Sint-Bernardusabdij aan de Schelde

(Ex Abbazia di San Bernardo sulla Schelda) – Monaci Cistercensi



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La primitiva fondazione avvenne a Vremde (frazione di Boechout) nel 1236 col sostegno del duca Enrico I di Brabante, ma già nel 1243 il monastero venne trasferito a Heymissem, grazie all’aiuto del figlio del duca, anch’egli di nome Enrico (II) e col il permesso di papa Urbano IV.

L’abbazia gestiva una importante cava di argilla nella zona di Rupel e della relativa produzione di mattoni.

Dal 1570 al 1649 l’incarico e il titolo di abati di Emiksem venne ricoperto dai vescovi di Anversa.

Nel 1578 i monaci dovettero abbandonare il monastero, oggetto della furia iconoclasta.

Nel 1672 fu distrutta da un incendio.

Pierre-Eugène-Aloys Rubens (1722-1736), fu il 42° abate di Hemiksem, col nome di Gerardus, parente del celbre pittor Peter-Paul Rubens, grazie alle sue capacità l’abbazia acquisì notevoli proprietà fondiarie che impiegò per l’abbellimento della chiesa e per la biblioteca monastica. L’arciduchessa governatrice delle Fiandre lo invio all’abbazia di Orval per contrastare le idee gianseniste che stavano prendendo piede in quella comunità. L’opera di ristrutturazione architettonica del complesso venne completata dal successore nella carica, Alexander Adriaenssens

Gli edifici superstiti di oggi risalgono al XVII e XVIII secolo,ed è quanto resta dopo la soppressione rivoluzionaria del 1797, che demolì la chiesa. L’imponente facciata con la torre di 42 metri di altezza risale alle ricostruzioni operate dall’abate Johannes van Heymissem.

Dal 1811 gli edifici furono trasformati in ospedale per il personal marittimo, nel 1821 l’architetto Pierre Bruno Bourla di Anversa ebbe l’incarico di convertirli in istituto di correzione per delinquenti comuni: arrivò ad ospitare 1554 persone (457 donne e molti bambini).

Nel 1836 la comunità dispersa acquistò l’abbazia di di Bornem, dove si trasferì e dove tutt’ora prospera, trasferendovi il titolo di “abbazia di San Bernardo”.

Dal 1867 divenne deposito militare e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, adibito a campo di detenzione per i collaborazionisti nazisti. Nel 1977 venne abbandonato dal demanio militare.

Sotto tutela come bene nazionale dal 1973 venne acqustato dal Comune di Hemiksem nel 1988, che diede avvio a grandi lavori di restauro: oggi ospita un centro di servizi amministrativi municipali e il museo di storia locale (nell’ala nord) Heemkundig Kring Heymissen & Roelantsmuseum.

Lo stemma dell’abbazia è uguale a quello di Bornem, con l’airone, a rappresentare la continuità storica tra le due abbazie (di fatto la stessa trasferita di sede), mostra un un airone con un’anguilla nel becco. Accompagnato dal motto latino QUAERO SUB LITTORE VICTUM (“trovo il mio cibo sulla riva”). che si riferisce al luogo in cui si trovava l’abbazia fino al 1797: sulle rive della Schelda a Hemiksem. I monaci espulsi dalla loro abbazia dai rivoluzionari francesi, trasferitisi nel monastero di Bornem nel 1833 non dovettero cambiare il loro motto: anche la nuova abbazia si trova sulle rive della Schelda.

Bornen ha una propria birra dedicata, ma si trova in commercio anche una birra “Abdijbieren van Heymissem” (“Birra dell’Abbazia di Hemiksem”) prodotta dal Birrificio De Blauwe Kuip di Schelle, la cui prime versioni vennero proposta nel 1996, per il 750° anniversario dell’abbazia:

– Abdij van Heymissem tripel al 9%
– Abdij van Heymissem dubbel allì8%

Attualmente la più consumata è la Abdij van Heymissem tripel al 7,5%, comemrcializzta nella caratteristica bottiglia in ceramica.