Stift Klosterneuburg

(Abbazia di Klosterneuburg) – Canonici Regolari di Sant’Agostino Confederati



Altre immagini

No items found

Narra la leggenda che il margravio Leopoldo III di Babenberg “il santo” giorno delle nozze con Agnese von Waiblingen, abbia portato la sposa sul monte poi noto come Leopoldsberg per mostrarle il suo regno e che un colpo di vento a ciel sereno fece volare il velo di Agnese oltre la valle del Danubio. Anni dopo durante una battuta di caccia i cani ritrovarono il velo presso un sambuco dove apparve la Madonna a Leopoldo, indicandogli il luogo dove costruire il monastero.

In effetti il nobile signore aveva posto la sua residenza nella nuova città di Neuburg (“Castel Nuovo”), da lui fondata sulle rovine del castrum romano di Arrianis/Canabianca, dove aveva l’intenzione di creare una sede vescovile, che trovava però la ferma opposizione del vescovo di Passau. Optò quindi per un’abbazia, che volle da subito potente e prestigiosa, una delle più ricche in Austria proprietaria di gran parte degli attuali territori nord-orientali dei suburbi di Vienna, che prese il nome di Klosterneuburg (“Monastero di Castel Nuovo”) e venne affidata ad un collegio di canonici, che successivamente nel 1133 si uniranno agli Agostiniani.

Il figlio minore di Leopoldo, Otto von Babenberg, vi prese i voti e ne divenne priore nel 1126. Diverrà un personaggio importante della storia europea, filosofo, storico e biografo di Federico Barbarossa, noto con il nome della città della quale divenne vescovo: Ottone di Frisinga, dopo esser stato abate di Morimond, oggi è venerato come beato.

L’attuale imponente costruzione è il risultato degli ampliamenti e rimaneggiamenti operati dagli Asburgo, successori dei Babenberg, tra il 1634 e il 1834, con gli interventi dei maggiori espnenti dell’architettura austriaca Jakob Prandtauer, Joseph Emanuel Fischer von Erlch, Donato Felice Aglio fino al neoclassicista Joseph Kornhäusel, che ne hanno fatto una sorta di Escorial degli austriaco (al quale si ispirò nel progetto l’imperatore Carlo VI, al suo interno è conservato il “tocco” arciducale, il tradizionale copricapo degli arciduchi, fatto realizzare dall’arciduca Massimiliano III) che domina il Danubio dall’alto della collina della città.

Una cappella gotica risalente al 1318 conserva la tomba del fondatore, santificato da papa Innocenzo VIII il 6 gennaio 1485.

Nel 1739 il monastero si confederava con la Congregazione Lateranense (dal titolo della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma), la più venerabile delle congregazione dei canonici regolari. Il preposito poteva da allora fregiarsi del titolo di “abate lateranense” e i canonici di quello di “canonico lateranense”.

Al 1882 risalgono invece i due neogotici campanili, parte del progetto di “restauro” di Friedrich Schmidt, architetto municipale di Vienna, che comprese anche la chiesa priorale.

Carlo VI (1685-1740) in occasione della festa di San Leopoldo del 1739 vi fece realizzare uno sfarzoso appartamento imperiale con una fastosa Sala terrena, che oggi rappresenta un affascinante punto di partenza per le numerose visite guidate al Monastero.

Nel vicino sanatorio di Kierling mi morirà nel 1924 Franz Kafka, mentre vi lavorò come giardiniere il filosofo Ludwig Wittgenstein.

Lo stemma dell’abbazia si blasona “di rosso al palo-fascia d’argento” e possiamo considerarlo una variazione dello stemma dei Babenberg, passato poi ad identificare tutta l’Austria: alla tradizionale fascia argento è stata aggiunto un palo verticale che, secondo alcuni, simboleggerebbe la corona arciducale di San Lepoldo.

Secondo altri l’elemento verticale richiama il sarozium, una sottile banda di stoffa bianca che ha la forma di una cravatta piuttosto lunga, che i canonici di Klosternuburg portano pendente sia sulla schiena che sul torace, una stilizzazione del rocchetto, la sopravveste bianca dei prelati.

Il monastero è nota da secoli per la qualità eccellente dei suoi vini, per i quali sono state realizzate della monumentali cantine nel sottosuolo del monte, ma nel 2017, grazie alla collaborazione dei mastri birrai della birreria Ottakringer Brauwerk è stata lanciata una particolare birra dedicata al monastero, la “KlosterneuBier” che, oltre al tradizionale malto d’orzo, utilizza il mosto fermentato delle uve St. Laurent e rifermentato due volte con vino e lievito di birra. Ha un volume alcolico del 6,5% e si può trovare nel negozio del monastero e nello shop della birreria Ottakringer (oltre che in alcuni ristoranti selezionati).

Già nel 1837 però il monastero concesse la licenza per la produzione di birra a privati della città, la tradizione è stata ripresa nel 2015 anche dal piccolo birrificio Braugut di Klosterneuburger con i due tipi: la “Leopold” tipo Pilsener a 8% e la “Agnes” e alcune speciali come la “Bock” e le birre di Natale e Pasqua.