Abbaye des Saints Pierre et Paul de Cluny

(Ex abbazia dei Santi Pietro e Paolo di Cluny) – Monaci Benedettini Cluniacensi



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Tra le più celebri abbazie della storia, quella di Cluny non poteva mancare dal nostro repertorio. Venne fondata nel settembre del 909 da Guglielmo, duca d’Aquitania e Alvernia, detto “il Pio”. Nell’atto di fondazione il duca “per amore di Dio” donava ai Santi Pietro e Paolo la sua residenza di caccia di Cluny, ponendola sotto la diretta autorità del papa. Nell’edificio esistente presero alloggio i primi monaci, ma esso venne ben presto ingrandito e risistemato per le esigenze liturgiche, l’abate Bernon fece costruire una prima modesta chiesa (Cluny I) che venne consacrata nel 926.

L’abate sant’Odeon, suo successore, la portò a termine per farla nuovamente consacrare nel 967. Dal 948, però, l’abate Aymard ne fece iniziare una seconda più grande e più bella, che fu continuata dal successore Maiolo e consacrata nel 981 (Cluny II).
Già dopo appena un secolo, il monastero godeva di grande reputazione e splendore, diventando centro di un’immensa congregazione, l’Ordine Cluniacense. Per una organizzazione così vasta la chiesa del 981, si rivelò troppo piccola per accogliere i 250 monaci e i numerosi fedeli che quotidianamente seguivano le funzioni religiose.
L’abate sant’Ugo decise così di ricostruire integralmente la chiesa (Cluny III) per renderla degna della sua reputazione. I lavori iniziarono nel 1088 e proseguirono sino al 1095, papa Urbano II di passaggio in occasione del suo viaggio in Francia (dove predicò la prima Crociata) consacrò l’altare maggiore il 25 ottobre.
La nuova chiesa era la più vasta di tutta la Cristianità, superiore persino alla basilica di San Pietro di Roma; con cinque navate, era lunga 187 m., con una volta alta 30 m., quattro campanili maggiori e due poderose torri di facciata, la chiesa superava in bellezza maestosità le più grandi chiese dell’epoca.

Il 25 ottobre 1130 papa Innocenzo II dedicò infine la chiesa portata a termine, successivamente l’abate Thibaut de Vermandois (1179-1186) la fece circondare da muro di cinta protettivo.

Nel XV secolo l’abate Giovanni di Borbone (1480-1510) costruì sul braccio sud del transetto orientale la cappella che porta il suo nome (Chapelle Bourbon), mirabile opera tardo gotica.

Nel 1516, a seguito di un Concordato, il re di Francia nominò il primo “Abate Commendatario” , la decisione si rivelò disastrosa, poiché, l’abbazia fu spesso affidata a persone che non se ne curavano, spesso nemmeno di condizione religiosa, i quali nominavano un “priore” che gestisse la comunità per loro conto. Ciononostante il XVI secolo fu un periodo di intensi lavori di ricostruzione, molti degli edifici danneggiati durante le guerre tra cattolici e protestanti necessitavano di restauri.

L’antica “Osservanza di Cluny” fu abolita nel 1787 e, con l’arrivo dei rivoluzionari anche l’abbazia fu soppressa il 2 novembre 1789, la comunità dispersa e i beni venduti a privati (per 2,14 milioni di franchi), la grande biblioteca e l’archivio vennero incendiati nel 1798, tra il 1801 e il 1823, si attuò la demolizione della basilica; i campanili furono fatti crollare con l’esplosivo e proprio nel mezzo della navata venne fatta passare una strada, molte abitazioni dell’attuale villaggio di Cluny sono state costituite con le pietre dell’abbazia, abuso perpetuato fino al 1813.

La Congregazione di Cluny provò a rinascere grazie all’attività del benedettino don Maiolo Lamey, che nel 1888 ristabilì nell’area dell’abbazia una comunità monastica, ma lo scoppio della prima guerra mondiale fece fallire questo tentativo.
Oggi il sito dell’abbazia è un Monumento Storico, molti reperti ritrovati grazie agli scavi archeologici sono conservati nel Museo, mentre dell’antico edificio rimangono le due torri dette “Barabans”, il muro sud del nartece, il braccio sud del grande transetto con il campanile dell’Acqua Bendetta e la torre dell’Orologio, nonché la cappella di Giovanni di Borbone, insieme formano circa il 9% dell’edificio originario.

Molti dei monaci di Cluny furono degli uomini politici e di cultura di prima grandezza, tra essi si annoverano: Ildebrando di Sovana (papa Gregorio VII), Gerardo di Borgogna (divenuto vescovo di Firenze fece costruire la chiesa di Santa Reparata ispirandosi a Cluny), Pietro il Venerabile.

Il palazzo abbaziale ospita dal 1901 il Centre Arts et Métiers Paris Tech, per la formazione superiore.

Lo stemma storico dell’abbazia di Cluny mostra le chiavi di San Pietro d’oro, attraversate dalla spada d’argento di San Paolo, in campo rosso.

Si blasona: “de gueules, à deux clefs d’or en sautoir, traversées d’une épée en pal, à lame d’argent, la poignée d’or en pointe” (di rosso, a due chiavi d’oro poste in croce di Sant’Andrea, attraversate da una spada d’argento posta in palo, la lama d’argento, l’impugnatura d’oro).
In alcune versioni le chiavi sono addossate (cioè con gli ingegno verso l’esterno), in altre affrontate (con gli ingegni verso l’interno, versione meno frequente).

Le abbazie che hanno un legame storico o ideale con Cluny lo hanno spesso adottato anch’esse come stemma proprio (completo o molto simile), è il caso delle abbazie di Affligem o Dendermonde.

Lo stemma dell’attuale comune di Cluny mostra, invece, una sola chiave d’argento, in campo azzurro, versione dello stemma della comunità (civile) del XVI secolo, Charles D’Hozier nel suo “Armorial Général de France” del 1696 lo riporta con il campo rosso.

Diverse sono le birre locali che si ispirano alla tradizione dei benedettini cluniacensi:

La birreria Les Brasseur du Sornin, a conduzione famigliare, con sede nella vicina località di Pouilly-Sous-Charlieu, produce la

– Bière Clugny IIII, ambrata al miele, 6,2%; il cui nome, scherzoso, si riferisce alle varie ricostruzioni della abbazia di Cluny, della quale porta il nome in una versione vernacolare, che però si sono succedute solo fino al III a. Sull’etichetta è riproposto lo stemma abbaziale e la figura di un monaco (cistercense!) in atto di mietere l’orzo. È una birra ad alta fermentazione, a base di malto d’orzo, di malto di frumento, di miele di castagno di Cluny che apporta la potenza del suo gusto dolce e ricco con sentori di una moltitudine di erbe. Si accompagna perfettamente con i formaggi di pecora, tipo Roquefort e anche il frmaggio “Petit Sornin” per l’affinaggio del quale è utilizzato un lavaggio delle forme proprio con questa birra.

La Zouaffe – Brasserie Artisanale de Cluny, con sede nella località di Le-Nière, a Château , a pochi chilometri da Cluny, perpetua anche il nome dell’abbazia e produce oggi:

– Zouaffe Pale Ale, tipo americano, al 5,3
– Zouaffe Amber Ale, 6,5%
– Zouaffe Blanche, al malto di frumento, 5,3%
– Zouaffe India Pale Ale, classica IPA al 6%
– Zouaffe Tardif de Bourgone, una lager prodotta con un antico malto locale, al 5,5 %
– Zouaffe Smoke Red Ale, per l quale si usa il malto da Whisky, 6,4%
– Zouaffe Fleur de Sureau, aromatizzata con i fiori freschi di sambuco, a 5%