Lettere

G
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Termine Descrzione
Gagliarda (Pezza) nome popolare del “fasciato di nero e d’argento” che a Firenze identificava l’Arte del Calzolai.
Gagliardo bandiera principale (per es. di una nave). Diminutivo Gagliardetto.
Gaio il cavallo quando raffigurato passante e senza fornimento. Cfr. Bardato, Imbrigliato,  Sellato, Gualdrappato.
Galero cappello da pellegrino a larga tesa, da cui e derivato il cappello prelatizio con fiocchi, che e segno delle dignità ecclesiastiche. Dal latino “galea” (un particolare tipo di elmo), è di panno, con una tesa molto larga e trapassata da due cordoni che terminavano con due fiocchi che, agli inizi, venivano annodati sotto il mento, oltre ai due fiocchi laterali che sporgevano dalla tesa o cupolino;
Galero (o cappello) Prelatizio in Araldica si distingue il colore a seconda del grado del possessore nella gerarchia ecclesiastica rosso per i cardinali, verde per i vescovi e gli arcivescovi, nero per tutti gli altri religiosi (ad esclusione degli abati dell’Ordine Premostratense, che per antico privilegio lo possono portare bianco).
Galero Cardinalizio (o Pontificale) uno dei cinque tipi di copricapo cardinalizio (di rito romano) il primo è il galero di panno rosso, detto “galero pontificale”, perché concesso dal Pontefice; con una tesa molto larga e trapassata da due cordoni che terminavano con due nappe che, in origine, venivano annodati sotto il mento; il secondo, chiamato “cappello parasole”, di seta cremisi, con due fiocchi laterali al cupolino ed una nappa all’estremità dei due cordoni, era un oggetto liturgico che non veniva indossato ma sostenuto dal “maestro di camera” del cardinale nelle liturgie solenni; il terzo, chiamato “cappello rosso piccolo” o “usuale” è di feltro rosso; il quarto, detto “cappello nero”, pure di feltro con la sola distinzione di una fascia di fettuccia rossa con ricami in oro, attorno al cupolino, e usato dai cardinali quando portano la veste talare nera; il quinto è il “tricorno” o meglio “berretta” tipico copricapo degli ecclesiastici, possiede una forma approssimativamente cubica ed è munita di tre alette rigide e un fiocco sulla parte superiore (Vedi Tricorno).Il galero rosso, nel tempo aveva perso la primitiva forma e risultava piatto, non veniva indossato, in quanto veniva solo consegnato al neoeletto cardinale dal papa nel corso del Concistoro Pubblico. In pratica veniva usato solo durante il funerale del cardinale e dopo, appeso presso il suo sepolcro. In araldica il cappello di rosso che timbra lo scudo cardinalizio appare agli inizi del XIV secolo, l’uso divenne comune nel XV, a seguito della graduale scomparsa della mitria nello stemma dei cardinali. I fiocchi inizialmente non erano in numero definito; in numero di 15 per parte disposti in cinque ordini (1, 2, 3, 4 e 5)  diviene comune sotto il pontificato di Pio VI (1775-1779) e regolamentato dalla Congregazione Cerimoniale del 9 febbraio 1832. Dallo stemma dei cardinali, con la Costituzione apostolica “Militantis Ecclesiae regimini” del 19 dicembre 1644 papa Innocenzo X ordinò a tutti i Cardinali, “allo scopo di costruire l’unità e l’eguaglianza del sacro collegio, di rimuovere dai loro sigilli e da qualsiasi loro insegna, comunemente chiamata stemma, le corone, i segni e tutti gli attributi di origine secolare, ad eccezione di quelle che sono all’interno dello scudo dell’arme della loro famiglia come parte essenziale e integra dello stemma stesso, restando insigniti e decorati del solo cappello rosso, risplendente del colore medesimo del sangue prezioso di Cristo”. Il galero o cappello cardinalizio reale (ad esclusione di quello araldico) venne abolito da Paolo VI.
Galizia (Galizien, gia Galitien) regno asburgico dell’Europa centro-orientale, arma “D’azzurro, alla fascia in divisa cucita di rosso, sostenente un corvo chiuso di nero illuminato d’argento, accompagnata in punta da tre corone di tre punte d’oro, gemmate e poste 2.1”.
Gallo si rappresenta sempre crestato e barbato (o bargigliato, cioe munito di bargigli di colore diverso). Se ha la zampa destra alzata si dice ardito, ed e la sua posizione naturale.
Gallo d’Oro nome popolare della Fenice.
Galoppante il cavallo che corre.
Gambuto il fiore o l’arbusto quando hanno lo stelo o il gambo di colore diverso. Vedi Stelato.
Garzone nome antico dello scudiero. Dal francese “Garcon” (ragazzo).
Gattice, Albero Gattice pioppo; termine formato da “gatto” + “frutice”, precisamente il pioppo bianco (Populus Alba)perché i suoi amenti assomigliano ad una coda di gatto.
Gatto può essere arricciato (o irto), corrente, guardante, passante, riposato, se rampante si dice inferocito.
Gemella (improprio Geminata) due linee dello stesso colore parallele; figura formata da due filetti paralleli racchiudenti una porzione del campo nella larghezza e forma di una pezza (fascia, banda, palo, sbarra, scaglione, decusse); ovvero coppia di bande, fasce, sbarre, ristrette ravvicinate e dello stesso colore. Quindi si dirà gemella in fascia, gemella in banda, gemella in scaglione (meglio scaglione gemello), etc… esiste anche la Gemella in Croce. Vedi anche Gemello, Terza.
Gemmato munito di gemme.
Gemme pietre preziose che adornano le corone e altri gioielli. In Italia si adornano le corone con smeraldi, rubini e perle perché riprendono i colori della bandiera nazionale. Vedi Pietre Preziose.
Genetta felino flessuoso ed elegante in passato addomesticato, come il gatto (e con questo spesso confusa nelle rappresentazioni). Secondo la tradizione nel 732 Carlo Martello creo l’Ordine della Genetta (spesso maldestramente tradotto come “Ginestra”) per ricompensare i suoi compagni.
Genova 1) Armi della citta di Genova (armi di San Giorgio) “scudo gotico d’argento, alla croce piana di rosso, timbrato dalla corona di Duca cimata dalla testa di Giano bifronte, scudo e corona supportati da due grifi alati al naturale con la coda ripiegata sul dorso” 2) Arma del Duca di Savoia-Genova (vedi), cadetto della Casa di Savoia. 3) capo con le armi di Genova “d’argento alla croce piana di rosso”. Cfr. Capo di Milano.
Gentilizio che e proprio delle famiglie nobili (armi gentilizie). Che si riferisce alla “gens” (stirpe).
Gentiluomo (e Gentil Homo) sinonimo di Nobiluomo, uomo nobile di nascita, si abbrevia in N.H. (f. Gentildonna, si abbrevia N.D.).
Gerusalemme (Croce di) vedi Gerusalemme (Regno di).
Gerusalemme (Regno Latino di) Regno Cristiano istituito in Palestina dopo la I Crociata dal 1099 al 1291 (da 1187 trasferito ad Acri quindi dal 1291 a Cipro) che comprendeva Acri e Tiro; aveva come vassalli i Regni crociati di Emessa, Antiochia e Tripoli e i sottofeudi di Krak, Galilea, Sidone, Giaffa e Ascalona. I re di Gerusalemme avevano come emblema uno scudo d’argento con una croce “del Santo Sepolcro” potenziata accantonata da quattro crocette, il tutto tradizionalmente d’oro (ma alcuni studiosi ritengono che, in origine fosse rossa, in seguito lo smalto delle miniature ossidato e metallizzato e stato interpretato come oro). La palese contraddizione con une delle regole fondamentali dell’Araldica, che vieta di mettere metallo su metallo, e stata associata alla particolare sacralita della Citta Santa. Vedi anche Ordine del Santo Sepolcro.
Gheronato scudo suddiviso in gheroni. Di 6 pezzi; di 8 pezzi (ottenuto da un inquartato e da una decussato, non si blasona); di 10 e 12 pezzi, o in croce patente (8 pezzi).
Gheróne termine derivato dal germanico “gairo” («punta del giavellotto»). 1. Lembo, falda della gonnella maschile portata sul davanti passato ad identificare ciascuno dei due lembi triangolari di stoffa innestati  sui lati delle camicie di foggia antica per aumentarne l’ampiezza. 2. Pezza onorevole in forma di pergola in cui però l’intervallo tra i due bracci divaricati è pieno;  pezza triangolare limitata da due linee di partizione che si intersecano nel cuore dello scudo.
Ghiandifera se la quercia è fruttifera di ghiande di smalto differente dalle foglie e dai rami.
Ghibellina (alla) merlatura degli edifici e delle pezze a “coda di rondine” avente i merli forcati o “a coda di rondine”. Cfr. Guelfa (alla).
Ghibellino appartenente alla fazione imperiale. Chi parteggiava per la fazione di Hohenstaufen contro quella di Baviera (Guelfi) per il trono imperiale. In Italia chi sosteneva gli interessi imperiali contro la politica temporale della Chiesa. Dal nome del castello di Waibling (anticamente Wibeling) che era un possesso degli Hoenstaufen. Vedi Hohenstaufen.
Giaco armatura difensiva formata da maglie o squame d’acciaio.
Giallo simboleggia l’oro. Si rappresenta convenzionalmente riempiendo di piccoli puntini il campo.
Giarrettiera (Ordine della) vedi Ordine della Giarrettiera.
Gigio dal Piè Nodrito termine ricercato per il giglio che muove da una pezza o da una figura e che non mostra il piede, come se fosse reciso o infisso nella pezza.
Gigliato 1) pezza terminante in un giglio [dal piè nodrito]. 2) seminato di gigli. Cfr. Fiorito.
Giglio (Fiordaliso e Fleur-de-Lys) fiore araldico, si rappresenta con tre petali dei quali uno centrale in forma di punta di lancia e due arrotondati laterali ricadenti ai lati. Letteralmente in francese “fleur de lys” identifica il “fiore del giglio” (fam. Liliacee) mentre l’italiano “fiordaliso” si riferisce alla pianta erbacea della famiglia delle Composite, con fiori azzurri e foglie lineari, assai comune nei campi di grano. Popolarmente i termini vengono utilizzati come sinonimo, abitualmente si preferisce il termine “giglio”. Tre gigli disposti 2 e 1 (come nell’arma del Regno di Francia) sono “bene ordinati” quindi non si dovrebbe indicare la disposizione. Cfr. Regole. Esiste anche rappresentato nella forma al naturale e può essere definito giglio di giardino.
Giglio di Firenze stilizzazione dell’iris e assai diverso dal giglio generico, è il simbolo della citta di Firenze e si dovrebbe rappresentare contemporaneamente bocciolato (munito di pistilli) e bottonato (i petali centrali sono allargati e lasciano vedere delle piccole sferette). In origine era bianco in campo rosso e richiamava il Labaro imperiale, ma nel 1251 i Guelfi presero il potere scacciando i Ghibellini e invertirono i colori dello stemma. I fiorentini chiamano il fiore del loro stemma anche “giaggiolo”, vale a dire l’ iris, un’altra pianta erbacea ma della famiglia delle Iridacee (Ireos Florentina), tipica della campagna italiana, con fiori bianchi, azzurri o violacei (“giaggiolo” e dal latino “gladiolum”, piccola spada, per la forma delle foglie).
Giglio di Giardino giglio al naturale. Nota durante la dominazione Francese il Giglio di Firenze nell’arma di quella città venne sostituito da un giglio di giardino al naturale.
Giogo figura caratteristica composta di una semicerchio con due bracci laterali dai quali pendono due piccoli paletti.
Giostra una delle parti di un Torneo cavalleresco. Mentre nella giostra i cavalieri combattevano uno contro l’altro cercando di sbalzarsi di sella, nel torneo vero e proprio i cavalieri combattevano in drappello in numero pari e con armi “cortesi”.
Globo Imperiale (e Globo d’Imperio) rappresentazione della Terra e del potere “universale” della dignità imperiale, e costituita da una sfera cinta, crociata e cimata da una crocetta (che può essere avellana, pomettata, trifogliata…); il papa ne portava uno piccolo sulla sommità della Tiara. Cfr. anche Certosino, Ordine e Tiara.
Goccia ognuno dei pendenti del lambello. Dente. Cfr. Goccia d’acqua.
Goccia d’acqua per convenzione si rappresenta come un piccolo cuore rovesciato con la punta dritta. Cfr. Lagrima.
Goletta vedi Gorgiera.
Golpe vedi Dolce.
Gonfalone dal francone “Gundfahne” (‘bandiera di combattimento’). Inizialmente era una bandiera di grandi dimensioni portata dal “gonfaloniere” che identificava il corpo degli armati, mentre durante il periodo Comunale veniva sospesa ad un’asta montata su un carro (detto “Carroccio”) come la vela di una nave, e considerato il simbolo della citta, veniva portato in battaglia dopo esser stato benedetto ed era difeso da una speciale compagnia di soldati. 1) drappo rettangolare, piu grande del labaro, attaccato per il lato corto ad una traversa (bilico) attaccata ad una asta verticale per mezzo di corde. 2) figura araldica stilizzata di un gonfalone, formata da una fascia scorciata munita di 2 o 3 pendenti detti bandoni e sormontata da anelli. Segno anche della carica di Gonfaloniere. 3) insegna degli enti territoriali, consistente in uno stendardo in forma di drappo di panno rettangolare, di circa 1 metro per 2, composto da uno o più smalti dello stemma dell’ente, caricato al centro dello stemma stesso, riccamente decorato e ricamato; terminate in frange (bandoni); sospeso per mezzo di un bilico e due cordoni pendenti ad un’asta ricoperta di velluto guarnito di bullette metalliche disposte a spirale, terminante in una punta di freccia sulla quale e riprodotto lo stemma o l’emblema della Repubblica, sotto la quale e legata una cravatta dei tre colori nazionali e frangiata. Le parti metalliche, i cordoni, i ricami e le bullette sono d’oro per le Citta e le Province e d’argento per i Comuni. Gli enti insigniti di medaglia l’appuntano al gonfalone.
Gonfalone Pontificio vedi Basilica.
Gonfaloniere incaricato di portare e difendere il gonfalone. Titolo di un alto ufficiale dell’Esercito di un principe o di un Ordine cavalleresco. Durante il periodo dei Comuni l’incarico e il titolo erano ereditari e concessi ad una particolare famiglia, che in alcuni casi fini per adottarlo come nome di famiglia (da cui Gonfalonieri, Confalonieri, etc.).
Gonzaga (di Mantova) arme “d’oro alle tre fasce di nero”. “Fasciato d’oro e di nero”. 2) variante (ritenuta più antica) 3) moderna Armi della famiglia Ducale di Mantova, il cui cognome era Corradi originari del villaggio di Gonzaga; 1) originaria “d’argento alla croce patente di rosso, accantonata da quattro aquile bicipiti di nero, caricata in cuore da uno scudetto fasciato d’oro e di nero”. Nota di Castel Goffredo, Castiglione, di Guastalla, di Sabbioneta e Bozzolo, di Nevers, di San Martino, di Vescovato; quest’ultimo ancora fiorente). se lo scudetto in cuore e contro-fasciato d’oro e d’argento si tratta delle armi del ramo cadetto dei Gonzaga di Novellara (altri cadetti)
Gorgiera (e Goletta) 1) dal francese “gorge” (gola); parte dell’armatura che copre e protegge la gola. 2) colletto di pizzo o di tela batista finissima pieghettata e increspata del XVII secolo. Detta anche Lattuga.
Gorgieretta detta anche Collana dell’Elmo.
Gotha citta della Turingia, presso Erfurt, che ha dato nome ad una celebre dinastia alla quale appartiene anche la casa regnante d’Inghilterra (Sassonia-Coburgo-Gotha). In questa citta dal 1763 si pubblica un Almanacco riportante tutte le genealogie delle case regnati europee, in seguito anche di quelle delle famiglie aristocratiche e degli Ordini Cavallereschi. Oggi e un Annuario Universale statistico e diplomatico che riproduce documenti ufficiali di ogni Stato del mondo. L’almanacco divenne celebre per la precisione e ufficialità e ha rappresentato un riferimento essenziale per questioni di diritto ereditario.
Gotico Antico (scudo) ha forma pressoché triangolare con i lati lunghi e arrotondati, derivato dallo scudo “normanno” che era assai lungo e ristretto verso la punta per non intralciare il portatore durante la cavalcata e che si poteva infiggere nel terreno come riparo del fante.
Gotico Moderno (o a Cetra, scudo) assai simile al “gotico antico” o al “tedesco” se ne differenzia per avere la parte superiore perfettamente quadrangolare ma terminante inferiormente in triangolo con il lati fortemente incurvati.
Gousset e un termine raro utilizzato dall’Araldica francese per indicare una pezza costituita dalla fusione di una punta rovesciata con un palo dello stesso smalto, cioè come costituita dalla pergola con il triangolo superiore pieno. Esiste anche il gousset rovesciato, nel quale il triangolo si trova verso la punta. Vedi Pergola.
Gradinato (e Gradato) figura rappresentata come scalinata, munita di scalini. Cfr. Scalinato.
Grado gradino della scala.
Graffio (o Raffio) elemento che costituisce l’estremità delle pezze ancorate (in francese grappin). Vedi Raffio.
Granada (meno corretto Granata) arme arma dell’omonimo regno arabo-iberico inserita nelle Armi di Spagna dopo riconquista di quel territorio da Parte di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona nel 1492. “D’argento alla melagrana d’oro, gambuta e fogliata di verde, aperta e granita di rosso”.
Granata bomba infiammata di rosso ed esplodente.
Grandato Dignità suprema, che poteva essere ereditaria o personale, caratteristica della monarchia spagnola a partire da Carlo I, quando, distinguendosi dai titoli nobiliari dei Regni di Castiglia e d’Aragona, il titolo di Grande di Spagna fu concesso a 27 capi-famiglia. Connessi alla dignità erano l’ufficio di Gentiluomo di camera del Re (e per le mogli quello di Dama della Regina) e la facoltà di essere ammessi, di tenere il capo coperto e di sedersi alla presenza del monarca. Di questa dignità furono insignite anche famiglie nobili francesi e italiane quelle dei Regni di Napoli e di Sicilia e del Ducato di Milano.
Grande di Spagna vedi Grandato.
Grandi Armi di Savoia vedi Savoia (Armi grandi di).
Granduca di questo titolo venne insignito Cosimo de’Medici da papa Pio V nel 1569, elevando la Toscana a Granducato ereditario. Portarono questo titolo anche i principi presuntivi al trono di Russia. Attualmente porta questo titolo il sovrano del Lussemburgo. Vedi anche Corona Granducale di Toscana e Lussemburgo.
Granito munito di grani, come la Melagrana.
Graticolato 1) bande attraversate da sbarre minimo tre coppie. 2) attributo della visiera dell’elmo, della quale varia il numero dei pezzi a seconda del grado di nobiltà.
Grembiato scudo o pezza suddivisa in grembi.
Grembio (o Girone) sinonimo di gherone. Triangolo o pezza triangolare formata da due linee di partizione che si intersecano in cuore allo scudo. Se ha linee curve si dice grembio ritondato. vedi Gherone.
Grido di Guerra (o Grido d’Arme) usato nei tornei, gli Araldi emettevano il “grido di guerra” proprio di ciascun cavaliere al suo ingresso in campo. In battaglia si utilizzava come segno di raccolta sotto la bandiera o per incitare al combattimento. Ogni dinastia reale aveva il proprio grido. Diverso dall’ Impresa.”Dieu le volt!” grido dei primi Crociati
Grifone (e Grifo) tradizionalmente considerato guardiano di oracoli, vergini e tesori, fu adottato pressoché universalmente come emblema militare. In Toscana e Umbria, in particolare, viene riferito al complesso pantheon Etrusco citta di origine Tirrena lo hanno ancor’ oggi nelle loro armi (e figura emblematica di Perugina, Montepulciano, Grosseto… E associato alla fazione Ghibellina giacche i Guelfi ottennero da papa Clemente IV l’aquila rossa afferrante un drago verde, in campo d’argento, come loro simbolo principale. Dal greco “Gryphos” (“dal naso adunco”). Vedi anche Ippogrifo.
Grimaldi “fusato d’argento e di rosso”, le armi del Principato di Monaco portano lo scudo dei Grimaldi, timbrato dal una corona reale priva di fodera. Vedi Monaco (Principato).
Gru animale simbolo della vigilanza. Si rappresenta di profilo, riposata sopra una zampa e tenente con l’altra una pietra (a sua volta definito vigilanza). Si pensava che gli stormi di tali uccelli, allorche si fermavano in un luogo, designassero uno di loro a vedetta se esso si addormentava lasciava cadere la pietra che dava l’allarme al gruppo. Capacita che e attribuita talvolta anche all’oca, in ricordo del leggendario episodio del salvataggio del Campidoglio. Vedi Oca.
Gualdana sfilata (mostra) che i cavalieri facevano per le vie delle citta in festa o prima del torneo. In origine indicava la scorreria a cavallo per depredare e saccheggiare.
Gualdrappa drappo lavorato che si porta tra la sella e la groppa del cavallo.
Gualdrappato il cavallo, il cervo e l’elefante quando sono rappresentati muniti di gualdrappa. Cfr. Bardato.
Guanto d’Arme guanto di ferro, che di solito si pone in palo.
Guarnito (e Guernito) munito di guarnizioni; 1) attributo del corno da caccia se ha anelli decorativi (ghiere) di smalto diverso. 2) Guarnita e un’arma che abbia l’impugnatura di smalto diverso dalla lama o dal ferro. 3) una nave attrezzate con smalto differente.
Guelfa (alla) merlatura di castello o torre (ma anche pezza) quando ha i merli quadrati, che sono le merlature normali (quindi non si dovrebbe blasonare). Vedi Ghibellina, alla.
Guelfo nella Germania del XII secolo chi sosteneva la Casa di Baviera contro gli Hohenstaufen nella lotta per il trono imperiale. Nell’Italia del XIII-XIV secolo chi sosteneva la causa del papa per la supremazia nel potere temporale contro l’imperatore. Dal nome di Welf, capostitipite della Casa di Baviera. Cfr. Ghibellino.
Guerriero armigero appiedato, fante. Cfr. Cavaliere.
Guiderdone compenso pecuniario per un servizio reso, benemerenza.
Guidone 1) bandiera formata da una lunga lista bifida (con due code), 2) bandiera triangolare molto allungata più grande del pennone.
Guinzaglio correggia per tenere legati i cani o falconi (se di colore differente di dicono guinzagliati). Cfr. Legato.