Abbaye de Nôtre-Dame de Leffe

(Abbazia di Nostra Signora di Leffe) – Canonici Regolari Premostratensi (Norbertini, O. Praem.)



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Leffe fu un comune autonomo e oggi un quartiere a nord della città belga di Dinant, nella provincia di Namur, regione della Vallonia (Région Wallonie) legato alla sua celebra abbazia premostratense di Nôtre Dame de Leffe.
Nel 1152 il conte di Lussemburgo e Namur, Henri “il cieco” (figlio di Godefroid) cedette una piccola chiesa a Leffe, sulla riva destra della Mosa (Meuse), dedicata a Nôtre-Dame all’abate premostratense Gerland di Floreffe, creando un priorato dello stesso Ordine e che nel 1200 divenne un’abbazia, sotto la guida dell’abate Wéric, già priore di Floreffe.
Sacchegiata e distrutta ripetutamente tra il XV e il XVIII secolo, e ancora dai Rivoluzionari nel 1794, venne soppressa nel 1816 e trasformata in un insediamento industriale,
Nel 1903 fu nuovamente acquisita dai Premostratensi francesi in esilio e nel 1931 lo status di abbazia fu restaurato dai confratelli fiamminghi di Tongerlo.
Ricostruita a più riprese nel corso del XVII e XVIII secolo fu soppressa dai Rivoluzionari che, il 1 gennaio 1793 proclamarono la Repubblica proprio all’interno della chiesa abbaziale, costringendo i monaci a fuggire in esilio a Maastricht.
I beni mobili e immobili vennero confiscati e venduti, la nuova proprietà laica dell’abbazia demolì la chiesa e trasformò il resto degli edifici in vetreria, che però fallì nel 1830. Una parte degli edifici vennero adattati alla lavorazione del lino e della carta.
Il 29 novembre 1902, l’allora proprietario Henri Collard, vendette le proprietà ai canonici premostratensi del monastero di Frigolet, vicino ad Avignone, che furono cacciati dalla loro sede nel 1903. L’abbazia venne restaurata, ricavando dalla grangia del 1710 una nuova chiesa abbaziale, con l’aiuto del vescovo di Namur, Thomas-Louis Heylen, già abate premostratense di Tongerlo.
Il 28 aprile 1929 un furioso incendio distrusse l’abbazia di Tongerlo, e i monaci vennero ospitati a Leffe. Nel dicembre 1930 Leffe venne ufficialmente ceduta a quella di Tongerlo, della quale verrà resa formalmente abbazia “figlia” con bolla “Refert ad nos” di papa Pio XI del 3 novembre 1931.
Nel XIII secolo, come molti monasteri di tutta Europa, i monaci dell’abbazia producevano birra. In un documento del 1240, conservato agli Archives de l’Etat di Namur, si apprende della produzione di birra all’abbazia; utilizzando gli ingredienti disponibili nelle vicinanze del monastero e le conoscenze acquisite nel tempo, i monaci svilupparono una ricetta unica, tipica del territorio. All’epoca l’utilità di una birreria per un monastero (e non solo) aveva motivazioni sanitarie: nell’impossibilità materiale di verificare de l’acqua della sorgente fosse adatta alla consumazione, si trovava un modo pratico di risolvere il dubbio grazie all’aggiunta di ingredienti considerati medicinali, all’ebollizione e all’alta fermentazione (che uccideva i microbi) ottenendo così una bevanda “sana e rinvigorente” sperando così di sfuggire alle epidemie (soprattutto di tifo).
Analogamente ai Cistercensi, i Premostratensi non esitavano a impegnarsi nel lavoro manuale, anche ne campi o nelle fattorie, uno di loro (specificamente il Cellerario) era incaricato dell’amministrazione e del buon funzionamento della Brasserie (birreria) alla quale provvedeva attraverso un mastro birraio, che dimorava con la famiglia in una casa dell’abbazia vicina alla birreria, come si apprende da un altro documento del 1654.
Sotto l’abbaziato di don Perpète Rançon l’abbazia conobbe un periodo di prosperità, e la birreria divenne molto popolare alla metà del XVIII secolo.
Con i moti Rivoluzionari la produzione di birra non ebbe termine: il birrificio venne venduto il 10 settembre 1802 (25 Fruttidoro dell’anno XII) a Joseph Georges et Alexandre Fissiaux, che erano stati monaci di Leffe, che continuarono l’attività fino al 1809.
Dopo una lunga pausa nel 1952, l’abate Cirille Nys, convinse il birraio Albert Lootvoet di Overijse, a far rinascere l’attività brassicola dell’abbazia, secondo la ricetta tradizionale, nasce così a Overijse la “Leffe Brune” che riscontrò da subito un notevole successo, assieme alle altre 4 varietà messe in commercio. Nel 1977 Lootvoet ottiene il sostegno finanziario della Brasserie Artois, e la produzione viene spostata a Mont-Saint-Guibert. Nel 1987, la Brasserie Artois e la Brasserie Piedboeuf si fusero, creando la società Interbrew, che assicura ancora oggi un introito per la comunità monastica, attraverso le royalties pur nel rispetto della tradizione, e potersi così definire “bière d’Abbaye”. Dall’agosto 2004 la belga Interbrew e la brasiliana AmBev si sono fuse nella InBev (proprietaria anche dei marchi Beck’s e Hoegaarden), che nel 2008 acquisisce la Brasserie Anheuser-Busch (allora terzo gruppo mondiale) per costituire la AB InBev, il più grande gruppo brassicolo del mondo.
Oggi la Leffe si commercializza in diversi tipi:
• Leffe Blonde – birra leggermente speziata, secca e fruttata, con note di vaniglia. Gusto pieno e vellutato (alcol: 6,6% vol.).
• Leffe Brune – più ricca e intensa rispetto alla Leffe Blonde, è leggermente meno fruttata, e presenta dei sentori di caffè nel retrogusto grazie al suo malto tostato (alcol: 6,5%)
• Leffe Triple – più forte, molto corposa, presenta un gusto marcato e sentori di arancia, vaniglia e limone. Notevole speziatura nel retrogusto (8,5% vol.)
• Leffe Radieuse – birra forte, con un sapore marcatamente fruttato e agrumato (8,2% vol.)
• Leffe Vieille Cuvee – birra forte, con un sapore più vellutato rispetto alla Radieuse (8,2% vol.)
• Leffe Ruby – birra aromatizzata ai frutti rossi e a bassa gradazione alcolica (5% vol.).
• Leffe 9 – questa Leffe dal colore ambrato è quella con la maggior gradazione alcolica (9% vol.)
• Leffe Bière de Printemps – birra stagionale-estiva dal gusto fresco e beverino con basso tenore alcolico (6,6% vol.)
• Leffe Bière de Noël – birra stagionale invernale (6,5% vol.)
• Leffe Nectar – birra aromatizzata al miele (5,5% vol., dal 2012)
• Leffe Royale – gamma di birre bionde superiori (7,5% vol., dal 2012)
• Leffe Royale “Whitbread Golding”
• Leffe Royale “Cascade IPA”
• Leffe Royale “Mapuche”
• Leffe Royale “Mount Hood”
• Leffe Ambrée – birra rossa, gusto armonioso ed equilibrato, con sentori di arancia (6,6% vol., dal 2018)
A Dinant esiste il Museo Leffe.
Lo stemma dell’abbazia ancora in uso si blasona: “de gueules au dextrochère paré d’argent, mouvant d’une nuée de même, tenant une gerbe de blé d’or. Avec la devise latine : EX OPERE MESSIS” (di rosso, al destrocherio vestito d’argento, movente da una nuve dello stesso, tenente un covone di grano d’oro. Con il motto latino: EX OPERE MESSIS/ dal lavoro il raccolto”).