Priorat der Heiligen Jungfrau Maria von Fischingen (Kloster Fischingen)

(Priorato del Monastero della Beata Vergine Maria della Peschiera) –



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Il monastero fu fondato presso la località di Fishine (dal latino “piscina”: peschiera/vivaio di pesci) dal principe-vescovo di Costanza Ulrich II von Dillingen con il sostegno dei signori di Toggenburg, che ne divennero i “protettori”, e intitolato alla Vergine Maria e ai Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista e con il rango di “convento privato vescovile” (Eigenkloster) e con il compito di assistenza ai pellegrini (la località si trovava lungo importanti vie di pellegrinaggio, soprattutto verso Einsiedeln, ma anche verso Santiago di Compostela) e di cura dei villaggi di Fischingen, Bettwiesen, Bichelsee, Dussnang (con Au) e Sirnach.
I primi monaci provenivano dall’abbazia di Petershausen di Costanza e il primo abate fu Waltram (1138-1146) che costruì un primitivo monastero, che comprendeva anche una comunità femminile (abolita nel XIII secolo), e un vasto ospizio.

Con la conquista del territorio della Turgovia da parte dei Confederati, questi divennero i “protettori” del monastero.

In un eremo presso il monastero visse per un certo periodo, fino alla fine dei suoi giorni nel 1200, Ida (o Idda) von Kirchberg, ex moglie di Diethelm IV von Toggenburg, venne sepolta nella cappella di famiglia nell’abbazia, quindi beatificata e il suo culto venne promosso dal’abate Heinrich Schüchti (1466-1510), che fece costruire una grande cappella funeraria in stile tardo-gotico, la prima Iddakapelle, mentre nel 1481 Albrecht von Bonstetten ne scrisse una biografia, mentre un’altra, che ebbe grande popolarità, fu redatta da San Pietro Canisio nel 1590.

Nel 1526 l’abate di origine zurighese Heinrich Stoll e i pochi monaci rimasti nell’abbazia aderirono alla Riforma Luterana e si sposarono, mettendo fine di fatto alla vita monastica, pur restando negli edifici. Con la vittoria dei cattolici a Kappel nel 1531, il culto romano venne ripristinato e l’abate e “madama Badessa” vennero scacciati.

Il convento fu ripristinato nel 1532 dalla istanza presentata alla Dieta di Baden dalla comunità cattolica, che vi insediò due preti e nel 1540 richiesero la nomina del monaco Markus Schenkli da San Gallo come nuovo abate. Dopo anni di crisi il convento conobbe un periodo di fioritura sotto la guida dell’abate Christoph Brunner (1574-94 che promosse la costruzione di nuovi edifici, venne migliorata la formazione dei monaci, fu fondata la Confraternita di S. Ida (nel 1580) e furono ricondotte al cattolicesimo le comunità delle parrocchie soggetta al monastero.

In epoca barocca una serie di abati di eccezionale levatura guidò la comunità, composta costantemente da tre o quattro decine di monaci, portando il convento a una rinascita religiosa, spirituale e culturale. L’abate Placidus Brunschwiler durante il suo lungo mandato (1616-72) garantì al convento solide basi economiche attraverso un’amministrazione oculata e nuove acquisizioni, senza trascurare gli aspetti spirituali. Sotto l’abate Joachim Seiler (1672-88) il convento raggiunse l’apice della propria vita culturale e spirituale; nel 1685-87 fu costruita la nuova chiesa abbaziale. Con l’acquisizione della signoria di Tannegg dal vescovo di Costanza (1693), che si aggiungeva ai baliaggi acquisiti nel XV sec. e alle signorie di Lommis (1599), Spiegelberg (1629) e Wildern (1683), il territorio di Fischingen acquisì una forma compatta e uniforme. La cappella di S. Ida, venne riedificata dal 1704 al 1718, ed oggi è un gioiello di architettura barocca.

Negli anni 1753-61 l’abate Niklaus Degen fece costruire un nuovo coro nella chiesa e le ali est e sud del convento, nel monumentale stile barocco dell’epoca.

Con l’avvento della Rivoluzione francese il convento perse il potere feudale, ma l’abate Augustin Bloch e la comunità seppero adeguarsi alla mutata situazione cercando di instaurare buoni rapporti con il cantone di Turgovia appena istituito.

Nel 1829 il territorio passò alla Diocesi svizzera di Basilea, mentre fino al 1814 era sempre stato soggetto a quella di Kostanz, bavarese.

Dopo la rivoluzione liberale in Turgovia, nel 1836 entrò in vigore la “legge sui conventi” che conferì allo Stato l’amministrazione dei beni dell’abbazia e, il 27 Giugno 1848,dopo la morte dell’ultimo abate Francis Fröhlicher, il Gran Consiglio di Turgovis (Thurgauer Grosse Rat) la soppresse assieme ad altri sette conventi situati nel suo territorio.
Dal 1852 al 1879 negli edifici del convento venne insediate la fabbrica tessile della famiglia Imhof di Winterthur, che utilizzva i muovi telai meccanici Jaquard, e una scuola commerciale.
Nel 1879 l’associazione “Sankt Iddazell” (lett. “Cella di Santa Ida”) acquistò il convento e le proprietà fondiarie per aprirvi un orfanotrofio, inaugurato il 3 novembre 1879 (giorno della festa di S. Idda) e gestito dai monaci di Engelberg, e poi un internato per alienati. Dopo la costruzione della scuola speciale di Chilberg nel 1974 i bambini lasciarono gli edifici dell’ex abbazia.
Il 28 agosto 1977, con un solenne cerimonia presieduta dal vescovo Anton Hänggi con l’abate Leonhard Bösch di Engelberg, il monastero fu ripristinato giuridicamente con l’insediamento di sei professi provenienti dall’abbazia di Engelberg. Nel 1982 nelle ali est e sud dell’edificio conventuale è stata fondata una casa di formazione ecclesiastica e religiosa, in cui si tengono anche corsi destinati a un pubblico più ampio. Il piccolo convento si occupa oggi della cura d’anime della parrocchia ed è attivo nel campo della catechesi, in ambito didattico ed educativo. Gestisce inoltre una propria falegnameria.
Dal 1977 è formalmente un Priorato Bendettino di Engelberg.

Tra le tante iniziative a sostegno del monastro, è stato istituito il birrificio artigianale Kloster Fischingen AG, con il sostegno di investitori laici, il primo birrificio monastico svizzero. In omaggio al suo ruolo storico per il pellegrinaggio, per le birre prodotte con l’acqua della sorgente del priorato ricca di magnesio, è stato scelto il marchio “Pilgrim” legalmente registrato.

Si possono trovare diversi tipi di birre:

– la Pilgrim Klosterbier, una ambrata con circa il 14% di estratto e il 6% di alcol, è quella normalmente servita ai visitatori del monastero.
– la Pilgrim Waldbier, birra “forestale”
– la Pilgrim Tripe Blanche.
– la Pilgrim Triple Blonde
– la Pilgrim Triple Noire
– la Pilgrim Barock Abtei Triple Ambrée, con oltre il 20% di estratto e il 10% di alcool, in stile “trappista”
– la Pilgrim Grand Crus con alcol oltre il 12% di alcool e una maturazione di 2-5 anni in bottiglia, disponibili in edizione limitata e numerata
– la Pilgrim India Pale Ale.
– la Pilgrim Imperial Belgian, in stile belga aromatizzata alla pesca
– la Pilgrim Imperial Russian Stout, in stile “russo”.

Si producono inoltre diverse “saisonbiere” o birre stagionali in particolari ricorrenze e circostanze.

Lo stemma dell’abbazia è un classico esempio di stemma “parlante”, ossia un’arma araldica che, attraverso gli smalti o alle figure, allude al nome della comunità che lo porta: mostra due pesci contronatanti in campo azzurro, allusivi della “peschiera” del toponimo. Da questo deriva lo stemma del comune di Fischingen, adottato inizialmente il 19 luglio 1944, poi confermato nel 1972 dopo l’unione dei comuni che oggi formano la circoscrizione amministrativa.
Si blasona “in Blau zwei silberne Fische” (d’azzurro a due pesci d’argento).