Abbaye de Notre-Dame et Saint-Hubert d’Autrey

(Abbazia di Nostra Signora e di Sant’Uberto d’Autrey) – Comunità Cattolica delle Beatitudini



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Di ritorno dalla Seconda Crociata, nel 1149, il cardinale Étienne de Bar, vescovo di Metz e nipote di papa Callisto II, volle fondare un monastero nel territorio della castellania di Rambervillers, possedimento del vescovado. Lo affidò ai Canonici Regolari Agostiniani provenienti dall’abbazia d’Arrouaise e il primo abate, del quale è stato tramandato il nome, è Anselme (1172-1182).

L’abbazia divenne un fiorente centro culturale e di pellegrinaggio, grazia alla presenza alcune reliquie di Sant’Hubert.

Durante le guerre di conquista del duca di Borgogna, Carlo “il Temerario”, il monastero subì pesanti danni, al termine dei conflitti l’abate Calude Stevenel ne intraprese il restauro nel 1537, lavoro che ebbe termine nel 1545, con la consacrazione della nuova chiesa in uno stile di transizione tra il tardo-gotico e il rinascimentale e la cappella dedicata a Saint Hubert, uno dei maggiori esempi dell’architettura rinascimentale del territorio dei Vosgi, ispirata alla cappella dei vescovi della cattedrale di Saint- Étienne di Toul.

Dopo il travagliato periodo delle guerre di religione del XVII secolo, tutto il complesso fu abbandonato e dovette essere ricostruito dall’abate Pastoret, che fece realizzare anche il Pavillon de l’Abbé, separato dal monastero. A quell’epoca i canonici si erano uniti alla Congregazione del Nostro-Salvatore, riformata da san Pierre Fourier, che ad Autrey ebbe il suo Noviziato.

Purtroppo nel 1738 la guglia del campanile della facciata dovette essere abbattuta perché minacciava di crollare (bisognerà attendere i restauri del 2008 per poterla ricostruire).

Il 21 luglio 1777 venne eretta la diocesi di Saint-Dié, con la bolla “Relata semper” di papa Pio VI, mons. Barthélemy-Louis-Martin Chaumont de La Galaisière ne divenne il primo vescovo e Autrey perdette il rango abbaziale.

Nel giugno del 1792 la comunità superstite venne sciolta, gli edifici espropriati e venduti, l’industriale Joseph Colombier li acquistò per trasformarli in un opificio metallurgico, il campanile romanico venne demolito e al centro della navata della chiesa venne fatto passare un canale per alimentare la manifattura, nel monastero vennero alloggiati gli operai (il che almeno lo salvaguardò dalla rovina). La fabbrica venne chiusa nel 1850 e il tutto rimesso in vendita.

Nel 1856, Louis-Marie-Joseph-Eusèbe Caverot, vescovo di Saint-Dié, acquistò il sito per trasferirvi uno dei seminari minori diocesani, quello di Senaide, dedicandolo a Maria Immacolata per celebrare il Dogma recentemente promulgato dal papa (1854).

Nel 1905 a causa delle leggi anticlericali di “separazione tra Stato e Chiesa” i canonici vennero espulsi, nel1906 il seminario venne chiuso e trasformato nel 1912 in casa di riposo per anziani.
Durante la Prima Guerra Mondiale venne trasformato in Ospedale Militare.

Nel frattempo la chiesa venne classificata “Monument Historique” nel 1911, nel 1930 il vescovo mons. Louis-Augustin Marmottin lo riacquistò dello Stato per 50.000 franchi e vi ripristinò il Seminario Minore il 3 novembre 1931, festa di Sant’Uberto (chiuderà nel 1974).

Durante la Seconda Guerra mondiale gli edifici vennero occupati dai tedeschi e, divenuti obiettivo militare, bombardati bel settembre del 1944, il campanile e la navata ricostruiti da pochi decenni vennero abbattuti. Durante i lavori di ricostruzione nel 1952 furono messi in luce i resti dell’antica abbazia, che oggi formano la Chapelle Saint Bernard (per la presenza di una reliquia del santo).

Nel 1982 la Comunità Cattolica delle Beatitudini, chiamata dal vescovo di Saint-Dié, mons. Jean Vilnet, vi ha preso dimora e nel 1988 vi ha aperto la scuola “Agnès de Langeac” per giovani interessati alla vita religiosa.

La Comunità è stata fondata in Francia nel 1973 da quattro amici (dei quali tre protestanti), ispirati dalle prime comunità cristiane di Gerusalemme descritte negli Atti degli Apostoli; si compone di laici e consacrati. Il nome originario fu Communauté du Léon de Juda et Agneau Immolé (Comunità del Leone di Giuda e dell’Agnello Immolato).
La denominazione spiega l’emblema scelto: composto dall’agnello mistico e dal leone della tribù di Giuda, una delle dodici di Israele, dalla quale discende Gesù Cristo che, insieme, rappresentano la forza e la mitezza, come Dio: onnipotente e Bambino allo stesso tempo.
Il nome attuale è stato assunto nel 1991

Intorno all’abbazia è stato realizzato un grande giardino, l’Arboretum, di 4 ettari di superfice, un giardino botanico con 2500 essenze, tra le quali centinai di varietà di rose antiche. Nel mese di maggio di ogni anno vi si tiene la manifestazione “Plantes en fête à l’abbaye Notre Dame d’Autrey”.

Per finanziare i lavori di restauro del complesso abbaziale durante la X edizione della manifestazione nel 2015 è stata presentata la birra, da parte di padre Jean Bosco, ispirandosi alle analoghe iniziative delle abbazie belghe, conosciute nel periodo dei suoi studi in Belgio. Per la produzione ci si è affidati all’esperienza di Francis Hoffner della Brasserie “La Madelon” di Saint- Étienne-lès-Remiremont (nel 640 luogo di morte di Saint Arnoul, patrono dei birrai), che aveva rilevato nel 2000 la storica Brasserie Artisanale des Vosges di Enschede (fondata nel 1875).

La birra “Abbaye d’Autrey” è una bionda ad alta fermentazione al 6,9% di volume alcolico, prodotta con l’acqua dei Vosgi.