Abbaye de Notre-Dame de Lyre

(Ex abbazia di Nostra Signora di Lyre) – Monaci Benedettini



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Anche questo è uno dei numerosi monasteri che circondavano il Ducato di Normandia, fondato e riccamente provvisto nel 1046 dal conte Guillaume Fitz Osbern, cugino del duca Guglielmo “il Bastardo” e dalla moglie Adelize de Tosny, entrambi membri delle più importanti famiglie baronali normanne.
Alla fondazione è legata una leggenda molto popolare: viveva nella zona un cavaliere normanno di nome Robert, che aveva combattuto coraggiosamente per il duca contro i francesi e contro i mussulmani in Spagna, ma da tempo meditava sul senso della sua vita. Durante una battuta di caccia nella zona di Chalet udì una voce che gli disse di mutare la sua condizione, di farsi eremita e di costruire una chiesa. Meravigliato da quell’evento ritorno a casa molto turbato. Qualche tempo dopo, nello stesso luogo, incontrò un prete di Bosc-Renoult che si era ammalato di lebbra e vagava per i boschi, questi si mise in mezzo alla via e chiese a Robert di ascoltarlo: gli disse che per tre volte una voce misteriosa gli chiedeva di recarsi dal signore della regione, Guillaume “figlio di Osbern” (questo è il significato di “Fitz Osbern”), per convincerlo a fondare un monastero in onore della Vergine Maria. Tuttavia, a causa della sua malattia, non poteva presentarsi da quel signore di persona. Robert si sentì sollevato dal fatto che un altro uomo avesse ricevuto lo stesso comando, rassicurò il lebbroso dicendogli che avrebbe svolto la missione al suo posto. Robert andò a cercare Guillaume con il quale aveva combattuto a Tillieres, il quale venne ad ascoltare l’eremita ma rifiutò di assecondarlo, scambiandolo per un uomo esaltato. Tuttavia, Robert non si arrese e capì che rivolgendosi alla moglie Adelise avrebbe trovato un orecchio più attento. Infatti, ella lo ascoltò e promise di convincere suo marito. Così fu decisa dalla coppia la fondazione dell’abbazia di Notre-Dame de Lyre della quale Robert, fattosi monaco, divenne il primo abate.
Come ringraziamento Guillaume Fitz Osbern chiese ai monaci di pregare per il bene della sua anima e quella dei suoi parenti. Adelise si affezionò a tal punto alla nuova fondazione che volle esservi sepolta, nel XVI secolo le venne eretto un magnifico cenotafio, ancora esistente, trasportato nella attuale chiesa parrocchiale.
Dopo la conquista dell’Inghilterra, alla quale aveva partecipato Guillaume Fitz Osbern, l’abbazia estese la sua influenza oltre la Manica, grazie alle donazioni di Fitz Osbern e di Robert de Lancaster, conte di Meulan, fino a diventare una delle abbazie più dotate delle isole britanniche, con priorati a Carisbrooke, Hinckley, Llangua, Livers Ocle et Wareham.
Ebbe un rinomato scriptorium, le cui opere sono oggi conservate in diversi musei europei (Rouen, Londra, Parigi, Évreux).
Alla meta del XII secolo si intraprese la ricostruzione e l’ampliamento degli edifici, che però vennero distrutti da un incendio nel 1188. Ricostruiti e inaugurati nel 1199 resisteranno fino alla Rivoluzione francese. Con la riforma cistercense ci fu un’emorragia di fedeli (soprattutto delle alte classi) verso le nuove abbazie riformate e poi verso i conventi francescani e domenicani.
La guerra dei Cent’Anni poi accelerò il declino, per due volte l’abbazia fu attaccata e saccheggiata dalle armate del re di Navarra, nel 1359 e nel 1365.
Nel 1419 la Normandia fu occupata dagli inglesi. Nel 1430 venne imposto un abate filo-inglese, Guillaume Le Bas, che però si scontrò con l’opposizione dei monaci, poté prendere possesso dell’abbazia solo dieci anni dopo, ma con l’aiuto militare inglese. Alla riconquista francese di Carlo VII l’abate Le Bas si sottomise alla nuova autorità, ma venne costretto dai confratelli a dare le dimissioni e a lasciare il monastero nel 1463.
La carica abbaziale venne in seguito attribuita ai “Commendatari”, personaggi spesso nemmeno religiosi, ma fedeli al re, che miravano più ai rendimenti economici che alla disciplina monastica. Essi nominavano un “Vicario” che però non aveva un vero potere, soprattutto sugli affari economici. Nella prima metà del XVI secolo fu abate commendatario il card. Jean le Veneur, vescovo di Lisieux (e abate commendatario anche di altre sei abbazie, tra le quali di Mont-Saint-Michel e del Bec), il quale non si curò molto della cura degli edifici, e meno delle persone.
Nel 1646 però fu nominato abate commendatario il card. Jacques Davy du Perron, già vescovo di Évreux, il quale introdusse le riforma benedettina della Congregazione di Saint-Maur: una nuova comunità di monaci rigorosi e preparati culturalmente si affiancarono a quelle preesistente, non senza contrasti. Dalla fine del XVII secolo i Mauristi promossero la ricostruzione pressoché totale degli edifici, pur non essendo la comunità molto numerosa (nel 1698 essi erano solo sette). La reiterata nomina di abati commendatari da parte della Corona non facilitò le cose (nel XVIII secolo la carica fu dei cardinali di Rohan, arcivescovi di Strasburgo).
La Rivoluzione portò a Lyre gli stessi effetti procurati alle altre abbazie francesi: soppressione, dissoluzione della comunità (13 febbraio 1790), vendita e distruzione degli edifici.
Nonostante la trasformazione della chiesa in parrocchiale, ma difficile da mantenere a causa delle vaste proporzioni, essa non sostituì mai la preesistente chiesa parrocchiale di Saint Pierre. L’abbandono causò la degradazione della struttura, che nel 1797 crollò parzialmente, quel che restava divenne cava di pietra e nel Piano Catastale Comunale del 1804 il monastero risulta completamente scomparso, salva una piccola parte del “Logis Abbatial” (residenza dell’abate).
Lo stemma originario dell’abbazia era un classico stemma “parlante”: mostrava una lira d’oro (strumento musicale a corda simile all’arpa, assonante col il toponimo) in campo azzurro, che dal XVII secolo viene rappresentata in forma di arpa vera e propria; la comunità aveva infatti scelto di onorare, tra i suoi più brillanti abati, due fratelli della famiglia Davy du Perron, che si succedettero tra il 1599 e il 1621 il cui stemma dinastico si blasonava: “d’azur au chevron d’argent accompagné de trois harpes contournées d’or” (D’azzurro allo scaglione d’argento,a ccompagnato da tre arpe rivoltate d’oro): l’arpa richiamava l’arpa per eccellenza: quella del biblico re Re David, che si abbina perfettamente ai Davy sia per assonanza che per la loro origine israelita.
Inoltre questo stemma “antico” venne posto in cuore ad uno scudo inquartato con le armi attribuite ai fondatori: la rosa d’armellino di Guillaume Fitz-Osbern (de Crépon) e i fusi della consorte Alis (Adelize) de Tosny.

Oggi il nome dell’abbazia è legato ad una birra belga denominata “Abbaye de Lyre”, nelle versioni:

– Bière de Garde de mars al 6,5% di tenore alcoolico
– Ambrée, rossa al 6,1 %
– Blanche, al 4,5%
– Brune, dubbel al 6,4%
– Triple, all’8%

prodotte dalla Brasserie Goudale (erede dal 2016 della Les Brasseurs de Gayant risalente al 1919) di Arques e oggi consociata alla Brasserie de Saint Omer (che produce anche le birre “Abbaye de Lys”, “Abbaye de Vauclair”, “Saint Landelin”, “Abbaye de Velours”, nonché la “Bière du Demon” e la “Abbaye de Crespin-Secret des Moines” molto popolari anche in Italia).