Klöster Sankta Maria von Irsee

(Ex Abbazia di Santa Maria di Irsee) – Monaci Benedettini



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Nel 1180 una comunità di eremiti si stabilì nella foresta di Eiberg che, nel 1185 adottò la regola benedettina grazie ad un gruppo di monaci provenienti da Isny, trasformandosi in abbazia grazie al sostegno, anche economico, del margravio Heinrich von Ronsberg-Ursin ed erigendo i primi edifici conventuali sulla vetta del monte Ursin, dove si trovava il villaggio fortificato di Burg Ursin (dal quale il nome alternativo di Ursin Abtei, in latino Abbatia Ursinensis).

Intorno al 1187-1195 la sede venne trasferita più a valle a causa della mancanza di sorgenti d’acqua sul monte, indispensabile per l’igiene e l’economia del monastero. Sul luogo della primitiva costruzione rimane la chiesetta di Santo Stefano.

Nel 1209 papa Innocenzo III accorda la protezione e la diretta dipendenza dalla Santa Sede della comunità, il vescovo locale sancisce l’indipendenza dell’abbazia che comincia a cumulare diritti, benefici e proprietà che, tra il XIII e il XVI secolo comprenderanno numerosi villaggi della zona: la stessa Irsee, Eggenthal, Baisweil, Lauchdorf, Schlingen, Ketterschwang, Rieden, Pforzen, Leinau e Mauerstetten nonché le più piccole comunità associate.

Nel 1416 un furioso incendio danneggia gravemente le strutture che vengono ricostruite , in particolare la chiesa e la torre campanaria. Verso la fine del secolo l’imperatore concede la protezione sull’abbazia facendo dell’abate il signore feudale del territorio. I principali protettori del cenobio saranno da allora gli Asburgo.

La politica non sempre favorevole alle classi umili degli abati, tutti appartenenti all’aristocrazia, causarono un diffuso malcontento che ne 1525 sfociò in una rivolta dei contadini, provocati dalle analoghe insurrezioni in altre zone del territorio germanico, che assaltarono il monastro, devastandolo.

Nel XVI secolo l’abate Carolus Andreae favorì lo sviluppo e lo studio della musica, facendo dell’abbazia di Irsee un centro all’avanguardia in questo campo. Tra i suoi docenti furono gli illustri musicisti  e muscologi padre Meinrad Spiess e Ulrich Weiss. Ma il prestigio accademico dell’abbazia, che forniva docenti all’Università di Salisburgo, si estendeva anche alle altre scienze, nel 1744 venne istituito un Museo Matematico Scientifico.

Durante la Guerra dei Trent’Anni l’abbazia venne attaccata e saccheggiata più volte, i più gravi episodi si ebbero nel 1632 e nel 1648.

Nel 1692 l’imperatore concede il titolo formale di “abbazia imperiale” (Reichsabtei), l’abate è il sovrano del suo territorio, con pieno diritto di amministrare la giustizia e soggetto solo al papa e all’imperatore, con un seggio nel parlamento della Svevia.

Nel 1699 crolla la torre principale che danneggia gravemente il coro, l’abate Willibald Grindl e il successore abate Bernhard Beck, incaricano l’architetto del Vorarlberg Franz Beer  e il fratello laico Magnus Remy di sovrintendere ai lavori di ricostruzione che ebbero termine nel 1735, anche se l’ambizioso progetto iniziale prevedeva che la chiesa si trovasse al centro di una complesso simmetrico di edifici (ne venne completata solo una parte).

Con l leggi anticlericali del XIX secolo si procedette alla secolarizzazione del monastero nel 1802, i possedimenti vengono venduti, ad eccezione delle strutture architettoniche, dove vengono insediati il tribunale distrettuale, la guardia forestale e la parrocchia. Ala fine la maggior parte della biblioteca monastica fu donata dal re di Baviera, Ludwig I, nel 1833 all’abbazia benedettina di Metten, da lui fondata. 

L’ultimo abate Honorius Grieninger, celebre erudito che svolse l’incarico di bibliotecario nell’abbazia e di professore di matematica e filosofia, dopo la secolarizzazione, visse nel monastero per qualche tempo, ma si trasferì a Kaufbeuren nel 1805, dove morì nel 1809 e fu sepolto nel monastero di Isny per iniziativa dell’abate Rupert Ehrmann.

Dopo una tentata vendita del complesso da parte dello Stato Bavarese, che andò fallita, il 1 settembre 1849 vi venne istituita il manicomio territoriale, che nel 1849 venne ristrutturato secondo quelli che all’epoca erano considerati principi di avanguardia (dopo la sperimentazione avvenuta ad Erlangen) caratterizzati da un approccio medico-umanistico. Le lodevoli iniziative si scontrarono con la povertà di mezzi e l’impressionate sovraffollamento. Nel 1876 dopo il mancato ampliamento Irsee divenne una dipendenza della vicina casa di cura di Kaufbeuren, come reclusorio per malati psichiatrici cronici.

La fama di Irsee acquisì una sinistra connotazione con l’arrivo dei medici nazisti, che procedettero alla “sterilizzazione” e alla “eutanasia” dei pazienti, si calcola che venenro “soppressi” 1600 individui (uomini, donne e bambini) soggetti anche a mostruosi esperimenti diretti da Valentin Faltlhauser (come lo studio degli effetti di una dieta completamente priva di grassi, degli effetti letali del sovradosaggio di farmaci o della vivisezione su corpi non sedati). Nel 1944 venne creato un ulteriore cimitero, perché quello del monastero era saturo di corpi.

Nel 1949 i medici, il direttore e diverse infermiere furono condannati per i crimini comemssi nel reclusorio di Kaufbeuren-Irsee. Il Dipartimento di Malattie Mentali di Irsee resterà in funzione fino al 1972.

Nel 1974 il Consiglio Disrettuale della Svevia decide il restauro degli edifici e la sua destinazione a centro educativo e di formazione professionale.

Nel 194 il monastero diventa un importante centro congressuale (Schwäbische Tagungs- und Bildungszentrum Kloster Irsee), educativo e culturale della Svevia; ospita l’Accademia Sveva (Schwabenakademie) e un centro professionale nei settori della musica (con la riscoperta e lo studio delle composizioni di Spiess), della letteratura e delle arti visive. A fatica la triste nomea di Irsee viene mitigata con una spesa che si aggirò intorno ai 22 milioni di marchi ma, proprio per la lunga esistenza come ospedale psichiatrico il centro si occupa anche di attività di formazione e perfezionamento nelle aree della psichiatria e della neurologia per i gruppi medici, terapeutici e amministrativi.

Lo stemma dell’abbazia mostra la Vergine con il bambino, nascente da un crescente di luna, attributo della Vergine Regina del cielo, alla quale è dedicata l’abbazia.

La tradizione brassicola dell’abbazia, proseguita da privati anche dopo la soppressione del 1803, e che viene tradizionalmente fatta risalire al 1182 (come riportato sulle etichette) è perpetuata oggi dalla Irseer Klosterbräu che, nella caratteristica birreria con giardino (Biergarten) offre nelle tipiche brocche e boccali in ceramiche (realizzati appositamente) suoi tipi:

 

  • Irseer Kloster-Urtrunk (“Primordiale”), ricetta orignale della birra chiara al 5,4%.
  • Irseer Kloster-Urdunkel (“scura”) al 5,6 %
  • Irseer Kloster-Starkbier (“forte”) al 7,2%
  • Irseer Kloster-Urweisse (“bianca”) al 5,2%
  • Irseer Kloster-Helles, classica birra “d’abbazia” tedesca al 4,9%

Nel 1981, in occasione dell’VIII centenario dell’abbazia, venne prodotta e commercializzata una birra speciale, la Abts Trunk (“bevanda dell’abate”), che ebbe il titolo di “birra più costosa della Germania”.

La birreria è parte di una offerta che comprende hotel, ristorante, museo della birra, tutti all’interno dell’ex complesso monastico (Klosterviertel), nati da un progetto di rilancio del 1970.