Abbaye du Mont-César – Abdij van Keizersberg

(Abbazia di Mont-César) – Monaci Benedettini Sublacensi



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Nel 1888 un gruppo di nove monaci provenienti da Maredsous si stabilirono presso le rovine dell’Ospedale dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (oggi noti come “Cavalieri di Malta”) e restituirono agli edifici la loro dignità, nel 1899 venne loro riconosciuto il titolo di “abbazia”, il primo abate fu don Robert de Kerchove.
Il luogo era noto come “Mont César” (dal latino Castrun Cesaris, “Monte di Cesare”, in fiammingo “Keizersberg”) perché, secondo la tradizione, avrebbe ospitato un accampamento di Caio Giulio Cesare durante le campagne militari di questi nelle Gallie. Molto probabilmente il toponimo riflette il temine “Kaiser” (derivato effettivamente da “Cesare”) in quanto sull’altura sorgeva un castello imperiale, che si era sviluppato intorno ad un ospizio e Commanderia dei Templari, risalente al 1187, che passò ai Cavalieri di San Giovanni con la soppressione dell’Ordine del Tempio nel 1312. il complesso venne demolito durante il regno di Giuseppe II nel 1798, lasciando solo le rovine che trovarono i monaci al loro arrivo.
Tra il 1909 e il 1910 l’abbazia conobbe una certa popolarità soprattutto per merito di don Lambert Beauduin, che cominciò la pubblicazione del periodico Les Questions liturgiques et paroissiales, che contribuirono al movimento di rinnovamento liturgico (nel 1925 don Beauduin lascerà Mont-César per fondare il priorato di Amay, poi trasferito a Chevetogne, che si consacrerà all’Ecumenismo e inizierà la celebrazione liturgica congiuntamente in rito occidentale e orientale).
Nel 1914 un furioso incendio devastò il complesso, i monaci dovettero fuggire in Germania a Glees, presso l’abbazia consorella di Maria Laach fino alla fine della Prima Guerra Mondiale.
Di ritorno nelle loro abbazia ebbero dei contrasti con la popolazione neerlandofona, e nacquero dei contrati tra i monaci belgi e quelli tedeschi, per cui abbandonarono al Congregazione Benedettina di Beuron e si associarono a quella dell’Annunciazione, che raggruppava allora la maggior parte delle case benedettine del Belgio francofono.
Con l’occupazione tedesca (durante la quale i monaci di Mont-César, in particolare don Bruno, si segnalarono per l’aiuto dato alla popolazione ebrea) venne nuovamente danneggiata e incendiata dai raids aerei, per cui cadde nuovamente in rovina e le ultime vestigia medioevali scomparvero definitivamente.
Nel 1968 i dissensi linguistici tra la comunità fiamminga e quella vallona si accentuarono e si decise che l’abbazia avrebbe adottato la lingua neerlandese e, conseguentemente, abbandonato la Congregazione dell’Annunciazione per quella di Subiaco (o Sublacense) assieme alle altre abbazie fiamminghe.
A causa della crisi delle vocazioni una parte degli edifici venne abbandonata dai monaci e destinata a Studentato per gli universitari.
Lo stemma dell’abbazia mostra un giglio, simbolico della Vergine Maria, sormontato dalla corona imperiale (Kaiserkrone), assonante al toponimo Keizersberg e alla più elevata dignità. Si completa col motto della comunità: VENI CORONABERIS tratto dal testo biblico del Cantico dei Cantici (Ct 4, 8: «Vieni dal Libano, sposa, vieni dal Libano, vieni, sarai incoronata».). In riferimento all’episodio mistico dell’Incoronazione della Vergine, che è descritto come immediatamente successivo a quello dell’Assunzione in cielo, grazie al quale, secondo l’interpretazione di San Gerolamo, Maria viene condotta fino al trono di Dio. A questo è associato anche il passo dell’Apocalisse di Giovanni, che descrive “…una donna incoronata di dodici stelle – Vestita di sole – La luna ai suoi piedi” (Ap 12, 1). Si tratta quindi di un omaggio alla Madonna, particolarmente venerata da tutti i monaci, e un esortazione alla ricerca della perfezione della fede.

La birra “Keizersberg” bionda tripla è una “birra d’abbazia riconosciuta” e prodotta inizialmente presso il monastero e oggi, insieme a quella dell’abbazia di Bornem, dalla Brouwerij Van Steenberge di Ertvelde, che produce anche i tipi:
• Piraat, ambrata
• Gulden Draak, bruna forte
• Celis White, bianca
• Leute Bokbier, bruna
• Bruegel, bruna aromatizzata
• Bornem Dubbel, bière d’abbaye bruna
• Bornem Tripel, bière d’abbaye bionda
• Keizersberg, come « birra di etichetta » della Bornem Tripel