Herkenrode abdij

(Abbazia di Herkenrode) – Canonichesse del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Sepolcrine)



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Nata come abbazia femminile benedettina nei pressi di Hasselt nel 1182, per iniziativa del conte Gérard II de Looz (van Loeën) che donò i terreni, (secondo la tradizione fu spinto a farlo dal principe-vescovo di Liegi per espiare l’incendio che avrebbe appiccato alla collegiale di Tongres). Dopo la morte del conte Gérard all’assedio di Acri, durante la III Crociata, il 2 novembre 1191 il suo corpo venne rimpatriato e sepolto nella chiesa abbaziale, che divenne la necropoli dei conti di Looz (l’ultimo defunto di essi però, Thierry de Heinsberg, non venne accettato dalla badessa perché scomunicato).

 

Nel 1217 adottò la riforma cistercense, prima abbazia a farlo nella regione. Tra i primati il monastero aveva un considerevole patrimonio e fu uno dei più ricchi delle Fiandre, le monache appartenevano tutte all’alta nobiltà e si presentavano come “Dame della Nobiltà dell’Ordine di Cîteaux della contea di Looz” (“Dames Adellijke van de Orde van Cîteaux van het Graafschap Loeën”). Le badesse appartennero tutte a famiglie potentissime delle Fiandre (Goetsenhoven, Schwarzenberg, Mérode, Croÿ) e condussero una vita adeguata al loro rango.

 

Nel 1361 la contea venne unita al Principato vescovile di Liegi, pur godendo buoni rapporti coi principi-vescovi, l’Ordine Equestre del Principato tentò per lungo tempo invano di trasformare l’abbazia in un canonicato femminile.

 

Gravemente danneggiata da un incendio il 28 ottobre 1594, venne completamente ricostruita solo nel XVIII secolo nello stile neoclassico monumentale dell’epoca, con un vasto giardino “all’inglese” di essenze esotiche.

 

Soppressa dai rivoluzionari nel 1797 e le monache disperse (alcune di esse trovarono rifugio presso il beghinaggio di Hasselt). Gli edifici venduti a privati il 17 febbraio 1797. gli edifici disabitati caddero presto in rovina, nel 1826 un incendio distrusse gran parte della chiesa, che era utilizzata come laboratorio. Nel 1844 le rovine vennero demolite, compreso il mausoleo dei conti di Looz. Quello che rimase venne trasformato in castello residenziale e fattoria.

 

Dal 1972 è un monastero dell’ordine delle Canonichesse del Santo Sepolcro di Gerusalemme (popolarmente note come Sepolcrine) che ne hanno rilevato il sito e ricostruito gli edifici perduti, con la chiesa. L’ordine delle Sepolcrine è il ramo femminile dei Canonici, il cui Ordine sorse nel XII secolo presso la chiesa del Santo Sepolcro in Terrasanta e venne approvato da papa Urbano VIII e seguono la Regola di Sant’Agostino, con particolar cura per il canto e l’ufficio corale, le Fiandre sono una delle poche regioni dove questa congregazione sopravvive. Ha come simbolo la croce doppia patriarcale (o “di Lorena”) rossa, che tutti i membri portano cucita sull’abito.

 

Dal 1974 l’abbazia è stata dichiarata “monumento storico”.

 

Lo stemma abbaziale è noto dal XVI secolo e mostra la figura di un unicorno (Eenhoorn, in fiammingo) d’argento in campo d’oro, si tratta del mitico animale, timido e casto, che poteva essere avvicinato solo da una donna vergine, per questa sua purezza è stato adottato come simbolo mistico della Vergine Immacolata, adatto quindi a rappresentare una comunità religiosa femminile. Si riteneva che il suo corno servisse come antidoto contro tutti i veleni, per questo si commerciava il suo corno (in realtà quello di narvalo o di rinoceronte) come contravveleno. Lo scudo “a losanga” identifica lo stemma di appartenenza femminile, questa forma è attribuita convenzionalmente alle donne non sposate.

 

L’emblema proprio delle suore Sepolcrine è una croce patriarcale rossa.

 

La birra « abbaye de Herkenrode » è una birra d’abbazia riconosciuta e viene prodotta dal 2009 dalla Brasserie Cornelissen a Opitter, nel Limburgo belga, su licenza delle autorità religiose dell’abbazia. Non ha alcun legame storico con l’antica comunità cistercense (che non risulta producesse birra).

Si commercializza nei tipi:

  • Herkenrode Tripel titolata 7%
  • Herkenrode Bruin scura anch’essa al 7% d’alcool.