélis, ottenuto il permesso dall’abate de la Trappe in esilio alla certosa svizzera de La Valsainte, don Augustine de Lestrange, li convinse a stabilirsi in una piccola fattoria denominata “Nooit Rust” (“Senza Riposo”) nella borgata di Westmalle (letteralmente “Malle Ovest”) nel Comune di Malle, dove arrivarono il 12 aprile 1794 data dell’inizio ufficiale della vita cistercense a Westmalle quando 10 monaci entrarono nella fattoria-monastero.il 6 giugno 1794 l’avanzata delle truppe repubblicane francesi costrinsero la rinata comunità a fuggire nuovamente.

 

Solo la firma del Concordato tra Napoleone I e la Santa Sede del 1801, alla quale seguì una relativa pace religiosa, i monaci poterono tornare a Westmalle nel 1802, purtroppo un Decreto Imperiale del del 28 luglio 1810 soppresse tutti gli ordini contemplativi, i monaci abbandonarono nuovamente la loro sede, dove torneranno nell’agosto 1814.

 

Tra il 1815 e il 1830 il territorio del monastero faceva parte del Regno dei Paesi Bassi, dove una ulteriore legge intendeva abolire tutti gli ordini contemplativi che non davano un contributo economico all’economia del Regno. I monaci di Westmalle riuscirono a dimostrare la loro utilità sociale creando una scuola e aprendo un centro di ospitalità, malgrado questo periodo di difficoltà e insicurezza, il 22 aprile 1836 il priorato fu elevato al rango di abbazia da papa Gregorio XVI, don Martin Dom fu il primo abate ed assunse anche il ruolo di Vicario Generale dei Trappisti nel “Nuovo Belgio” e sarà lui a presiedere la nuova fondazione di Meersel che nel 1846 si trasferirà ad Achel.

Il successore, don Benoît Wuyts (1872 à 1896), fonderà il priorato di Tegelen. Con l’autorizzazione di papa Leone XIII sarà l’iniziatore delle missioni nel Congo Belga, fortemente volute dal re Leopoldo II.

 

Contemporaneamente furono reintrodotte alcune consuetudini che erano già seguite nell’Abbazia di La Trappe nel XVII secolo:  tra le quali l’autorizzazione al consumo di una porzione di sidro o birra da tavola.  La produzione fu interna per un breve periodo, poi la comunità decise di servirsi dagli ottimi birrifici locali.

 

Il complesso monastico che possiamo vedere oggi risale alla fine del XIX secolo, nel 1900 sotto l’abbaziato di don Ferdinand Broechoeven i lavori di ricostruzione vennero completati. Nel 1930 gli edifici vennero ingranditi, compresa la fattorie e la birreria, che vennero modernizzate.

 

Nel 1836 l’abate don Martinus Dom pensò di ricostituire una piccola birreria monastica. La prima birra dell’abbazia venne servita al pranzo del refettorio il 10 dicembre 1836.

Per anni l’abbazia produsse solo per uso proprio. Nel 1856 però i monaci cominciarono a vendere in alcune occasioni la birra all’ingresso del monastero, riscontrando da subito un successo tale che la richiesta cominciò ad aumentare al punto che la birreria dovette ampliarsi tra il 1865 e il 1897.

 

Fino a che nel 1921, i monaci decisero di vendere la loro birra attraverso i commercianti specializzati: la vendita aumentò progressivamente. All’inizio degli anni 30 si costruirono i nuovi grandi edifici di produzione, alcuni dei quali tutt’ora esistenti e utilizzati.

 

La maggior parte delle entrate dalle vendite della birreria ed è investita nel costante miglioramento delle condizioni di lavoro; da alcuni anni  i monaci non producono da soli la birra ma affidano il processo di produzione a collaboratori esterni, ma se si occupano ancora della gestione generale ed economica della birreria.

La parte delle entrate che non è dedicata al loro sostentamento è destinata a organizzazioni benefiche, a lavori sociali e a persone bisognose.

 

La birra “Westmalle” è brassata in diversi tipi, tra i quali:

 

  • La Westmalle Triple, bionda-dorata con un tenore alcoolico del 9,5 %
  • La Westmalle Double, bruna con un tenore alcoolico del 7%
  • La Westmalle “Extra”, biona pallida, leggera con un tenore alcoolico del 6% prodotta solo due volte l’anno. La birra è destinata ad uso interno.  È ancora quella che i monaci e i loro ospiti la bevono durante il pranzo.

 

Lo stemma dell’abbazia è molto semplice, mostra un cuore infiammato e coronato di spine, sormontato da una croce, in campo oro. Richiama il titolo ufficiale dell’abbazia. il motto che solitamente lo accompagna recita: “AD CENTRUM”.