Abbaye de Notre-Dame de Cambron

(Ex Abbazia di Nostra Signora di Cambron) – Monaci Cistercensi



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Si racconta che nel 1148 San Bernardo di Clairvaux fece visita a Bauduin IV, conte di Hainaut, alla cui corte apprese dal confratello Fastré de Gaviamez, monaco di Clairvaux, ma originario di Cambron, che Anselme de Trazegnies, signore di Péronnes-les-Binches nonché canonico e tesoriere del Capitolo di Soignies, desiderava fondare un monastero del Ordine di Cîteaux nella regione. San Bernardo incontrò quindi Anselme il 13 luglio 1148, che gli donò un vasto terreno che possedeva vicino a Cambron, donazione successivamente confermata da papa Alessandro III.
Si trattava di una valletta paludosa sulla riva del Dendre. Il primo agosto di quello stesso anno dodici monaci inviati da Clairvaux, guidati da Fastré de Gaviamez, arrivarono nel luogo e cominciarono subito l’opera di bonifica, rettificando il corso del fiume prosciugando gli estesi stagni.

Il fratello di Anselme, Gilles de Trazegnies, signore di Silly, contestò il lascito ai monaci, che però vinsero la causa loro intentata e prosperarono rapidamente (nel 1156, Gilles de Trazegnies fece pace con i monaci), l’abate Fastré di Gaviamez sarebbe diventato il secondo successore di san Bernardo sulla cattedra abbaziale di Clairvaux, mentre un parente di Bernardo, Gérard de Bourgogne, diverrà contestualmente abate di Cambron, mentre si succedettero numerose le filiazioni.

Dopo l’abate Gérard, il mandato abbaziale venne affidato a Daniel de Grammont, morto nel 1196 e beatificato.
Nel XIII secolo era abate a Cambron (undicesimo nella serie) Baudoin de Boussu, teologo e successore di san Tommaso d’Aquino all’Università della Sorbona di Parigi.

Nel 1322 un’immagine della Vergine Maria venne profanata, dell’atto venne accusato un ebreo che si riteneva fintamente convertito al cristianesimo, una solenne processione riparatrice si svolge regolarmente ogni terza domenica dopo Pasqua da allora.
Il caso fu molto controverso, ma l’immagine della Madonna di Cambron divenne molto popolare e oggetto di pellegrinaggio, per interessamento del re Filippo VI di Francia, papa Benedetto XII concesse una speciale indulgenza ai devoti che si recavano in pellegrinaggio a Cambron.
Nel 1581 gli Ugonotti si presentarono minacciosi all’abbazia, l’abate Robert Ostelart chiese di invocare la Madonna, i nemici se ne andarono senza arrecare alcun danno, evento che venne ritenuto miracoloso. Sui prodigi attribuiti alla Vergine venne scritta anche una tragedia latina, dal maestro dei novizi André Enobarb, umanista e amico personale di Erasmo da Rotterdam.
Nel XVII secolo, in proporzione al culmine di prestigio e ricchezza dell’abbazia, si registrò una trascuratezza della Regola, le guerre di Luigi XIX accentueranno il declino dell’abbazia e arrecarono gravi disastri alla regione.

Nel XVIII secolo il monastero venne restaurato nel monumentale stile neoclassico dell’epoca, con la costruzione dell’imponente torre campanaria, progettata dall’architetto Jean-François Wincqz.

Nel 1783 l’abbazia venne soppressa dall’imperatore Giuseppe II d’Asbugo e i monaci costretti nel 1789 all’esilio nei Paesi Bassi.
Con la caduta del potere imperiale i monaci poterono tornare nelle loro proprietà, ma il governo rivoluzionario francese mise fine definitivamente all’esperienza religiosa di Cambron. Il 44° abate, Florent Pèpin, morì in esilio nei Paesi Bassi il 16 novembre 1795, l’abbazia venne alienata, gli edifici venduti e parzialmente smantellata.

Nel 1803 il proprietario dell’ex abbazia divenne il conte Constant du Val de Beaulieu, che la trasformerà in un grande castello romantico, tra il 1852 e il 1854.
Il castello di Cambron perverrà nel 1993 ai Domb, che vi creeranno anche un giardino zoologico denominato “Paradisio”, inserito nel grande parco caratterizzato da viali di faggi, tigli e platani, che dal 1982 sono un sito tutelato nel comune di Brugelette e gestito dalla società Parc Paradiso SA.

Lo stemma storico dell’abbazia si blasona: “D’argent au chef de gueules, chargé d’un arbre de sinople plongé dans l’eau brochant sur le tout, accosté de six poissons d’azur, trois à dextre posés en bande rangés en pal et trois à senestre posés en barre rangés en pal” (D’argento al capo di rosso, caricato da un albero di verde immerso nell’acqua attraversante sul tutto, accostato da sei pescu d’azzurro, tre a destra posti in banda e ordinati in palo e tre a sinsitra posti in sbarra e ordinati in palo).
La figurazione evoca la storia della fondazione, avvenuta in una zona acquitrinosa e bonificata dal paziente lavoro dei monaci. Lo stemma motto “MERSUS EMERGO”, che possiamo tradurre con “[anche se] Sommerso, emergo” indica la capacità della comunità di risorgere dalle avversità, la frase è attribuita all’abate Le Waitte, e alla dotta etimologia del nome della località di Cambro. Da notare che il campo argento rappresenta l’acqua, come evidenziato dalla presenza dei pesci, mentre il capo rosso simboleggia l’aria, riscaldata dalla luce della fede (il colore rosso è simbolico della vera luce e della vera vita alimentate del sangue della passione di Gesù).
Il 30 marzo 2013 all’interno dell’antico sito abbaziale, nella parte gotica-cistercense rimasta, è stata creata una birreria con la collaborazione della Brasserie Dubuisson, che riprende l’antica tradizione monastica, attestata dal 1677, e che ancora sfrutta l’acqua pura della locale sorgente di “Saint Bernard”. Anche se una produzione locale era già stata avviata nel 1977 dalla Brasserie de Silly.

Attualmente si producono quattro tipi di birre (vendute esclusivamente in loco):

– Abbaye de Cambron Blonde 5,5 % d’alcool.
– Abbaye de Cambron Brune 7,5 % d’alcool.
– Abbaye de Cambron Blanche.
– Abbaye de Cambron Cerise