Wiesbaden

Home » Comuni » Wiesbaden

Comune di Wiesbaden (WI)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Wiesbaden è una nota città termale (le sorgenti sono note fin dall’antichità), col rango di “Città Extracircondariale” (Kreisfreie Stadt, nonché la seconda dello stato dopo Francoforte) della Assia (Hessen) sulla sponda destra del Reno, che la separa da Magonza.

L’attuale circoscrizione amministrativa comprende dal 1926 i territori dei comuni soppressi di Biebrich, Schierstein, Sonnenberg; dal 1928 Bierstadt, Dotzheim, Erbenheim, Frauenstein, Georgenborn (dal 1939 nuovamente indipendente) Hessloch, Igstadt, Kloppenheim, Rambach.

Nel 1945, durante il periodo di amministrazione statunitense della città, sono state unite al territorio comunale di Wiesbaden diverse località (fino ad allora frazioni di Magonza che, trovandosi sulla sponda opposta del Reno, era amministrata dai francesi), una situazione che si sarebbe dovuta risolvere alla fine dell’occupazione alleata, ma perdura ancora oggi, e comprende i territori di: Kastel e Amöneburg, Kostheim.

Infine nel 1977 sono stati inglobati i comuni di: Auringen, Breckenheim, Delkenheim, Medenbach, Naurod, Nordenstadt.

Intorno alle sorgenti (descritte da Plinio il Vecchio) i Romani fondarono il centro di Aquae Mattiacorum (sul fronte del Kuhaus/Palazzo delle Terme è riportato il nome di “Aquis Matthiacis”) dal nome di una locale tribù germanica.

Nell’820 è documentata come Wisibada (“bagno/sorgente tra i prati”), citata da Eginardo, il celebre biografo di Carlo Magno.

Nel 1170 il territorio venne assoggettato dai duchi di Nassau, e nel 1232 acquisì lo status di “Libera Città Imperiale”, provocando però l’opposizione del principe-vescovo di Magonza, che ne 1242 ne ordinò la distruzione.

Nel 1296 il re Adolf di Nassau fece costruire il monastero di Klarenthal e, nello stesso anno, la città fu occupata dalle truppe di Ludwig di Baviera, che devastò e saccheggiò anche il cenobio.

Durante la cosiddetta Guerra dei Contadini del 1525 (contro i privilegi e i soprusi della Chiesa cattolica) ci fu l’insurrezione dei cittadini di Wiesbaden che, sconfitti, persero tutti i privilegi precedentemente accordati. Riuscirono a riaverne nel 1566.

Con la nomina del pastore Wolf Denthener nel 1543 la città aderì formalmente alla Riforma luterana.

Nel 1609 venne iniziata la costruzione del “Vecchio Municipio”, unico edificio dell’epoca oggi superstite, date che tutti gli altri furono distrutti da due furiosi incendi: nel 1547 e il 1561.

Nel 1744 il castello di Briebich divenne la residenza dei Nassau, e nel 1806 la città di Wiesbaden divenne la capitale del Ducato di Nassau.

Nel XIX secolo si sviluppò l’economia legata alle fonti termali, e l’ascesa di Wiesbaden come capitale della cultura mondiale, che le fecero guadagnare il soprannome di “Nizza del Nord”, grazie anche al Kaiser Guglielmo II, che la scelse spesso come sede di villeggiatura.

Lo stemma della città è praticamente identico a quello del Regno di Francia e, secondo la tradizione, è stato concesso alla città da Carlo Magno, leggendario fondatore della città.

Il più antico sigillo cittadino risale al 1512 secolo e mostra il leone di Nassau al quale, nel 1350, vennero aggiunte tre rose, per distinguere le armi da quelle proprie dei conti di Nassau. Solo all’inizio del XVI secolo vennero sostituite dai noti “fleur-de-lys” e successivamente venne eliminato anche il leone (sulla facciata del municipio, risalente al 1610, compare con i soli gigli).

Nel 1898 venne adottato uno stemma completo del leone, sulla base degli antichi sigilli, ma il 3 maggio 1905 vennero formalmente adottate le armi nella forma attuale.

Si blasona: “D’azzurro a tre gigli d’oro” ossia “in Blau drei (Oben zwei, unten eine) goldene Lilien”.

Nota di Massimo Ghirardi
Profilo Araldico
“D’azzurro a tre gigli d’oro”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: azzurro
Oggetti dello stemma giglio

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

Torna su