Sankt Johannes Abtei von Mallersdorf

(Abbazia di San Giovanni di Mallersdorf) – Povere Francescane della Sacra Famiglia di Mallersdorf (AFHF)



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Sui resti di un antico castrum romano, sull vetta del Johannisberg (Monte San Giovanni), venne edificato il castello di Madilhardisdorf, che fu possesso della badessa Mathilde von Lupburg di Ratisbona.

Durante il periodo carolingio fece parte della contea di Kirchberg, e i conti Heinrich ed Ernst donarono nel 1107 un terreno e le somme per costruire un monastero benedettino “doppio” (con una comunità maschile e una femminile, quest’ultima verrà trasferità dall’abate Eppo von Sankt Georgen nel 1136 nella vicina Etting), donazione confermata dall’imperatore Lotario III. Nel 1109 arrivarono i primi monaci dall’abbazia di Michelsberg di Bamberga, il primo abate divenne padre Burkhard (1109-1122).

Durante il periodo della Riforma luterana il numero dei monaci crollò drammaticamente. Ma nel 1596 i sette monaci dell’abbazia di Ebersberg, soppressa da papa Clemente VIII nel 1595, vi si trasferirono per dare impulso ad una nuova comunità.

Sotto l’abbaziato di don Anton Schelshorn (1665-1695) venne ricostituita la scuola abbazia le, come centro di formazione della Congregazione Benedettina Bavarese.

Nel XVIII secolo ci fu la totale ricostruzione degli edifici, le cui imponenti forme sono tutt’ora visibili, il monumentale altare maggiore  con la “Rivelazione d San Giovanni”  con la figura della “Donna dell’Apocalisse, vestita con il sole e una corona di dodici stelle e dotata di ali d’aquila insidiata dal drago a sette teste ma difesa dall’arcangelo Michele” fu realizzato da Ignaz Günther, ma nella basilica si possono ammirare opere di molti altri artisti del barocco bavarese come Mathias Obermayr (altari secondari), Martin Speer (pale d’altare), Christian Jorhan d. Ä. (sculture sul pulpito e dell’organo), Johann Adam Schöpf (affresco del coro, 1741) e Matthias Schiffer (affresco del soffitto nella navata).

La scuola monastica “latina” di Mallersdorf ebbe grande fama per gli studi scientifici e per la vasta biblioteca, molti monaci erano docenti in diversi università e nelle scuole di grammatica, e la rinomanza crebbe al punto da meritare al monastero l’appellativo di “Sedes Sapientiæ” (sede della Saggezza).

Dopo la secolarizzazione del 1803 l’abbazia divenne una azienda agricola e una birreria, mentre la biblioteca venne trasferita a Monaco. L’ultimo abate benedettino fu don Maurus II Deigl che era stato eletto solo due anni prima, nel1801, e che assistette alla vendita all’asta dei beni.

Nel 1840 gli edifici più rappresentativi ospitarono la sede del Distretto (oggi trasferita a Straubing) il Tribunale Distrettuale.

Dal 1869 la vita religiosa è rinata grazie alle suore dell’Ordine Francescano, il monastero divenne la casa madre delle Armen Franziskanerinnen von der Heiligen Familie (Povere Sorelle Francescane della Sacra Famiglia di Pirmasens, fondato da don Paul Josef Nardini) che acquistarono una prima parte dell’ex abbazia (il resto venne acquistato dallo Stato Bavarese nel 1913).

Durante l due guerre mondiali le suore non poterono più lavorare nel campo dell’istruzione e gli stessi edifici divennero sede di un ospedale militare.

Oggi circa 500 suore vivono a Mallersdorf, che gestiscono il panificio, la fabbrica di birra, la cucina, la produzione di scarpe, il ricamo di parati liturgici e le diverse scuole del monastero.

Lo stemma dell’abbazia è noto almeno dal XV secolo: rappresenta in campo oro l’aquila aureolata di San Giovanni Evangelista, come è specificato dal cartiglio che il volatile tiene con le zampe, usata in un sigillo abbaziale del 1495. Lo stemma è stato adottato, pressoché identico, dal Comune di Mallersdorf (dal unito a Pfaffenberg) dopo la secolarizzazione dell’abbazia del 1803; l’aquila però, probabilmente per ragioni di differenziazione, è rappresentata azzurra, mentre nello stemma dell’abbazia era nera.

La produzione di birra è documentata nell’abbazia dal 1623, ma ancora una attività importante all’interno del convento, nel quale funziona un birrificio artigianale dal 1881, nello stesso storico luogo, riaperto su autorizzazione di suor Hieronyma Eder, madre generale delle “Sorelle di Mallersdorf”, e che gode di simpatica popolarità perché gestito da oltre vent’anni da suor Doris Engelhard, diplomata scuola di Birreria di Ulm. Un quinto della produzione viene consumato all’interno del convento, dalle suore e dai dipendenti, il resto viene inviato ad alcuni affezionati collezionisti e servito nei pochi punti vendita disseminati tra Ratisbona, Landshut, e Straubing.

 

Riuscendo, si possono gustare:

 

  • Klosterbraü Mallersdorf Vollbier Hell, una chiara in tipico stile bavarese, alcool 5%
  • Klosterbraü Mallersdorf Zoigl, speciale, alcool 5%
  • Klosterbraü Mallersdorf Heller Bock, alcool 6,7%
  • Klosterbraü Mallersdorf Doppelbock, alcool 7%
  • Klosterbraü Mallersdorf Maibock, alcool 6,7%