Refuge de Notre Dame de Saint Bernard

(Rifugio di Nostra Signora di San Bernardo) – Monaci Cistercensi della Stretta Osservanza



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Alla fine del XIX secolo, a seguito delle posizioni anticlericali del governo francese, che minacciava la soppressione dei monasteri e una pesante tassazione, l’abate trappista di Mont-des-Cats cercò rifugio con la sua comunità a Watou, poco oltre il confine belga, in una fattoria denominata “Patershof” (conosciuta anche come “Courtewyle“) alla quale mutò il nome in “Refuge de Notre Dame de Saint Bernard” e, come forma di autofinanziamento, cominciarono la produzione di formaggi.

 

Nel 1934 lasceranno il “rifugio” per ritornare alla loro abbazia e Évariste Deconinck, prese in carico la produzione casearia, che continuò al civico 23 della Trappistenweg di Watou, e nel 1945 ottenne anche dall’abbazia di St. Sixtus di Westvleteren la licenza di produrre per conto loro la birra, sotto la direzione del loro mastro birraio, rinnovata nel 1962.

Nel 1992 l’abbazia di St. Sixtus non rinnovò la concessione, a seguito della decisione del Capitolo Trappista di non cedere a terzi le licenze e di produrre direttamente all’interno dei monasteri. A Watou si continuò comunque a produrre la birra, secondo le stesse ricette dei monaci, e a commercializzarle con l’etichetta “Sint Bernardus” riprendendo la dedicazione del Refuge, togliendo la specifica “Trappistenbier” riservata alle birre prodotte dentro le mura dei monasteri trappisti .

Oggi la La Brouwerij St. Bernard fa parte della associazione brassicola Belgian Family Brewers, ma la “St. Bernardus” non può fregiarsi del logo “Bière belge d’Abbaye reconnue”.

A Watou aveva la sua sede anche la Brouwerij Van Eecke, dal nome della famiglia che nel 1862 divenne proprietaria dell’antica birreria Gouden Leeuw (“al Leone d’oro”) risalente al XVII secolo, nella quale iniziò la produzione di birre ad alta fermentazione. Nel 1950 iniziò anche ad utilizzare la denominazione “Trappist ‘t Kapittel” ma dovette modificarla in “Kapittel” a seguito dell’azione giudiziaria intentata dai trappisti.

Nel 1962 passò in eredità alla famiglia Leroy, storici birrai di Boezinge e proprietari della Brouwerij Het Sas. Karel Leroy ideò nel 1981 la Poperinge Hommelbier (“hommel” è il luppolo nella dizione locale) utilizzando solo luppoli locali del tipo “Gold” e “Hallertau”; mentre nel 1985 lanciò la birra bianca Watou’s Wit. Oggi gli impianti di produzione sono stati trasferiti a Boezinge. Dal 2016 fa parte del gruppo Leroy Breweries.

 

La Brouwerij St. Bernard produce :

  • Bernardus Abt 12, quadrupel 10%, molti estimatori ritengono questa birra la più simile alla Westvleteren 12, riconosciuta come “la migliore del mondo”, fatto plausibile dato che la ricetta iniziale ha un’origine comune.
  • Bernardus Pater, 6, 6,7 %
  • Bernardus Prior, 8, 8%
  • Bernardus Tripel, bionda ambrata 8%
  • Bernardus Extra 4, 4,8%, inizialmente riservata al consumo dei monaci.
  • Bernardus Wit, bianca 5,5,%
  • Bernardus Christmas Ale, nera stagionale 10%
  • Bernardus Grottenbier, maturata nelle caverne di Kanne, è una birra particolare con un tenore alcolico del 6,5%.
  • Watou Tripel, 7,5 %

 

La Brouwerij Van Eecke produce :

  • Kapittel “Abdijbier” Pater
  • Kapittel “Abdijbier” Dubbel
  • Kapittel “Abdijbier” Prior
  • Kapittel “Abdijbier” Blond
  • Kapittel “Abdijbier” Tripel Abt
  • Poperings Hommel, 7,5%, la più nota della zona
  • Vlasbier, 6,5%
  • Watou’s Wit, bianca al 5%

 

Come sede “in esilio” dell’abbazia di Mont-des-Cats (Katsberg) il Refuge avrebbe potuto utilizzare quello della abbazia titolare, della quale si poteva considerare una sede “distaccata”.

 

Su alcune etichette di qualche anno fa però compare uno stemma partito variamente colorato: il primo campo dovrebbe richiamare quello dell’ex Comune di Watou (dal 1977 è una frazione di Poperinge), che è di nero a due fasce d’oro, adottate nel 1907 e, in origine, corrispondenti alle armi dei Van Yedegem proprietari del territorio dal 1608 al 1793. Nello stemma priorale il nero è sostituito dall’azzurro.

 

Il secondo campo mostra un leone d’oro in campo azzurro, richiamo del tradizionale emblema delle Fiandre (che portano: d’oro al leone di nero).