Comune di Villemagne-l’Argentière (34)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Villemagne-l’Argentière (in occitano Vilamanha) è un comune francese situato nel dipartimento dell’Hérault nella regione dell’Occitania.

I suoi abitanti sono chiamati Villemagnois eVillemagnoises.

Il nome di Villemagne deriva dalla presenza di una villa gallo-romana nella valle della Mare. Il determinante deriva dalla presenza di miniere di piombo argentifero che fecero a lungo la fortuna dei monaci della locale abbazia e dei signori di Narbonne e Béziers.

Alla fine del VII secolo viene fondata un’abbazia da Clarinus Lubila, un monaco dell’ordine di San Benedetto di Montecassino. Il monastero, distrutto dai saraceni verrà ricostruito da Carlo Magno e si trovava nella diocesi di Béziers.

Nel concilio di Aix-la-Chapelle (Aachen), verso l’ 818, appare per la prima volta il nome di Villemagna tra i diciannove monasteri della Settimania che erano esentati dal portare doni e soldati e dovevano all’imperatore solamente le loro preghiere.

Nell’893, l’abbazia, che era posta sotto la protezione di san Martino, vi aggiunge quella di Saint-Majan le cui reliquie erano state rubate da due monaci di Villemagne presso l’abbazia di Lombez.

Nel X secolo, i signori di Narbonne regalano all’abbazia numerose reliquie. L’abbazia si trovana su uno dei numerosi rami per recarsi a Santiago di Compostela.

Nel 1156, Louis VII autorizza la costruzione attorno all’abbazia di fortificazioni e fossati. Questa autorizzazione è rinnovata nel 1212 da Filippo Augusto.

Nel XVI secolo, l’abbazia è saccheggiata e ridotta in rovina dalle truppe protestanti comandate da Claude de Narbonne, barone di Faugères.

Nel XVII secolo, l’abbazia è consegnata alla congregazione di Saint-Maur.

Nel 1793, l’abbazia e le sue dipendenze sono vendute come beni nazionali.

Dal 20 août 1989, il co une di Villemagne prende il nome di Villemagne-l’Argentière.

Lo stemma di Villemagne-l’Argentière si blasona: «D’azur à la ville fortifiée mouvant des flancs, sommée d’une croix et de deux girouettes, surmontée d’une fleur de lis, elle-même surmontée d’une mitre chargée d’une croisette d’or, le tout d’argent, la fleur de lis et la mitre accostées de deux crosses affrontées d’or, au pied fiché dans ladite ville posée sur une terrasse de gueules chargée d’un chemin d’argent. ».

In italiano: “Di azzurro alla città fortificata movente dai fianchi, cimata da una croce e due banderuole, sormontata da un giglio di Francia, esso stesso sormontato da una mitra caricata di una crocetta di oro, il tutto di argento, il giglio di Francia e la mitra accostata da due pastorali affrontati, di oro, con il piede piantato nella città posato su di una terrazza di rosso caricata di un sentiero di argento”.



Il Comune ha adottato come stemma quello che, nell’armoriale del D’Hozier, viene descritto come lo stemma del convento dei Benedettini stilizzandolo. La differenza sta soprattutto nella posizione dei pastorali che in palo, ma sono affrontati e posti in banda e sbarra. Inoltre, la croce che cima la torre è notevolmente ridotta. Infine, è presente un giglio di argento.



Lo stemma disegnato dal D’Hozier per la comunità era: “Di rosso, alla pergola scaccata di argento e di azzurro”.



Nota di Bruno Fracasso
Profilo Araldico
“Di azzurro alla città fortificata movente dai fianchi, cimata da una croce e due banderuole, sormontata da un giglio di Francia, esso stesso sormontato da una mitra caricata di una crocetta di oro, il tutto di argento, il giglio di Francia e la mitra accostata da due pastorali affrontati, di oro, con il piede piantato nella città posato su di una terrazza di rosso caricata di un sentiero di argento”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini


Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,