Abbaye Notre-Dame de Bon Secours de la Thure

(Ex abbazia di Nostra Signora del Buon Soccorse della Thure) – Canonichesse Regolari di Sant’Agostino



Altre immagini

Nessuna immagine

Nel mese di marzo del 1243 il signore di Jeumont, Nicolas II di Barbençon (morto nel 1256) e la moglie Isabeau de Soissons-Nesle, fondarono sui terreni di loro proprietà un piccolo monastero in onore della Vergine Maria a Marpent-sur-Sambre, con l’autorizzazione del vescovo Guy di Laon, e vi inviò due delle sue figlie come monache.

Il luogo era però troppo malsano e alcuni anni dopo, durante il periodo della Pasqua del 1256, la comunità venne trasferita in una località lungo il corso del fiume Thure, che diede la denominazione alla nuova sede, tra Solre-sur-Sambre e Bersillies-l’Abbaye, ove chiamò le monache “canonichesse” agostiniane dell’abbazia di Prémy, presso Cambrai, che inviò quattro religiose e ne nominò la prima badessa.

L’abbazia era posta in una amena posizione, lungo il fianco di una collina, circondata da boschi.

Una delle figlie di Nicolas II, divenne badessa del monastero tra il 1271 e il 1300, mentre lui e la moglie vennero sepolti nella chiesa abbaziale; anche il figlio e successore Jean I de Barbençon (morto nel 1312) ebbe una figlia badessa nello stesso cenobio: madre Isabeau II Barbençon, morta nel 1331.

Nel corso del XV secolo, grazie ad un lascito di una nobile d’Aimeries, venne costruita una chiesa più vasta.

Nel 1972 venne abbandonata all’arrivo delle truppe dei rivoluzionari, venne soppressa e confiscata nel 1796, i beni venduti all’asta. La maggior parte degli edifici venne demolita nel corso del XVIII e XIX secolo, si sono salvati solo il cancello d’ingresso e il corpo degli edifici di servizio, mentre nella Solre-sur-Sambre si conserva ancora una delle antiche fattorie (“grangia”) dell’abbazia.

La Brasserie Alain Brootcoorens di Erquelinnes, che produce anche la birra “Angelus”, perpetua oggi il nome dell’abbazia con la sua “Abbaye de la Thure”, una “belga” strong-ale ambrata-chiara con un volume alcoolico del 10%.

Lo stemma dell’antico monastero è riportato anche sulle etichette della birra: si tratta di un classico scudo a losanga (tipico per le fondazioni femminili) nero con una banda d’argento caricata da tre croci pomettate nere, richiamanti le tre croci del Calvario.