Opactwo Najświętszej Maryi Panny w Szczyrzycu

(Opactwo Najświętszej Maryi Panny w Szczyrzycu) – Monaci Cistercensi



Altre immagini

Nessuna immagine

Il voivoda (governatore del re Wladyslaw III) di Cracovia, Teodor Gryfta fondò a Ludźmierz, nella regione del Podhale, questa abbazia nel 1234, ma già nel 1243 la comunità si trasferì nella valle del fiume Stradomka, in un territorio più fertile e meno esposto agli attacchi dei Tartari.

La particolare devozione dei Cistercensi alla Vergine Maria si sviluppò intorno alla immagine dipinta della Beata Vergine di Ludźmierz, trasferita con la comunità nel nuovo monastero che divenne anche un centro di pellegrinaggio.

I monaci costruirono il centro di Nowy Targ e il castello di Szaflary, trasformarono le aree selvagge in campi coltivabili, irreggimentarono i fiumi, costruirono fattorie (grangie), ponti, mulini e birrifici, fondarono frutteti e apiari, inoltre istruirono anche giovani artigiani e contadini, mentre intorno al monastero si sviluppò un villaggio, precursore dell’attuale Szczyrzyc (nell’attuale provincia del Województwo Małopolskie – Voivodato della Piccola Polonia).

Durante l’occupazione nazista molti rifugiati provenienti da varie parti della Polonia trovarono rifugio nell’abbazia, dove veniva impartito un insegnamento in quella che nel 1945 divenne la Scuola Superiore dei Cistercensi di Szczyrzyc, chiuso dalle autorità comuniste nel 1955.

L’edificio attuale, formato da una serie di edifici che circondano una grande corte, risale per la maggior parte al XVII secolo, ma sono numerose le parti del monastero antico (come i chiostri) superstiti del furioso incendio che lo danneggiò in quel periodo. Il complesso comprende anche la “casa dell’abate” in mattoni del XVI secolo, decorata con un portale in pietra che, oggi, ospita il Museo del monastero.
Nel 1831venne aggiunta un’ala ad est e un campanile con tetto “a cipolla”.
Dopo i cambiamenti politici in Polonia, i cistercensi riacquistarono parte della terra, con l’intenzione di continuare le tradizioni agrarie dell’Ordine. Per il coraggio speciale durante la seconda guerra mondiale, l’Abbazia di Szczyrzyc ha ricevuto la decorazione polacca al Valore Militare.

Una grossa pietra erratica di 55 metri che si può vedere presso il villaggio di Krzesławice è legata alla leggenda della fondazione del monastero, secondo la quale Grajek, un musicista locale, tornando nottetempo da una festa, incontrò nei pressi di un crocevia il Diavolo il quale, gli chiese di suonare per lui e come compenso gli offrì un grosso sacco d’oro in cambio della sua anima.
Tuttavia, per paura che un simile tesoro suscitasse sospetti in sua moglie, che avrebbe così scoperto il turpe traffico, Grajek donò l’oro ai monaci di Szczyrzyc per la costruzione del nuovo monastero. Quando il Diavolo tornò per prendersi l’anima del musicista scoprì l’uso che era stato fatto dell’oro infernale e, infuriato, decise di distruggere il monastero, scagliandovi sopra l’enorme masso. Ma i monaci si affidarono alla protezione della Madre di Dio, la quale fece in modo che il masso pesasse così tanto che il Maligno non fu in grado di trasportarlo oltre e quindi costretto ad abbandonarlo a tre chilometri dal monastero. L’impronta di uno zoccolo “testimonia la veridicità” del raccolto.
Presso la roccia sorse un eremitaggio, oggi abbandonato, nel quale l’ultimo eremita vi morì nel 1992.

Lo stemma dell’abbazia mostra, in funzione “parlante” assonante con il latino “grȳps grȳphis” (grifo/grifone, a sua volta di origine greca), il grifone dello stemma dei fondatori: i nobili Gryft. Il grifone, in quanto unione tra un animale terrestre (il leone) e un animale dei cieli (aquila), è stato assunto nella cultura cristiana come simbolo della doppia natura, terrestre e divina, di Gesù.

Le antiche cronache dell’abbazia affermano che i cistercensi di Szczyrzyc producevano nel loro braksatorium una bevanda a base di cereali tostati, cicoria e luppolo che si chiamava cerevizja e veniva realizzata con la copiosa acqua oligominerale della sorgente di Wadzyń, “la cui presenza era stata indicata dalla Provvidenza”.

Il 26 aprile 1628 il primitivo birrificio venne sostituto da una costruzione in legno, come la maggior parte delle costruzioni della regione, l’abate don Józef Onufry Grzymisławski decise di costruire un solido edificio in mattoni nel 1772 che venne completato solo nel 1824 dagli stessi monaci, anche se la produzione era già ben avviata e dava lavoro e prosperità anche alla popolazione locale.

Questa situazione perdurò fino al 1948. La birra si denominava Złoty Zdrój e, nel 1983, la produzione si attestava intorno ai 22.000 ettolitri di birra annui.

Nel 1951 il birrificio venne nazionalizzato e, con la denominazione di Podhalański Browar (Birrificio della regione di Podhale) produceva una birra di bassa qualità per il consumo di massa.

Nel 1993, dopo aspre battaglie legali, i padri cistercensi riacquistarono il loro birrificio e tutta la proprietà, ma nella produzione della birra non si tornò alla originale ricetta, andata purtroppo perduta, e ci si “adattò” ad un’altra composta con l’aiuto di confratelli di altre abbazie.

La nuova ragione sociale adottata fu Gryf Browar, derivato dal “grifo” dello stemma dell’abbazia, che insignì le bottiglie che uscivano dalla fabbrica ma, nel 1997 il birrificio dovette essere chiuso per l’enorme indebitamento e l’edificio di produzione rischiò di essere messo all’asta. Con la decisione del Ministero della Cultura e dell’Arte, che ha riconosciuto il Birrificio Szczyrzyc come monumento, l’asta è stata scongiurata. L’edificio rimase di proprietà dell’abbazia, ma la produzione non ripresesubito. Strumenti e cimeli andarono a formare una sezione tematica del Museo dell’Abbazia.

Nel 2007, l’abbazia cistercense iniziò il rinnovamento e l’adattamento di due edifici del birrificio del monastero con il sostegno economico della famiglia Czepiel.

Nel marzo 2003 la famosa catena di birrerie Belgium Brewery chiese all’abbazia di fornire la ricetta per impiantare uno stabilimento a Kielce (che produrrà la birra “Frater” dal 2004).

Nell’agosto 2015, il birrificio Szczyrzycki Browar Cystersów riprende a produrre birra secondo un’antica ricetta. Oggi la produzione di piwo “Gryf” annovera i tipi:

– “Generał” una lager a 6,3%
– “Opackie” una lager Plzen a 6,2%
– “Przeora” (del Priore) una altbier a 5,6%
– “Grodzisko” una Weiss a 5,2%
– “Szczyrzycanka” stagionale a 5,5%
– “Szczyrzycanka w wiśniowym sadzie” aromatizzata alla ciliegia (wiśnia) al 5,5%
– “Klsztorny” una pils a 3,9%
– “Piwo z pigwą” aromatizzata con mela cotogna al 3,9%
– “Ipa” Pale Ale al 7,2%
– “English Ipa” una English Pale Ale al 5,7%
– “Ekstra” Ipa Americana al 6,9%
– “Sporne” una scura all’ 8,0 %
– “Eliksir”una Ipa scura al 7,0%