Abaty Tyndyrn/Tintern Abbey

(Ex Abbazia di Tintern) – Monaci Cistercensi



Altre immagini

Nessuna immagine

L’abbazia gallese di Tintern, che ha un’omonima in Irlanda, è oggi una suggestiva e imponente rovina presso il villaggio di Tintern nel Galles sud Orientale.

Fu la prima abbazia cistercense gallese (la seconda nelle isole britanniche) ondata dal monaco cistercense Walter de Clare, figlio di Richard Lord (“signore”) di Chepstow, il 9 maggio 1131, come filiazione dell’abbazia francese di L’Aumône (Loir-et-Cher, della linea di Citeaux), nel territorio del Gwent (attuale Monmouthshire) lungo la sponda occidentale del fiume Wye, durante il regno di Enrico I. Divenne rapidamente prospera grazie ai ricavi dei possedimenti di Gwent e del vicino Gloucestershire. Nel 1139 fu in grado di fondare una filiazione a Kingswood, nel Gloucestershire.
La comunità venne presieduta, dall’1148 al 1157, dall’abate Henry, il quale aveva trascorso una giovinezza dissoluta, ma in seguito si pentì e prese l’abitudine cistercense, divenendo un uomo profondamente religioso fino ad essere ritenuto adatto al ruolo di superiore. L’abate Henry fece visita sia al papa che a San Bernardo.

Nel 1189 William Marshal, conte di Pembroke, divenne signore di Chepstow e patrono di Tintern. Egli era anche signore di Leinster nell’Irlanda sud-orientale e, durante una tempesta in mare, promise a Dio che avrebbe istituito un nuovo monastero su quelle terre se fosse stato salvato dal naufragio. Così nel 1201 chiese all’abate di Tintern di inviare un gruppo di monaci fondare l’abbazia di Tintern Parva (“Little Tintern”, la “Piccola Tintern”) sulle terre irlandesi di William presso Wexford.

Nel 1245 la signoria di Chepstow passò alla famiglia Bigod. Tra il 1270 e il 1301 il signore di Chepstow e conte di Norfolk, Roger III Bigod, che nel 1302 concesse all’abbazia l’importante castello di Acle (Norfolk) e promosse la ricostruzione della chiesa abbaziale, le cui vetrate vennero decorate con lo stemma della sua famiglia, una croce rossa in campo d’oro, che divenne anche lo stemma proprio dell’abbazia, che considerò Roger come secondo fondatore del monastero.

Una importate fonte di reddito per l’abbazia era la presenza nella sua chiesa di una miracolosa effige della Vergine Maria, che attirava pellegrini da ogni dove.

Durante la “Peste Nera” del 1348-1349 la gran parte dei circa quattrocento monaci venne uccisa dal morbo.

Il 3 settembre 1536 gli edifici vennero espropriati con il decreto “Act of Suppression” di Enrico VIII Tudor, che soppresse l’abbazia, scacciandone l’abate Wyche con i dodici monaci e i 35 servi, iniziando un lungo periodo di declino e rovina, nonostante fosse ceduta a Henry Somerset, Lord of Chepstow, e secondo Earl (conte) of Worcester (morto nel1549) il quale spogliò gli edifici dei loro tetti di piombo e, ad un certo punto nel secolo successivo, un certo numero di edifici monastici vennero convertiti in case di abitazione.

Nel 1760, durante il periodo “Romantico” fu intrapresa una grande opera di recupero del sito, di proprietà del duca di Beaufort, per permetterne l’accesso ai visitatori, tra i quali il pittore J.M.W. Turner (1775-1851) e il poeta William Wordswworth (1770-1850) che le dedicò un noto componimento. Nel 1901 il sito fu riconosciuto come monumento di importanza nazionale e la proprietà fu venduta alla Corona, venne avviato un programma di restauro che venne completato nel 1928.

Oggi è sotto la tutela del Cadw (in gallese “tenere”) Welsh Historic Monuments, un organismo governativo creato nel 1984 che ha lo scopo di proteggere, conservare e promuoverne la conoscenza del patrimonio architettonico del Galles (gran parte degli oltre 120 castelli ed altri monumenti sono sotto la cura del Cadw, a cui non appartengono formalmente, ma che è responsabile della loro manutenzione e della loro accessibilità al pubblico).

Recentemete (1988) l’abbazia è servita come set per il video degli Iron Maiden, per la canzone “I play with madness”.

Lo stemma storico dell’abbazia si blasona: “d’oro, alla croce di rosso”. In rappresentazioni successive si trova anche la croce “ancorata”, cioè con le estremità biforcate e caricata su un campo partito verde e oro (“partito, di verde e d’oro, alla croce ancorata di rosso”).

Come la maggior parte delle altre abbazie anche a Tintern i monaci producevano la birra come bevanda “ordinaria” della comunità, oggi la Kingstone Brewery, con sede poco lontano dall’abbazia, produce una birra che si ispira a quella tradizione, una birra ambrata, ottenuta con il luppolo Challenger e Northern Brewer bilanciati dal malto d’orzo. Si può trovare nelle varietà:

– Kingstone Gold Fine Ale, al 4%
– Classic Bitter Case, 4,5%
– 1503 Tudor Ale Case, 4,8 %
– No. 1 Premium Stout Case, 4,4%
– Abbey Ale, al 5,1%
– Tewdric’s Tipple Ale, 3,8%