Padova

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Provincia Padova

Informazioni
  • numero comuni: 104
  • numero abitanti: 934216
  • densità provincia: 436.23
Storia della Provincia e dello Stemma
La provincia di Padova confina con le province venete di Vicenza, di Treviso, di Venezia, di Rovigo e di Verona. Inoltre è bagnata dal Mar Adriatico.

L’autore dell’immagine è Giancarlo Scarpitta e si tratta dello stemma ufficiale della provincia.

“Muson Mons Mare Athes Certos Dant Mihi Fines” è il motto che cinge l’antico sigillo di Padova adoperato dall’epoca in cui furono cacciati gli Ezzelini (1256) fino alla caduta della Signoria Carrarese (1405).
Per il suo evidente richiamo al territorio dell’odierna provincia (a nord il Muson, ad ovest i Colli Euganei, a sud l’Adige, ad est l’Adriatico), esso potrebbe giustamente venire considerato un primo simbolo della nostra terra.

L’attuale stemma provinciale fu ideato dopo l’unificazione d’Italia ed ottenne l’approvazione con Regio Decreto del 20 aprile 1884, registrato alla Corte dei Conti il 31 maggio seguente (Reg. 106 – foglio 314).
Le Lettere Patenti, datate il 19 settembre 1884, furono trascritte tre giorni dopo nei registri della Consulta Araldica. Il provvedimento fu inoltre riportato nel Libro Araldico degli Enti Morali (volume I n” 41).
Tale concessione fu la prima in provincia di Padova dall’Unità d’Italia. Pertanto l’arma, che raccoglie al suo interno gli scudi dei capoluoghi sedi di mandamento, precede il riconoscimento o la concessione dei rispettivi emblemi municipali.
È interessante osservare le difformità tra smalti e figure contenute nell’orlatura di questa prima insegna ed i singoli scudi comunali (più recenti).
Nel centro dello stemma della Provincia campeggia la croce rossa in campo argento che fa logico riferimento a Padova ed al suo mandamento. Tale simbolo non presenta alcuna differenza rispetto a quello riconosciuto alla Città del Santo nel 1941.
Nel riparto riservato al mandamento estense il castello viene rappresentato al naturale e senza particolari segni di muratura, invece nell’emblema civico (del 1936) è descritto “di rosso” e “murato di nero”. Inoltre il Leone della Serenissima, che sormonta la porta della fortezza, viene blasonato come scolpito nel sasso mentre nel bozzetto miniato del Comune, vistato dalla Consulta Araldica, appare oro.
Il mastio di Cittadella si raffigura cimato da una bandiera rossa, astata e bordata d’oro, quando nello stemma cittadellese (anno 1933) tutta la bandiera appare dorata.
Le rocche di Monselice (al naturale) non presentano gli stessi colori assunti nell’arma comunale del 1960 (rosse) e sono alquanto difformi nel numero e nella disposizione delle torri.

Si osservino poi gli smalti invertiti oro ed azzurro presenti nel “palo” e nella stella/ relativi al mandamento di Montagnana. Lo stesso “palo” è stato trasformato in un “quartiere” nello scudo municipale risalente al 1964. Inoltre nello stemma provinciale il Leone di San Marco è indicato “nimbato”, cioè con l’aureola.
Per il riquadro relativo a Camposampiero/ c’è da notare l’inversione dei colori rispetto allo stemma riconosciuto nel 1929 al Comune in questione (croce rossa in campo argento).

Nella partizione riservata a Conselve appaiono più di sette losanghe, come fissato nel Decreto di riconoscimento del 1953.

L’ultima sezione, relativa a Piove di Sacco, riporta ancora lo stemma con le tré melagrane, riferentesi all’arma civica ufficializzata nel 1938 e rimasta in vigore fino al 1953 allorché venne ripristinata la figura di San Martino.

Per quanto concerne la corona che sormonta lo scudo provinciale, è da rilevare che essa fu adoperata fino al 1905; infatti attualmente gli stemmi delle provincie sono costituiti solamente da uno scudo sannitico cimato da un cerchio d’oro gemmato, entro il quale sono posti due ramoscelli, uno d’alloro ed uno di quercia (art. 42 R.D. 13 aprile 1905, n” 234).

Altra osservazione rigurda la blasonatura della ghirlanda di foglie, descritte di alloro e di ulivo, quando appare evidente dal citato bozzetto/ vistato dalla Consulta Araldica, che esse sono di quercia e di alloro. Sempre nella descrizione araldica si fa cenno al nastro che accompagna inferiormente l’arma. Esso viene blasonato “di rosso”, mentre nella miniatura ufficiale appare “oro”.
Negli anni Cinquanta fu poi promossa la pratica relativa alla concessione di un gonfalone (bianco ornato e bordato d’oro).
Da parte dell’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio vennero sollevate delle eccezioni, in quanto era stato proposto dall’ente un tipo di ornamentazione (corona e ghirlanda) non più in vigore (come sopra ricordato).
Soltanto appellandosi all’uso continuato per circa settant’anni di un certo bozzetto, la Provincia di Padova, il 2 dicembre 1955, ottenne il gonfalone contenente all’interno la raffigurazione dello stemma che risale al 1884.
La cerimonia di inaugurazione del drappo avvenne in data 14 maggio 1961 nella Sala dei Giganti del Liviano, alla presenza del Presidente del Consiglio Amintore Fanfani e delle altre autorità civili e religiose. A ricordo dell’avvenimento venne stilata una pergamena contenente il verbale della cerimonia.

Note di Giancarlo Scarpitta
Profilo Araldico
“D’argento, alla croce di rosso, che è di Padova, con la orlatura composta di sette pezzi, cioè: al primo d’oro al castello cuspidale torricellato ai fianchi ed al vertice di tre pezzi merlati alla guelfa, con la porta d’oro crociata di rosso. sormontata da un leone di S. Marco, scolpito nel sasso, il tutto al naturale ed è per Este; al secondo di rosso, al mastio cimato a destra da una torricella ed a sinistra da una bandiera bifida, di rosso, astata e bordata d’oro, il tutto al naturale e merlato alla guelfa, ed è per Cittadella; al terzo d’azzurro, alla rocca di tre cime sovrapposte, torricellato e merlato e diviso da spalti erbosi il tutto al naturale ed è per Monselice; al quarto internato in fascia, nel primo d’argento al leone di S. Marco di rosso, al secondo di rosso al palo troncato d’azzurro e d’oro e caricato di una stella di otto raggi dell’uno nell’altro, nel terzo di nero ed è per Montagnana; al quinto di rosso alla croce d’argento ed è per Camposampiero; al sesto d’argento alla banda di rosso ed è per Conselve; al settimo di rosso alle tre melagrane, al naturale ed è per Piove di Sacco”. Decreto reale del 20 aprile 1884.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Colori dello scudo: argento, azzurro, nero, oro, rosso
Profilo Araldico
“Drappo di bianco…”

Gonfalone ridisegnato da Pasquale Fiumanò
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Pasquale Fiumanò

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: bianco
bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Note bandiera
“Drappo di bianco caricato dello stemma provinciale centrato…”

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Regio Decreto (RD) di concessione – 20/04/1884

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