Sint Paulusabdij van Utrecht

(Ex abbazia di San Paolo di Utrecht) – Monaci Benedettini



Altre immagini

Nessuna immagine

Il 26 giugno 1050 venne consacrata la chiesa di questa abbazia, alla presenza di numerosi vescovi provenienti dalle Diocesi circostanze, tra questi il vescovo di Utrecht, Bernold (1027-1054), che aveva promosso la costruzione del monastero nella zona meridionale del castello vescovile, dove già sorgevano le cattedrale di Sint-Maarten e la collegiata di Sint-Salvator (Oudmunster), che era una comunità di canonici fondata da San Willibrord molto tempo prima. Per la nuova fondazione Bernold scelse San Paolo apostolo come patrono e vi chiamò la comunità di Amersfoort, abbazia fondata anni prima dal suo predecessore Ansfried (995-1010), come luogo dove potersi ritirare in solitudine lontano dalle preoccupazioni del suo magistero episcopale, sul un piccolo rilievo noto come Hohorst (oggi Heiligenberg), presso il fiume Eem, oasi di pace e di meditazione che all’epoca del vescovo Adelbold (1010-1026) adottò la regola di San Bendedetto.

Ma il progetto del vescovo Bernold era forse più ambizioso, con la complementare fondazione delle collegiate di San Pietro (1048) e di San Giovanni (nel 1050) e di una quarta chiesa egli intendeva circondare il castello episcopale, che sorgeva sull’attuale Domplein, con una “croce di chiese” che verrà completato nel corso dell’XI secolo con la costruzione a occidente della chiesa di Santa Maria, per iniziativa del vescovo Koenrad (1076-1099), o almeno questa è la interpretazione degli eruditi del XIX secolo.

Gli abati di San Paolo all’inizio fecero parte del Consiglio Episcopale, che coadiuvava il vescovo-conte negli affari ecclesiastici e temporali, essendo i vescovi Ultrajectensi anche signori feudali della città, ma il loro prestigio andò declinando nel XII secolo, per il maggior favore verso i nuovi Ordini religiosi: Norbertini e Cistercensi innanzitutto. L’abbazia mantenne però sempre una alta reputazione e prestigio, soprattutto grazie alla sua antichità e ai vasti possedimenti che aveva in città e, soprattutto, nella provincia; i suoi membri provenivano soprattutto dall’aristocrazia locale.

Nel 1484 la comunità aderì alla riforma della di Bursfeld, gli abati di San Paolo dal XVI secolo saranno costantemente membri dell’Unione e del Capitolo Generale di quella Congregazione.

Una terribile epidemia scoppiò in città nel 1528 e anche la comunità di San Paolo, tradizionalmente non molto numerosa, venne ridotta a pochi individui. Con l’istituzione asburgica delle nuove Diocesi dei Paesi Bassi del 1559 si trasferirono molti beni dell’abbazia a diversi vescovati; in particolare i possedimenti di Gelderse passarono alla Mensa Vescovile del nuovo arcivescovato di Utrecht istituito nel 1561, non senza opposizione da parte degli abati di San Paolo.

Il colpo di grazia però venne assestato dalla Riforma Protestante, che isolò l’abbazia dai suoi possedimenti, impedendo la riscossione delle decime. Nel 1580, dopo che la chiesa abbazia fu devastata dalla furia iconoclasta, l’abbazia venne formalmente abolita e la pratica della religione cattolica bandita dalla città. I monaci però ricevettero una pensione, pagata con i loro beni, e poterono restare negli edifici monastici, mentre tutti i possedimenti furono incamerati dagli Stati di Utrecht nel 1586 e destinati alla creazione di quello che, nel 1593, divenne il Collegium Paulinum, un vero seminario per la formazione del clero riformato. La chiesa abbaziale venne assegnata nel 1595 al nuovo capitolo riformato dei canonici della Oudmunster, la cui chiesa era tata demolita poco tempo prima. Gli edifici restanti dell’ex abbazia divennero la sede della Corte Provinciale di Utrecht nello stesso anno.

La chiesa, ad eccezione del coro, venne pressoché completamente demolita nel 1707, il coro verrà atterrato nel 1804.

Dopo il trasferimento del Tribunale nel 2000 furono avviati importanti lavori di restauro degli edifici per farne la sede degli Archivi cittadini e di un ristorante.

Non sono pervenuti esemplari dello stemma dell’abbazia che, probabilmente, doveva avere come simbolo principale la spada, attributo iconografico di San Paolo apostolo.

La birra “Paulus” ricorda l’antico monastero, è attualmente prodotta dalla De Leckere Brouwerij di Utrecht, e si basa su una ricetta locale scoperta durante la riorganizzazione degli Archivi risalente al 1433 e con l’utilizzo di ingredienti biologici:

– La “Paulus” è una Tripel con un tenore alcoolico del 7,5 %.
– La “Paulus Dark” è una Tripel scura, edizione speciale del 2018, al 7,7%

La De Leckere Brouwerij produce anche la birra “Willibrord” (ambrata, alcool 5,5%)