Lettere

T
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Termine Descrzione
Tabarro abito ufficiale dell’Araldo dal XIII secolo in poi, simile alla dalmatica del Diacono.
Tagliato 1) scudo diviso diagonalmente da una linea che scende dall’angolo superiore sinistro verso l’angolo inferiore destro, nel senso della sbarra. Si blasona per primo il colore del triangolo superiore. Se la linea di partizione si incurva verso l’alto si dice tagliato centrato o tagliato curvo.
Tané (e Tannino) tinta bruna del saio monastico. Dall’inglese Tawnay.
Targa dal francone “targa” (scudo), scudo incavato, come un cartoccio.
Targone grande scudo riportante tutte le armi di alleanza o discendenza che si metteva negli ingressi dei palazzi.
Tau (o Gruccia o Croce di Sant’Antonio) figura simile alla “T” (tau) greca, è una croce priva del braccio superiore. Emblema dei Cavalieri di Sant’Antonio e dei Cavalieri di San Jacopo (Giacomo) d’Altopascio, questi ultimi portavano la “tau” con il braccio inferiore aguzzato. Secondo la tradizione la T (tau), ultima lettera dell’alfabeto greco è il simbolo degli Eletti, perché ricorda gli stipiti delle porte cosparsi con il sangue dell’agnello durante la prigionia degli Ebrei in Egitto, affinché l’Angelo Sterminatore passasse oltre durante la celebre “Piaga” biblica della “morte dei primogeniti”. Secondo alcuni autori sarebbe invece la prima rappresentazione della croce della passione di Cristo, perché avrebbe avuto quella forma e non quella ormai tradizionale. Fu adottata anche da S. Francesco come emblema. Vedi anche Ordine di Altopascio e Ordine di Sant’Antonio, Uriele.
Tavola d’Aspettazione scudo pieno di un solo smalto, come in attesa di ricevere figure di complemento. Cfr. scudo pieno.
Tedesca (monte alla) vedi Monte.
Tedesco (scudo) è uno scudo con la parte inferiore perfettamente semicircolare, tipico dell’Araldica delle regione Germaniche. In Italia si usa, senza ornamenti esteriori, nelle armi civiche della Provincia Autonoma di Bolzano/Südtirol. Nota- i “goti” erano una popolazione di origine germanica suddivisi in Visigoti (Westgoten o “goti dell’Ovest”) e Ostrogoti- (Ostgoten o “goti dell’est”), nessuna di queste usava uno scudo di questa forma…
Tegolato si dice del tetto degli edifici se hanno tegole di smalto differente da quello delle pareti.
Tempio (Ordine del) vedi Ordine Templare.
Templare (Ordine) vedi Ordine Templare.
Tenente 1) figura umana o umanoide (tritone, sirena) che può essere singola, in coppia o raramente in numero superiore, che “tiene” lo scudo- ovvero lo regge esteriormente ai alti o sul retro. Cfr. Supporti e Sostegni. 2) figura umana o animale che ne tiene (o sostiene) un’altra con le branche.
Tenierato Fornito di teniere; è attributo della balestra che ha il teniere o fusto di smalto diverso da quello dell’arco.
Tenière derivato da tenere, è l’impugnatura della balestra e dell’arcobalestra, costituita da un lungo fusto, normalmente di legno, ad un’estremità del quale è fissato l’arco, fornito di un dispositivo atto a tenere tesa la corda fino al momento del lancio.
Teodoro (santo) nella tradizione veneta omologo a San Giorgio, fu patrono dei dogi di Venezia e popolarmente è nominato “Sior Todaro” (corruzione del nome ufficiale). Così è chiamata la statua su una delle due colonne della Piazzetta San Marco a Venezia.
Terrazzato si dice delle torri, dei castelli, degli alberi e altre figure quando sono sostenute dal terrazzo di terreno.
Terrazzo (o Terrazza o Terreno) parte inferiore dello scudo alta un terzo del campo, rappresentato in forma di campagna con le asperità del terreno naturale, ordinariamente di smalto verde può essere anche diverso o ristretto.
Terreno striscia di terra al naturale nella punta dello scudo, può essere ristretto.
Terza (in) tre strisce parallele. Fasce, pali, bande, sbarre, quando sono rappresentate in numero di 3 ma occupanti lo spazio normale della pezza; simile alla gemella. Terza in fascia- una fascia formata da 3 fasce ristrette; terza in banda- una banda formata da 3 bande ristrette; terza in sbarra, in palo, in capriolo, in croce, etc…
Terzifòglia derivato dal francese tiercefeuille, indica la rosa a tre petali che differisce dal trifoglio per la mancanza del gambo; rara nell’araldica italiana.
Teschio vedi Massacro.
Teschio di Cervo si raffigura scarnato e posto di fronte. È uno dei simboli della città di Brindisi (insieme alle colonne terminali della Via Appia).
Testa di Cavallo (scudo) forma di scudo derivata dal frontale dell’armatura che proteggeva la cavalcatura e sul quale si dipingeva lo stemma del cavaliere, in seguito “evolutosi” nello scudo a cartoccio o accartocciato.
Testa di Moro vedi Moro.
Testo Unico degli Enti Locali (TUEL) vedi Norme.
Tetramorfo Angelo (Matteo), Leone (Marco), Bue (Luca), Aquila (Giovanni). parola di origine greca, col significato di “con quattro forme”. Indica l’insieme dei simboli dei 4 Evangelisti
Teutonica (croce) vedi Croce Teutonica.
Teutonico (Ordine) vedi Ordine Teutonico.
Thiene (meno corretto- Tiene) arma della famiglia “d’azzurro al palo dentellato d’argento”.
Tiara (o Triregno) copricapo liturgico proprio del Romano Pontefice che ne rappresenta l’autorità, e che per questo non si usa nella liturgia (durante i riti abitualmente il papa indossa la mitra) costituita essenzialmente da un copricapo di forma conica, caricato di tre corone e cimato da un piccolo globo crociato, con due nastri posteriori detti infule che, in origine erano nere. Secondo la tradizione la prima tiara fu donata da Costantino a papa Silvestro I (314-337) come simbolo dell’autorità della Chiesa (come “ricordato” nell’affresco della basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma), nel IX secolo era provvista di una sola corona o cerchio gemmato che, in epoca carolingia, si mutò in una vera e propria corona principesca. Bonifacio VIII ne aggiunse una seconda, mentre la terza fu posta durante la cosiddetta Cattività Avignonese probabilmente da Benedetto XI (1303-1304) o dal suo successore Clemente V (1305-1314). Il primo papa però a porla sulle proprie armi fu però Giovanni XXII (1316-1334). Durante la “Sede Vacante” viene sostituita dal parasole basilicale (detto anche padiglione o “ombrellino”), che indica il ruolo di vigilanza del Cardinale Camerlengo. Dato il carattere temporale del copricapo Paolo VI l’ha abolita, mentre Benedetto XVI l’ha sostituita, nelle proprie armi, con una mitra caricata con una croce doppia. All’atto del cosiddetto “insediamento” del papa come vescovo di Roma, Metropolita della Provincia (Ecclesiastica) Romana, Supremo Pastore della Chiesa Cattolica e Capo dello Stato della Città del Vaticano, si usa il pallio. Dal XVIII al XIX secolo i Patriarchi di Lisbona, per particolare concessione pontificia, ponevano anch’essi una tiara papale sulle proprie armi, accollandole però a due rami di palma (anziché alle chiavi pontificie), come indice della precedenza del cardinale portoghese sugli altri porporati (privilegio araldico e cerimoniale oggi decaduto).
Tiger animale chimerico dell’Araldica Inglese in forma di lupo con il muso munito di un piccolo corno ad uncino.
Timbrare proprietà di ogni oggetto che è posto sopra lo scudo.
Timonista pesce con la coda di smalto diverso dal corpo.
Tiro linea di partizione e numero degli scacchi (o di losanghe, di fusi o si squame) in senso orizzontale di uno scaccato (o losangato, fusato, squamato).
Tirolo (e Tirol, arma) arma propria della Contea che prende nome da Castel Tirolo, presso Merano, oggi suddiviso tra la regione austriaca del Tirol (che ha adottato l’arma antica) e quella italiana del Südtirol (Tirolo del Sud o Alto-Adige, che ne ha adottato una versione più pittorica derivata dall’affresco di Castel Tirolo). Arma antica- “d’argento all’aquila di rosso, membrata imbeccata e coronata d’oro, con le ali caricate di una nervatura in forma di luna gigliata dello stesso”.
Tocco specie di berretta di panno o velluto che fodera le corone dei Sovrani e le sostituisce nell’Araldica Napoleonica. Vedi Berretto.
Torcigliamento due strisce intrecciate e distese in fascia.
Torneo vedi Giostra.
Toro si distingue dal Bue perché tiene la coda alzata o rivolta sul dorso e (talvolta) i genitali in vista. Se porta un anello tra le narici è un bufalo. Vedi Bue e Bufalo.
Torre si può rappresentare rotonda (forma normale) o quadrata (si blasona “quadra”), merlata alla Guelfa (normale) o alla Ghibellina, chiusa o aperta, finestrata, fondata, diroccata, coperta, a più palchi. In Araldica Civica simboleggia convenzionalmente l’autonomia del Comune. Nota- se non specificato è da intendersi tonda e merlata di tre alla guelfa.
Torricellato di un castello o di una muraglia quando sostiene delle torri, bisogna indicarne il numero (torricellato di nr..).
Torsello termine che indica una pezza di panno avvolta e legata; è impropriamente utilizzato anche come sinonimo di Cercine.
Torta pezza rotonda di colore pieno, simile al bisante (che però è di metallo). Se di smalto rosso convenzionalmente simboleggia una pagnotta. Vedi Pane.
Torta-Bisante (o Tortello-Bisante) pezza rotonda metà di colore e metà di metallo (la parte di metallo a destra o superiormente, al contrario è un Bisante-Torta).
Tortello torta diminuita di diametro. Più piccola della Torta vera e propria.
Tortiglio (e Tortiglione) 1) fascia attorcigliata che cinge la fronte, specialmente dei Mori (che si blasona “totigliata di”). 2) cercine.
Toscana (armi) 1) Granducato di Toscana- vedi Medici (de, arma). 2) Regione Toscana- “di rosso, al Pegaso d’argento rivoltato”.
Toson d’oro (e Vello d’Oro, Ordine e insegne) prestigioso ed esclusivo Ordine Cavalleresco secolare istituito presso la Sainte Chapelle della cattedrale di Digione da Filippo il Buono duca di Borgogna il 10 gennaio 1430 (con 31 cavalieri) sotto la Protezione della Vergine e di Sant’Andrea, in occasione delle proprie terze nozze con Isabella del Portogallo, con lo scopo di promuovere la fede cristiana e difendere la persona del Duca, la Chiesa e la tranquillità dello Stato. Si ispira alla mitica vicenda di Giasone e degli Argonauti. Nel 1477, alla morte di Carlo il Temerario, il gran magistero passò alla figlia ed erede Maria che sposò Massimiliano I d’Asburgo, consegnando a quella dinastia la titolarità dell’Ordine. L’imperatore Calo V portò il numero dei cavalieri a 51 e Filippo IV di Spagna a 61. Il Capitolo dell’Ordine si teneva nella Sainte Chapelle di Digione, non lontano dalla Certosa di Champmol, necropoli ufficiale della dinastia dei Duchi di Borgogna. Il titolare del Gran Magistero dell’Ordine fu sempre il Duca di Borgogna e successivamente passò per eredità Filippo II d’Asburgo re di Spagna, fu disputato sia dalla Casa d’Austria che da quella di Spagna, per cui si originarono due Ordini distinti (Borbonico e Asburgico). Dopo il 1712 infatti, al termine della Guerra di Successione spagnola il pretendente della casa d’Austria reclamò per sé la sovranità dell’Ordine e nel 1714 di impadronì del tesoro, dal 1794 questo, comprendente le insegne dell’Ordine, sono all’Hofburg di Vienna. La decorazione era assai ambita, perché concessa solo ai comandanti più valorosi, e consegnata dal Re d’Armi (noto come “Fiandre”). L’insegna per le grandi occasioni (come la messa del giorno di Sant’Andrea, patrono dell’Ordine e della Borgogna) era costituita da un Gran Collare, ossia da una collana formata da acciarini e pietre focaie alternate sprizzanti fiamme, alla quale era attaccato un ciondolo rappresentante una pelle d’ariete (tosone- “pelle tosata”) d’oro; esso era indossato sopra un pesante mantello scarlatto con i bordi neri, ricamato in oro; la versione ordinaria prevedeva che la figura del Tosone fosse appesa ad un semplice nastro rosso. L’insegna restava sempre di proprietà dell’Ordine, e alla morte del Cavaliere gli eredi erano tenuti a restituire il gran collare entro tre mesi. Motto- “PRETIUM NON VILE LABORUM”. La simbologia della pietra focaia e del ferro per innesco (acciarino) starebbero a significare il fuoco dell’entusiasmo acceso dalla volontà (ferrea) di compiere azioni elevate. In contrapposizione re Luigi XI di Francia creò il 1 agosto 1469 l’Ordine di San Michele i cui membri erano detti Chevaliers de l’Ordre du Roi (abolito nel 1830). Vedi anche Borgogna.
Trafiere nome aulico del pugnale, che “trafigge”.
Trafitto passato da un’arma da punta.
Trangla termine desueto per indicare la fascia in divisa, cioè diminuita circa della metà. Per alcuni si dicono Trangle se sono in numero dispari, se sono in numero pari le chiamano Burelle. Vedi Fascia.
Trappe (La) anche Trappa più precisamente Abbaye de Notre Dame de Soligny La Trappe, in Normandia, casa madre dell’Ordine monastico Cistercense della Stretta Osservanza (OCSO). L’italiano “Trappa” indica anche un’abbazia cistercense di osservanza trappista. Vedi Ordine Cistercense e Ordine Trappista.
Trappista nome popolare dell’Ordine Cistercense della Stretta Osservanza. Vedi Ordine Cistercense e Ordine Trappista.
Tratteggio insieme di segni grafici che simboleggiano gli Smalti e i Metalli araldici, la loro direzione e inclinazione è sempre riferita all’asse verticale mediano dello scudo (anche quando è inclinato). T. verticale (rosso), T. orizzontale (azzurro), T. obliquo in banda (verde), T. obliquo in sbarra (porpora), T. incrociato verticale e orizzontale (nero); mentre il campo vuoto simboleggia l’argento e il campo seminato di puntini l’oro. Alcuni (ad esempio gli araldisti della scuola inglese) indicano anche un tratteggio per l’aranciato o arancio (campo seminato si piccoli trattini verticali), per il marrone (tratti verticali intrecciati con tratti obliqui in banda).
Travaglio incastellatura di travi munita di cinghie e altri accessori per tenere fermo il cavallo (o altro animale) durante la ferratura o un’operazione veterinaria. Da “Tripalum” (‘strumento formato da tre pali’). Cfr. Intravagliato.
Traversa sbarra ridotta in spessore.
Traversante vedi Attraversante.
Tre, due, una è la disposizione normale di 6 figure simili poste nello scudo su tre file- la superiore con tre figure, quella mediana con due e una singola inferiore.
Tressura sinonimo di Cinta.
Triangolato campo o pezza coperto di triangoli aderenti per i lati e a smalti alternati.
Tribolo 1) strumento di ferro simile ad un chiodo a 4 punte poste come le linee mediane di un tetraedro, utilizzate per impacciare la cavalleria. Gettati per terra i triboli stavano comunque con tre punte fitte nel terreno e una verso l’alto. 2) disegno più o meno stilizzato dello stesso strumento usato in Araldica come figura.
Tricorno (o Berretta) prelatizia tipico copricapo dei prelati cattolici di forma approssimativamente cubica e munita di tre alette rigide nella parte superiore con un fiocco, è indossata in modo tale che un’aletta punti sulla fronte, una verso destra e la terza sul retro. Il colore è differente a seconda del grado del possessore all’interno della gerarchia cattolica (Giovanni XXIII fu l’ultimo papa ad averne una, bianca, personale).
Tridentino “di Trento”. In particolare è riferimento allo storico Concilio, convocato a Trento il 15 dicembre 1545 da papa Paolo III Farnese per contrastare la Riforma protestante e protrattosi, con frequenti interruzioni, fino al 1563, coinvolgendo il pontificato di quattro papi. Le linee direttrici della Chiesa Cattolica Romana espresse durante questo Concilio sono sostanzialmente valide ancora oggi.
Trifogliato croce e pezza allungata terminante in trifogli. Ognuno dei bracci della croce di S. Maurizio o della croce patriarcale.
Trifoglio foglia araldica di tre lobi, male ordinati, con il gambo sinuoso.
Trinacria v. Triquetra.
Trinciato scudo suddiviso diagonalmente da una linea che scende dall’angolo superiore destro all’angolo inferiore sinistro, nella posizione della banda, si blasona per primo il colore del triangolo superiore.
Triquetra in greco “tre gambe”, anche “Trinàcria” (“tri-akros”- tre punte); emblema tradizionale della Sicilia- si rappresenta come un volto umano, con due ali al posto delle orecchie, con tre gambe umane che sembrano roteare intorno in senso orario, allude alle tre punte che delineato l’isola pressoché triangolare della Sicilia.
Triregno vedi Tiara.
Trivulzio (arma) arma della celebre famiglia lombarda, antica- “Palato d’oro e di verde”; moderna “d’oro alla testa di tre volti al naturale [di carnagione] coronata del campo, accompagnata dalla scritta MENS UNICA, alias “d’oro, alla testa di tre volti al naturale, coronata di una corona marchionale francese del campo”.
Trofeo le armi e le spoglie del nemico vinto in battaglia che il vincitore portava con sé in patria a testimonianza della vittoria. Cfr. Panoplia.
Trofeo di Guerra (o d’Armi) rappresentazione artistica di un trofeo, in forma di composizione di armi, scudi, bandiere, talvolta completato con fiori e frutta… simboleggia un successo militare. Di solito, in Araldica, è ridotto all’armatura con l’elmo accollati a due lance poste in decusse.
Troncato scudo diviso in due parti uguali orizzontalmente, anche spaccato.
Troncato in Scaglione scudo partito in due parti diseguali da una linea in forma di “V” rovesciata- con i lati moventi dagli angoli inferiori e congiunti al centro.
Troncato-Semipartito scudo troncato, con la parte inferiore ulteriormente partita, cioè divisa in due verticalmente.
TUEL (Testo Unico degli Enti Locali Italiani) vedi Norme.
Tuonante (e Tonante) cannone dalla cui bocca escono fiamme
Turcopolo truppa composta da armati indigeni palestinesi (spesso mercenari) di un Ordine Militare, guidate da un ufficiale detto “Turcopoliere”.
Turingia (Thüringen), arma lo stemma storico del Landgraviato porta su un campo azzurro un leone fasciato di dieci pezzi di rosso e d’argento, coronato e armato d’oro. Che venne sostituito il 7 aprile 1921 da sette stelle di sei punte d’argento in campo rosso in rappresentanza gli antichi territori uniti a formare il Land i Ducati sassoni di Weimar, Altemburg, Meiningen, Coburg, Schwarzburg-Rudolstadt, Schwarzburg-Sonderhausen e il territorio di Reuss. Il 13 agosto 1945 venne ripristinato il leone, ma d’oro e in campo rosso seminato da otto stelle d’argento, dato che ai territori originari fu aggiunta una porzione di territorio della Prussia. Dal 30 gennaio 1991 è stato ripristinato il campo azzurro, col leone fasciato storico e le otto stelle. Il leone di Turingia è simbolo anche dell’Assia.
Tutela giuridica (degli stemmi degli Enti Morali) in Italia lo stemma, il gonfalone, la bandiera e il sigillo di un Ente Morale (compresi quelli Civici) o Corpo Militare dello Stato è bene immateriale dell’Ente di appartenenza, tutelato dalla Legge (analogamente al cognome delle persone e altri diritti
Tutto (il) locuzione abbreviativa che si usa nel blasonare parecchie figure dello stesso smalto.
Tutto (sul) si dice di uno scudetto posto sopra la linea di partizione o dell’inquartato, che può essere l’arma originaria della famiglia o una concessione.
Tutto del Tutto (sul) scudetto caricante su sul tutto.