Chieti

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Provincia Chieti

Informazioni
  • numero comuni: 104
  • numero abitanti: 396123
  • densità provincia: 153.43
Storia della Provincia e dello Stemma
La provincia di Chieti confina con le province abruzzesi di Pescara e dell’Aquila e con le province molisane di Campobasso e di Isernia. Inoltre è bagnata dal Mar Adriatico.

“… Son ricche di fiere le selve,
con gli orsi, lupi e cinghiali in tanta copia,
che un di queste hor è la sua impresa,
e se ne son vedute scolpite delle antiche medaglie”

Così è definita da Giovan Battista Pacichelli “Regno di Napoli in prospettiva” 1703

Chieti è stata per lungo tempo la città dominante dell’attuale Regione Abruzzo (già denominata al plurale: “Abruzzi” e unita al Molise); la città dell’Aquila (già Aquila degli Abruzzi) divenne capoluogo solo dopo il 1272, e formalmente dal 1641 con la creazione della Provincia.

La Regione venne infatti divisa appunto in Abruzzo Citeriore e Ulteriore (dalla locuzione latina “Ultra e Citra Flumen Piscariae” ) aventi per capoluogo Chieti e L’Aquila (1).

Fino a quel momento l’insegna del cinghiale (in antico “cignale” ) rappresentava tutto il territorio e quindi rimase all’ Abruzzo Citeriore (“al di qua del Pescara”) o, meglio, all’ APRUTIUM Citeriore: denominazione risalente al VI secolo che si vuole far derivare da “Aper” (cinghiale), per cui l’ “Aprutium” sarebbe la “Regione dei cinghiali” !
Per quanto curiosa, però, la figura di questo animale (che in antico godeva di alta considerazione, in quanto fiera indomita della foresta) è stata spesso associata alle popolazioni Sannite. Nelle monete dell’imperatore Gallieno (258 a.C.) riproduceva la testa di cinghiale come emblema della regione.
  Il giogo, rappresentato nella forma stilizzata dell’Araldica, rappresenterebbe (secondo alcuni autori) il controllo esercitato da Roma sulle popolazioni locali. C’è invece chi vuole vedervi un’allusione al celebre episodio delle Forche Caudine: allorché le popolazioni Sannite, vittoriose sulle armate Romane, costrinsero i legionari a passare sotto un giogo, a simboleggiare il dominio su di loro da parte dei locali. Padre Isidoro Sebastiani arriva a prescrivere che le perle sul giogo siano 14 e descrive lo scudo accollato ad un “cartoccio” e altre complesse figure a complemento.
Per fortuna oggi lo stemma è stato notevolmente semplificato, e viene rappresentato con il serto d’alloro e di quercia legato ad un bilico, elegante forma adottata da diverse Province per questo elemento decorativo tipico dell’Araldica Civica italiana.

Alcuni propongono anche un motto, riprendendolo da Gabriele d’Annunzio (nativo di Pescara) da apporre su un nastro sotto allo scudo: MORI CITIUS QUAM DESERERE.

(1): Nel 1684 anche Teramo si rese indipendente (Giuseppe Bonaparte lo rese poi capoluogo di Dipartimento il 19 gennaio 1807) e l’Abruzzo Ulteriore si divise in Abruzzo Ulteriore I e Abruzzo Ulteriore II.   Blasone: “D’oro; alla testa di cinghiale [alias cignale] al naturale strappata e difesa d’argento; sormontata da un giogo di rosso, perlato di 14 pezzi d’argento e trafitto alle estremità da due chiodi dello stesso”.

Note e blasone di Massimo Ghirardi
Si ringrazia Antonio Pompili per la gentile collaborazione attraverso il forum IAGI
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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