Abtei Unserer Lieben Frau von den Engeln

(Abbazia di Nostra Signora degli Angeli Monaci) – Bendedettini della Confederazione Svizzera



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Il monastero è stato fondato nel 1120, in una zona remota e selvaggia presso Stans ai piedi del monte Titlis, dal barone Konrad von Sellenbüren, che durante una battuta di caccia udì un coro di voci angeliche tra le vette, che gli chiedevano di costruire un monastero, nel quale lo stesso Konrad si ritirò come monaco (dopo la sua morte venne beatificato, è noto come il Beato Corrado)

 

Come per altri monasteri della Germania meridionale nacque come “monastero doppio”: un complesso per monache fu istituito nelle vicinanze (verrà trasferito a Sarnen nel 1615), diretto da una Magistra e, insieme a quella maschile, formava un’unica comunità sottoposto alla sovranità dell’abate, il primo dei quali fu il beato Adelhelm nel 1124, già monaco del’abbazia di Muri in Argovia.

 

Dopo di lui si aprì una crisi  per la successione, tre successivi abati non vennero riconosciuti e non vennero inseriti nella lista ufficiale, il problema venne risolto dall’abate Frowin (1147-1178), giunto dal monastero riformato di Sankt Blasien della Foresta Nera. Quest’ultimo e i suoi successori, gli abati Berchtold (1178-97) e Heinrich (1197-1223), promossero un forte sviluppo culturale del monastero, con l’allestimento di uno Scriptorium, gestito dal monaco Richene, che raggiunse la massima notorietà con le opere del cosiddetto Maestro di Engelberg, un artista attivo attorno al 1200.

 

Ricevette ampi privilegi e il territorio governato dall’abate di Engelberg aveva il rango di un piccolo principato nel XIII e XIV secolo. Il primo riconoscimento venne sollecitato da Konrad a papa Callisto II, nel 1124 e all’imperatore Enrico IV il quale le riconobbe il ruolo di controllo e di governo in questa regione dell’alto corso del fiume Aa. Gli abati di Engelberg divennero soggetti solo alla Santa Sede ed ebbero una giurisdizione di rango quasi episcopale sui vassalli, i famigli e sul villaggio che si sviluppò intorno all’abbazia, col tempo la loro giurisdizione si espanse a tutta la valle e oltre (soprattutto in Argovia), su una quindicina di villaggi, come previsto dalla bolla di papa Gregorio IX che confermò lo status di “Abbatia Nullius Dioecesis” nel 1236.

 

Il diploma di Enrico V del 1124 garantiva all’abbazia la libera scelta dell’avogadro (o “advocato”, protettore ed esecutore dei diritti dell’abbazia). Ottone, figlio dell’imperatore Federico “Barbarossa” e conte palatino di Borgogna, fu nel 1199 il primo avogadro del convento di cui è noto il nome. Con Filippo di Svevia (1199), Ottone IV (1208) e Federico II (1213), l’avogadria fu affidata ai sovrani di Germania. Rodolfo d’Asburgo, senza designarsi espressamente come avogadro, nel 1274 pose l’abbazia sotto la sua protezione. Dopo l’esclusione politica degli Asburgo dalla Svizzera centrale (1386), i quattro cantoni di Lucerna, Svitto, Obvaldo e Nidvaldo esercitarono alternandosi il protettorato sull’abbazia. 

 

Nel contesto delle aspirazioni svizzere, i valligiani si ribellarono nel 1408 all’arbitrio dell’abate, scegliendo di sottostare al nascente Cantone di Nidvaldo, in seguito gli abati coinvolsero i valligiani nella designazione dei giudici del tribunale della valle e concessero autonomie nel diritto ereditario (1422) attenuandone la condizione di servitù.

 

Il periodo della Riforma Luterana e dell’opera di predicazione di Zwingli coincise con l’opera dell’abate don Barnabas Bürki (1505-1546), che insieme all’economo del monastero padre Heinrich Stulz (tornato da un pellegrinaggio a Gerusalemme nel 1519), riuscì a compensare la perdita di risorse esterne attraverso uno sfruttamento più intensivo delle aziende agricole di proprietà dell’abbazia presenti nella valle (e promuovendo l’allevamento e la produzione di un rinomato formaggio).

 

Le epidemie di peste del 1548 e 1565, durante le quali la comunità si ridusse a un solo membro, e l’oppressiva “tutela” esercitata dai Cantoni-protettori nella scelta dell’abate e le interferenze in campo economico furono responsabili della grave crisi della seconda metà del XVI sec.

 

In concomitanza con la formazione della Confederazione dei XIII cantoni della Svizzera nel 1602, l’abbazia  Engelberg venne unita alla nuova Congregazione Benedettina Svizzera da papa Clemente VIII, con l’intento di sottrarre le abbazie dalle ingerenze politiche cantonali, col governo di un unico abate presidente e soggetto ad un Capitolo Generale, l’abate don Jacob Benedikt Sigrist (1603-1612) fu uno dei promotori della nuova Congregazione.

 

La storia dell’abbazia è stata caratterizzata dalle numerose ricostruzioni dopo gli incendi, quello del 1306 generò una grave crisi finanziaria, dopo l’incendio del 29 agosto 1729, iniziò la radicale ricostruzione dell’abate don Emanuel Crivelli (1731-1749) alla quale si deve la forma del monastero attuale, che si presenta nello stile “Reggenza” di Johannes Rueff, originario del Vorarlberg.

 

Nel 1737 il nuovo convento poté essere inaugurato e nel 1745 fu consacrata la nuova chiesa. La ricostruzione aveva comportato un notevole indebitamento che gravò sul bilancio dell’abbazia fino a tutto il XIX sec.

 

In seguito alle forti pressioni popolari nel 1798, poco prima dell’invasione delle truppe francesi, l’abate don Leodegar Salzmann (1769-1798) rinunciò ai suoi diritti di sovranità il 1 marzo 1798 sulla Engeltal. Dopo la sua morte poco tempo topo, il monastero rimase senza un superiore per cinque anni.

 

Nel 1803 il territorio passò al Canton Nidvaldo (Nidwalden) il cui governo negò all’abbazia e alla comunità (Talgemeinde) dell’Engeltal i pieni diritti politici, dopo accesi contrasti si arrivò alla secessione e l’adesione al cantone Obvaldo (Obwalden) nel 1815, sostenuta dalla Confederazione (alla cui nuova Costituzione Nidvaldo inzialmente non aderì). Tutt’ora il Comune di Engelberg è un’exclave obvaldese (nonché una nota località turistica, nel 1938 vi si tennero i campionati mondiali di sci alpino).

 

Il deterioramento dei rapporti fra Stato e Chiesa nel cantone Argovia portò nel 1849 al sequestro dei beni dell’abbazia a Sins (Argovia) e all’espulsione del parroco che il convento vi aveva insediato.

 

Con l’abate don Plazidus Tanner (1851-1866) si ebbe la fondazione della scuola conventuale che comprendeva sei classi, il cui scopo principale era di adempiere alla missione apostolica della Chiesa e di favorire le vocazioni di nuovi monaci. Dal 1909 alla scuola fu concesso di rilasciare il diploma di maturità federale. Gli anni 1914-18 segnarono l’impegno politico-educativo del rettore Frowin Durrer, che fu promotore  con altri di un’unione delle scuole cattoliche svizzere. Visto il numero crescente di studenti, nel 1927-28 fu istituito anche un Liceo. Negli anni 1970-87 fu ampliata la scuola e il vecchio collegio fu rinnovato. Una scuola professionale è stata aperta nel 2000. Oggi  l’istituto parificato accoglie più di 120, fra ragazzi e ragazze, provenienti da tutta la Svizzera.

 

Per prevenire la temuta soppressione dell’abbazia nel periodo del Kulturkampf, ma anche per garantire l’assistenza spirituale agli emigrati, vennero fondate negli Stati Uniti due abbazie figlie di Engelberg: a Conception (Missouri) nel 1873 e a Mount Angel (Oregon) nel 1882.

Engelberg esercita dal 1932 attività missionarie in Camerun, dapprima con la conduzione di un seminario, poi mediante la fondazione di un priorato (1964) nelle vicinanze di Yaoundé.

 

Lo stemma è un classico esempio di emblema “parlante”: mostra un angelo (Engel) sulla cima di un monte (Berg), e si riferisce alla leggenda secondo la quale furono alcune voci celesti udite dal conte Konrad a volere la fondazione, dopo quell’episodio la montagna ricevette il nome di Engelberg (“Monte dell’Angelo”).

 

A questa abbazia è legata la produzione di una popolare birra denominata “Engelberger” prodotta dal birrificio Eichhof di Lucerna che, nel 2008 venne acquisito dalla multinazionale Heineken, che ne intende continuare la produzione.

 

Per protesta contro la soppressione di questo birrificio indipendente, l’ultimo grande birrificio indipendente della Svizzera, e per un temuto scadimento della qualità della bevanda, venne creata una associazione il 28 agosto 2009 che, provocatoriamente, si denominò “Engelberger Klosterbräu – das himmlische Original” ( “Birra della Montagna degli Angeli- la paradisiaca originale”), a partire dal 1 agosto 2010 Klosterbräu e che, col sostegno del villaggio e del monastero incominciò a produrre una propria birra con una ricetta speciale e utilizzando l’acqua della sorgente del monastero, in aperto contrasto con la Heineken; anzi si decise anche di presentare richiesta di registrazione del marchio “concorrente” Keineken (un gioco di parole tedesco tra che significa: “No Eineken”). La vicenda ha avuto ampio risalto internazionale e risvolti legali, un piccolo birrificio di montagna si opponeva ad una multinazionale del calibro di Heineken, che ottenne la confisca della produzione da parte del tribunale di Obvaldo con la richiesta del divieto di vendita.

 

L’azione di Heineken venne interpretata universalmente come un sopruso, e segno della spregiudicata politica aziendale che mura ad “inghiottire” i birrifici indipendenti.

 

La complessa vicenda, paragonata dai media alla lotta tra “Davide e Golia”, ha dato anche il tema al celebre Carnevale di Lucerna 2009. Alla fine si è risolta con la rinuncia a parte di Heineken all’opposizione di produzione della birra “Engelberger Klosterbräu” che, dal 1 agosto 2010 Fiera di Engelberg, è stata prodotta inizialmente dalla birreria indipendente Brauerei-Lucerne AG fondata anch’essa in risposta all’acquisizione di Heineken del birrificio cittadino,  in collaborazione con la Verein Engelberger Klosterbräu.

Oggi la produzione viene perpetuata dal birrificio Lussi AG di Oberndorf, una borgata di Engelberg, che usa l’acqua della sorgente locale.

 

L’etichetta, che ha compito i 10 anni nel 2019, mostra il profilo del monte Hahnen e contraddistingue le bottiglie (e i ricercati bicchieri da collezione) della bevanda, una lager a 5,0% di vol. alc.