Opatija Marija Zvijezda

(Abbazia di Maria Stella) – Monasci Cistercensi della Stretta Osservanza



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Il monaco trappista austriaco dell’abbazia di Mariawald (Renania-Palatinato) Franz Pfanner, dopo più di due anni di tentativi infruttuosi di creare un monastero in Ungheria, Croazia, Stiria venne a conoscenza di una nuova legge dell’Impero Ottomano che permetteva ai cristiani di acquistare terreni nei suoi territori balcanici, decise di acquistare un fondo a Delibašino Selo, vicino a Banja Luka, atto che venne formalizzato il 10 giugno 1869: 100 acri di terra per la somma di 1.400 ducati.

Il 21 giugno 1869 un gruppo di nove monaci arrivò a Delibašino Selo, questa è quindi considerata la data di fondazione del priorato di Mariastern (Marija Zvijezda, nella lingua locale, in omaggio al monastero femminile omonimo di Sankt Marienstern di Panschwitz-Kuckau in Sassonia, che aveva donato 2.000 fiorini per la fondazione).

All’inizio i confratelli eressero delle baracche di legno presso il fiume Vrbas, la principale venne affettuosamente detta “la culla”, in queste condizioni rimasero fino al 7 luglio 1869, quando venne edificato un piccolo monastero temporaneo, che ospitò i monaci dal 7 settembre 1869 al 24 dicembre 1870.

Il 7 marzo 1870 la Santa Sede confermò il nuovo insediamento e il vicario apostolico, in francescano mons. Paškal Vujičić, diede il suo consenso. Immediatamente dopo essersi trasferiti nel monastero temporaneo, i trappisti iniziarono a preparare il cantiere per la costruzione di un monastero più grande, secondo i piani fatti dallo stesso padre Pfanner. Verso la fine del 1869, prima di Natale, Pfanner si recò a Roma per ottenere il permesso di costruire un nuovo monastero. Due giorni dopo arrivò un rescritto da Roma per l’istituzione di un monastero, con una clausola di Propaganda che richiedeva ai trappisti di costruire un orfanotrofio (che fu effettivamente aperto il 1 marzo 1878).

Nella primavera del 1870 iniziarono i lavori per la costruzione del monastero, nel Natale di quell’anno fu costruita l’ala ovest, di fronte al fiume Vrbas. Anche se i lavori non furono completati, i Trappisti si trasferirono nel nuovo monastero la Vigilia di Natale, il 24 dicembre 1870.

Nel 1872 il Capitolo Generale dell’Ordine nel 1872 nominò Pfanner come priore.

La costruzione della chiesa del monastero fu completata nel 1873. Per imposizione delle autorità turche, la chiesa doveva essere incorporata nel monastero e non accessibile direttamente dall’esterno.
Nel 1873 Mariastern divenne un priorato dipendente dall’abbazia trappista francese di Notre-Dame de port-du-Salut.

Con il dominio asburgico della Bosnia-Erzegovina l’abbazia divenne un centro importante per la colonizzazione tedesca della valle dell’Vrbas. Il 25 agosto 1883 il priore Pfanner si trasferì missionario nel moastero di Mariannhill in Sud Africa, il Capitolo Generale dell’Ordine nominò priore padre Bonaventura Bayer.
Il Vicario Generale dell’Ordine e abate di Sept-Fons, don Jérôme Guénat, visitò il monastero nel maggio 1885 e fu molto soddisfatto dello stato delle cose che trovò e la solidità dei finanziamenti. Raccomandò che il priorato di Mariastern fosse designato come abbazia, il più presto possibile. Con il Rescritto della Congregazione dei Vescovi e dei Monaci del 4 dicembre 1885 il monastero fu elevato allo stato di “abbazia” e padre Bayer fu nominato primo abate il 27 gennaio 1886.
Nel 1878 fu costruito l’ospedale del monastero, operativo dal 2 febbraio 1879, quando ammise i suoi primi pazienti e nel 1879 fu costruito un nuovo orfanotrofio. La prima scuola fu aperta il 1 settembre 1880. Il numero delle persone residenti nel monastero iniziò ad aumentare e fu necessario, nel 1889, erigere un nuovo monastero, con una chiesa più spaziosa, ma senza campanile (che fu eretto nel 1896 assieme ad una nuova ala del monastero con l’aiuto di donazioni provenienti da Germania, Austria, Ungheria, Paesi Bassi e Svizzera).
Nel 1893 il tedesco Dominik Assfalg (del Württemberg), fu eletto nuovo abate di Mariastern, dove prese possesso il 22 dicembre 1877, fu grazie a lui che venne eretto il ponte in ferro sul fiume, che permetteva di collegare i territori di proprietà dell’abbazia ma anche un più agevole transito (fu aperto al pubblico il 12 novembre 1904) dei residenti.
Nel 1898 iniziarono ad operare la fabbrica tessile e il birrificio dell’abbazia per alimentare adeguatamente i quali venne fu costruita una turbina sul fiume Vrbas nel 1899 (Il 27 marzo 1899 l’Abbazia venne illuminata elettricamente) elettrica. Successivamente, su richiesta della popolazione di Banja Luka, la centrale fu ampliata per fornire energia anche alla città.
Nel 1891 fu fondata la tipografia nell’Abbazia che fu la prima di Banja Luka e fu in uso fino al 1946, quando le autorità comuniste proibirono le sue attività.
Il 7 giugno 1924 i monaci guidati dal nuovo abate (anch’egli tedesco, di Tubinga), Bonaventura Diamant, si trasferirono nel nuovo monastero ricavato dall’antico orfanotrofio e ristrutturato nel 1914. Dal 1914 al 1918 l’edificio ospitò i feriti e successivamente i veterani di guerra disabili.
Nel 1929 fu aggiunta una nuova ala all’Abbazia. Le fondamenta della nuova chiesa furono gettate il 20 agosto 1925, e terminata nel 1928.
Dopo la Prima Guerra Mondiale tutte le attività produttive dell’abbazia vennero cedute a privati, solo l’impianto di produzione del formaggio continuò a essere gestito dai trappisti. L’Abbazia era profondamente indebita e fu costretta a chiudere l’orfanotrofio. Tutti i debiti furono pagati durante il 1942 con i proventi della vendita del pregiato legname dalla foresta dell’Abbazia.

Dopo la seconda guerra mondiale tutte le proprietà restanti dell’Abbazia furono espropriate. Il vecchio e il nuovo cimitero, la vecchia e la nuova chiesa, e alcuni locali residenziali nel nuovo monastero rimasero in possesso dell’Abbazia, che fu espropriata di tutti i suoi edifici, di tutte le sue strutture e del suo intero apparato agricolo e industriale, il tutto trasferito allo Stato. La Corte suprema di Sarajevo confermò questa sentenza il 31 luglio 1946.

L’abate Diamant e la maggior parte dei trappisti lasciarono l’abbazia di Mariastern nel 1944, espulsi dai Comunisti, per rifugiarsi in Germania, dapprima a Reken e successivamente a Engelszell nel 1951 (che fu la sede legale del monastero bosniaco per lungo tempo).

Con la morte dell’abate Diamant e la nomina del successore nel 1964 venne ripristinata la comunità di Banja Luka in una parte degli edifici abbaziali, nel frattempo trasformati in Centro di Raibilitazione, e si promosse la costruzione della nuova chiesa.

Il terremoto del 27 ottobre 1969 distrusse completamente gli edifici del monastero e parzialmente la chiesa, i monaci dovettero rifugiarsi a Kloštar Ivanić (Zagabria) e tornarono a Marija Zvijezda restaurata nel 1977, dove nel frattempo era stata eretta la nuova Parrocchia della Visitazione della Beata Vergine Maria, dal vescovo Alfred Pichler il 13 maggio 1973.

L’unico monastero Trappista dell’Europa sud-orientale, che fu la più grande abbazia dell’Ordine all’inizio del XX secolo, arrivando a contare più di 200 monaci, attualmente è la più piccola casa dell’Ordine, vi risiedono (2018) solo due monaci trappisti, padre Zvonko Topić e padre Tomislav Topić, che gestiscono la parrocchia e producono il formaggio “Trapist”. L’attuale superiore formale del monastero è dal 2003 don François de Place, delegato apostolico della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

Lo stemma dell’abbazia si definisce tecnicamente “Semitroncato-partito: al primo d’azzurro alla stella di sei raggi d’argento; al secondo al mezzo scudo d’azzurro seminato di gigli d’oro con in cuore il mezzo scudetto bandato d’oro e d’azzurro alla bordura di rosso; al terzo d’oro, al destrocherio vestito di rosso uscente da una nube d’argento movente dal margine e impugnante una scimitarra dello stesso guarnita del campo”. Il primo campo riprende la “Stella” (in tedesco “Stern”) della denominazione dell’abbazia (“Mariastern”: Maria-Stella, richiama manche l’emblema principale dell’abbazia tedesca omonima ed è un riferimento alla mistica “Stella Maris” delle Litanie della Madonna), il secondo è lo stemma dell’Ordine Cistercense, il terzo campo allude al potere dell’Impero Ottomano sulla regione al tempo della fondazione e riprende lo stemma tradizionale della Bosnia (Bosna).

La Birreria di Banja Luka (Banjalučka Pivara) è stata fondata nel 1873 dai monaci. La prima produzione fu testata nel 1873 e presa come data di inizio dell’attività della fabbrica.
Il birrificio fu nazionalizzato ma produce ancora oggi. Dal 1989 è una società indipendente e dal 1991 è registrata come una società per azioni a proprietà mista.
Alla fine del 2004 sono stati completati gli investimenti per la modernizzazione e l’espansione degli impianti di produzione, portando la capacità di produzione a 1 milione di ettolitri di birra all’anno. Oggi è un grande e moderno birrificio della Repubblica autonoma Serba di Bosnia (Republika Srpska ) la cui capacità produttiva, col le acque cristalline delle fonti termali di Banja Luka unite al malto e luppolo tedeschi, è sufficiente per rifornire l’intero mercato della Bosnia ed Erzegovina.

Per un certo periodo si è prodotta una “Trapističko Pivo” (“birra trappista”), che riportava sull’etichetta la figura di un fratello converso dell’Ordine Cistercense, riconoscibile dal saio grigio, anziché bianco come quello dei monaci, la cui eredità è passata alla birra “Nektar” (commercializzata anche in Italia), ma si produce anche la più leggera, la “Kastel”, molto popolari nella regione.