Modena
Stemma e descrizione fornita da
Massimo Ghirardi
Blasonatura e descrizione di
Massimo Turri
La "Croce azzurra in campo d'oro"
fu lo stemma usato fin dal dodicesimo secolo da Modena alla stregua delle altre
città della Lega Lombarda.
Le armi presentano uno scudo
alla croce azzurra in campo d’oro sormontato da una corona marchionale e
“accollata” (cioè “posta davanti”) a due trivelle disposte in croce di Sant’
Andrea e con un nastro col motto “Avia Pervia”. La sola croce è segno della
fedeltà guelfa della città e rappresenta il Comune di Modena fin dalla fine del
XIII secolo, allorché la città aderì alla Lega Lombarda (cfr. Milano). Nel 1473
furono aggiunte le trivelle di ispezione geologica ai suoi fianchi, alle quali
lo scudo venne accollato nel 1556.
Il motto fu ideato
dall’umanista Giovanni Maria Barbieri, Cancelliere e Cerimoniere del Comune, il
15 giugno 1561, per celebrare l’ingresso in città del Duca Alfonso d’Este, e fu
adottato ufficialmente nel XVII secolo: è un’allegorica spiegazione dell’uso
delle trivelle, strumenti utilizzati per perforare il terreno alla ricerca di
sorgenti d’acqua, e significa “che l’inaccessibile [diventa] accessibile” perché
come con esse si crea un’uscita all’acqua dal sottosuolo, così la virtù rende
facile il difficile, come pure che le cose che non hanno una loro strada (a-via)
lo trovano lungo il percorso (per via).
Il 29 agosto 1740
il Duca Francesco III concesse l’uso della corona di marchese
allo stemma del Comune.
Le armi vennero
modificate il 9 gennaio 1813, durante la dominazione napoleonica secondo la
normativa dell’ editto detto di Saint Cloud, ma vennero ripristinate l’anno
seguente nella forma ancora usata dalla Municipalità.