Abbaye de la Chambre de Notre Dame (La Cambre) Abdij Ter Kameren

(Abbazia della Camera di Nostra Signora – Notre Dame de La Cambre) – Canonici Regolari Premostratensi (già monache Cistercensi)



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L’abbazia nacque nel 1201 in un vallone boscoso nella località di Pennebeek, vicino alla sorgente del torrente Maelbeek, poco distante dal villaggio di Ixelles, attuale quartiere di Bruxelles, con la denominazione di La Cambre, in riferimento alla “camera” di Nazareth dove la Vergine Maria ricevette l’annunciazione dell’arcangelo Gabriele, e per la speciale devozione delle monache cistercensi per il culto mariano.

La fondazione fu promossa dalla nobile Gisèle, monaca benedettina di Bruxelles che adottò la regola cistercense, e assoggettata all’autorità spirituale della grande abbazia di Villers. I principali finanziatori furono Henri I e sua moglie Mathilde de Boulogne, duchi di Brabante e i nobili Van Aa di Waesbroesk.

Nel 1203 il papa Gregorio IX conferma la fondazione con la denominazione di Camera Beatæ Mariæ (Camera di Santa Maria, in francese Chambre de Notre-Dame).   Crebbe rapidamente acquisendo grande prestigio, anche grazie ad alcune personalità che vissero presso l’abbazia, come santa Alice di Schaerbeek (†1250 ca), celebre mistica, e san Boniface († 1261), teologo e vescovo di Lausanne (nonché nativo di Ixelles), che venne sepolto nella chiesa abbaziale nel 1260, dove visse gli ultimi anni della sua vita.

Posta fori dal territorio controllato da Bruxelles fu spesso esposta agli attacchi e ai saccheggi delle varie armate che combatterono nella zona, costringendo le monache a rifugiarsi in città, nel quartiere di Coudenberg.

Nel 1381 venne distrutta da un furioso incendio, la nuova chiesa in stile gotico cistercense, venne inaugurata nel 1400.

Nel 1581 venne saccheggiata dai calvinisti e dalle milizie di Alessandro Farnese duca di Parma. Le monache vi faranno ritorno nel 1599, dopo la ricostruzione finanziata anche da Filippo II di Spagna.

Tra il XVII e il XVIII secolo venne ricostruita nel fastoso stile barocco brabantino, con fastosi giardini a gradoni “alla francese”, scaloni monumentali e una gran corte d’onore.

Dopo la soppressione dell’abbazia durante il periodo rivoluzionario con la sua vendita prima a Raphaël De Coster, ex-monaco di Saint-Pierre di  Gand, quindi al carrozziere Michel-Jean Simons nel 1796, che progettò di distruggerla. Subì comunque pesanti manomissioni per essere trasformata in ospeale militare e opificio industriale;  il territorio circostante venne eretto in comune indipendente, denominato La Cambre, ma presto soppresso e unito a Ixelles. Oggi il Bois de la Cambre è uno dei grandi polmoni verdi della capitale belga, dal 1864 creato parco pubblico.

Occupata dai soldati tedeschi durate la Prima Guerra Mondiale venne danneggiata, al termine del conflitto venne restaurata, lavori in realtà iniziati già nel 1907 sotto la direzione del’architetto Émar Collès e rirpesi da Guillaume-Chrétien Veraart e Guillaume Des Marez nel 1923. Mentre nel 1921 venne creata la “Ligue des amis de la Cambre” con lo scopo di preservare il sito.

Dal 20 ottobre 2013 gli edifici abbaziali sono stati affidati ad una piccola comunità di canonici premostratensi, provenienti da Leffe, su invito del vescovo di Ypres (e ausiliare di Brxelles) mons. Jean Kockerols che hanno eretto un priorato del loro Ordine. Negli edifici dell’abbazia il pittore e architetto Henry Van de Velde creò nel 1927 il suo Institut Supérieur des Arts Décoratifs , oggi denominato L’École nationale supérieure des arts visuels (ENSAV) de La Cambre.

Lo stemma proprio dell’abbazia mostra la figura della Vergine col Bambino, munita di uno scettro gigliato e sostenuta dalla falce di luna rivoltata, in campo azzurro, entro uno scudo a losanga (proprio degli stemmi femminili) accollato al pastorale abbaziale, munito di “sudarium”.

In alcune pubblicazioni del XIX secolo compare però uno stemma differente, forse apocrifo, don due “C” maiuscole intrecciate entro uno scudo ovale. Un cartiglio riporta il motto abbaziale VERITAS et ROBUR (“Verità e Fermezza”).

La produzione di birra venne intrapresa nel 2014 per iniziativa di Vincent Poswick, che decise di produrre una “bière d’abbaye” anche per sostenere la piccola comunità.