Abbaye de Notre Dame de Vaucelles

(Ex abbazia di Nostra Signora di Vaucelles) – Monaci Cistercensi



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Fu fondata da san Bernardo di Clairvaux nel 1131 a Ligescourt, nella valle dell’Escaut, a sud-est della città di Cambrai, su un terreno malsano e boscoso offerto da Hugues d’Oisy, signore di Oisy e Crèvecœur, e castellano di Cambrai, per la remissione dei suoi peccati. La prima pietra fu posata il 1 agosto 1132 dallo stesso san Bernardo, come la tredicesima “figlia” della casa-madre di Clairvaux.

 

Grazie al lavoro di bonifica dei monaci, ma anche alla loro esemplare vita di pietà e rigore monastico, la giovane abbazia conobbe presto una vera prosperità e un’influenza significativa. L’abate Dom Rodulphe, diresse l’abbazia per 19 anni, durante i quali decise di costruire gli edifici in pietra.

 

Distrutta la primitiva chiesa in stile borgognone, nel 1190 venne ricostruita in stile gotico con dimensioni fuori dal comune: 137 metri di lunghezza con un transetto di 64 metri, fu la chiesa cistercense più vasta d’Europa, molto più vasta di Notre Dame di Parigi o della cattedrale di Reims. Questi primati furono duramente condannati dal Capitolo dell’Ordine, l’abate Godescale fu destituito dal suo seggio e lo stesso abate di Clairvaux fu punito per aver autorizzato questo cantiere poco conforme ai principi di semplicità e povertà.

 

Delle strutture medioevali la grandiosa sala capitolare, anch’essa la più vasta d’Europa, del 1175 e un’ala del monastero. Altra parte superstite è il palazzo abbaziale del XVII secolo. Le due parti, contigue, fanno da quinta ad un grande giardino “medioevale” detto “les jardins sensationnels”.

 

San Luigi IX donò all’abbazia una spina della “corona di spine di Cristo” della Sainte Chapelle nel 1257.

 

Le distruzioni del XVI secolo obbligarono l’abate don Gilles de Noblecourt ad importanti restauri, che erano ancora in corso nel secolo successivo: sotto l’abbaziato di don Bruno Platel (1741-1753) l’abate-padre di Clairvaux in persona, don Pierre Mayeur, rileva la mancanza di lavori di manutenzione.

 

Soppressa nel 1790, gran parte degli edifici vennero distrutti,le demolizioni causarono l’accumulo di un’enorme quantità di detriti che furono probabilmente all’origine dell’attuale livello del terreno (di un metro e mezzo più alto dal piano di campagna).

 

L’altare, in marmo di Carrara, venne usato inizialmente dai rivoluzionari per il culto della Ragione e in seguito trasportato nel coro della chiesa di Saint-Géry a Cambrai.

 

Anche alcuni libri della biblioteca, costuita nel1760 da don Ruffin , penultimo abate de Vaucelles, che nel 1257 contava 40.000 volumi, sono oggi conservati a Cambrai.

 

Nel 1917 le strutture superstiti furono danneggiate da un incendio. Nel 1971 il sito venne acquistato come bene pubblico.

 

Nel 1988 importanti scavi archeologici hanno rimesso in luce le vestigia medioevali, oggi l’associazione « Les Amis de l’Abbaye de Vaucelles » gestiscono il sito e ne promuovono la conoscenza e il mantenimento.

 

La tradizione brassicola dell’abbazia è oggi ripresa dalla Brasserie de la Choulette, di Hordain, che produce su licenza la birra “Abbaye de Vaucelles”, una birra ambrata con un volume alcoolico del 7,5%. Può essere degustata direttamente sul luogo, nella sala da the dell’abbazia, o acquistata nel negozio.

 

Come stemma l’abbazia ha adottato in segno di omaggio quello dei castellani di Cambrai, i D’Oisy, che donarono il terreno per la fondazione, che si blasona: “D’argent semé de billettes de gueules, au lion du même brochant sur le tout.” (D’argento, seminato di biglietti di rosso, al leone dello stesso attraversante sul tutto).