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Città di Vicenza (VI)

Informazioni

  • Codice Catastale: L840
  • Codice Istat:
  • CAP: 36100
  • Numero abitanti: 115927
  • Nome abitanti: vicentini
  • Altitudine: 39
  • Superficie: 39
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo scudo di rosso alla croce d’argento si differenzia da numerosi altri consimili per la corona patriziale, che lo Statuto definisce “veneta”: una particolare corona in tutto simile a quella ducale, ma priva delle perle come “bottone” dei fioroni; nonché per due medaglie d’oro al valor militare appese al nastro che tiene legati i due rami regolari decussati sotto lo scudo stesso. La croce argentea in campo rosso, tradizionalmente identifica le città fedeli all’imperatore, o “ghibelline”, mentre quelle di alleanza papale o “guelfe” avevano una croce rossa in campo argento (come la vicina Padova). Nota di Massimo Ghirardi Vicenza Città e capoluogo di provincia del Veneto, situata nella Pianura Padano-veneta fra le prime pendici dei monti Berici (a sud) e delle Prealpi (a ovest), è attraversata dal tortuoso fiume Bacchiglione e dal suo affluente Retrone. Insediamento paleoveneto, “Vicetia” ebbe cittadinanza romana nel 49 a.C. Occupata successivamente dagli eruli e poi dagli ostrogoti (489), nel 569 divenne ducato longobardo, quindi fu retta da conti franchi, e vide sorgere nei dintorni notevoli sedi benedettine (impegnate, fra l’altro, nella bonifica del territorio). Devastata dagli ungari nell’899, fu governata a partire dall’anno Mille da vescovi-conti, quindi nel XII secolo si costituì in libero comune e fu tra le città fondatrici della Lega veronese (1164) e della Lega lombarda (1164-1167). Travagliata da lotte interne, nel XIII secolo cadde tuttavia in signoria di Ezzelino III da Romano, quindi sotto il dominio dei padovani e, nel Trecento, degli Scaligeri veronesi e dei Visconti di Milano finché, nel 1404, si consegnò alla Repubblica di Venezia, condividendone da allora le sorti politiche. In Vicenza è chiaramente ravvisabile il piccolo centro storico di origini antiche e medievali, circondato da “contrà” che ricordano nel nome (ad esempio, “pedemuro San Biagio”) la cinta duecentesca, e affiancato dai vasti ampliamenti scaligeri e veneziani, le cui mura (a tratti sostituite dai corsi d’acqua) sono in limitata parte conservate entro i viali di circonvallazione. Intorno, l’abitato moderno si espande radialmente fino a raddoppiare la superficie cittadina. La città storica conserva parte degli edifici medievali e i monumenti rinascimentali del periodo veneziano (dopo il gotico tardo della prima metà del Quattrocento), la cui costruzione corrispose a un’età di fortune economiche dell’aristocrazia terriera. Dal 1537, infine, con l’inizio dell’attività architettonica di Andrea Palladio, padovano, il Rinascimento maturo donò alla città (e, con le ville, al suo territorio), gli edifici più notevoli. Fra i monumenti del Medioevo sono da citare: la basilica dei Santi Felice e Fortunato (del X-XII secolo), oltre le cerchie murarie, presso un monastero benedettino; le chiese di Santa Corona, domenicana, gotica del XIII secolo, con tele di Giovanni Bellini e di Paolo Veronese, e la coeva San Lorenzo, francescana; il Duomo, gotico del XIII-XVI secolo, con abside rinascimentale (nell’attiguo Palazzo vescovile, è rimarchevole la loggia Zeno, del 1485); e la casa Pigafetta, tardogotica su modello veneziano, dove nel 1480 nacque il navigatore. Nel centro, fra le piazze dei Signori, delle Biade, delle Erbe e la piazzetta Palladio, sorge l’opera maggiore del Palladio a Vicenza, la Basilica (1549-1617), il cui nome significava “luogo dove si amministra la giustizia”; essa chiude su tre lati il preesistente palazzo della Ragione, fasciandolo con una magnifica doppia fuga di portici e loggiati (sull’angolo nord svetta inoltre la torre di Piazza, alta ben 82 metri ma con solo 7 metri di base, del XII-XV secolo); sulla piazza delle Erbe s’affaccia anche la loggia del Capitaniato (1572), del Palladio, a “ordine gigante”. Dello stesso artista sono anche: il palazzo Chiericati, del 1551, il cui fronte si apre in profondi colonnati, sede del Museo civico, con la Pinacoteca ricca di opere di artisti veneti fino al XVIII secolo (tra questi, Paolo Veronese, Jacopo Bassano, Giovanni Battista Tiepolo, Giovanni Battista Piazzetta); il Teatro Olimpico, in legno, che si ispira ai teatri greci e romani, con scena ornata da statue; il palazzo Barbaran-Porto (del 1571), sulla contrà Porti, ove s’affacciano anche pregevoli palazzi tardogotici. Un’altra preziosa via centrale è il corso Palladio, ove sorge il palazzo Dal Toso-Franceschini-Da Schio detto “Ca’ d’oro”, terminato nel 1477, notevole esempio di gotico-veneziano, e il bel palazzo Trissino-Baston, eretto nel 1592 dal vicentino Vincenzo Scamozzi. Sulle prime ondulazioni dei monti Berici, a sud, si elevano invece la basilica di Monte Berico (costruita fra il 1687 e il 1703), che custodisce un grande dipinto del Veronese; la villa Valmarana, detta dei Nani per le statue disposte intorno al giardino, con i celebri affreschi di Giovanni Battista e Gian Domenico Tiepolo (1757); e la Rotonda (villa Almerico-Capra, 1567-1569), l’opera più famosa del Palladio, a pianta centrale, con quattro pronai ionici uguali e cupola. La città è il principale mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo e un importante centro industriale, attivo nei settori metalmeccanico, chimico, farmaceutico, tessile, dell’abbigliamento, grafico-editoriale, della carta, della pelletteria, della ceramica e dell’oreficeria. La provincia, che comprende 121 comuni ed è per circa un terzo pianeggiante e per il resto montuosa o collinare, è dedita all’agricoltura (cereali, viti, frutta, ortaggi), all’industria, con stabilimenti alimentari, tessili (particolarmente nota è la manifattura della lana), metalmeccanici e allo sfruttamento delle locali cave di marmo a Chiampo e di pietra tenera a Vicenza. Importante è anche il turismo, nei centri d’arte e nelle stazioni climatiche e sciistiche prealpine, in particolare dell’altopiano di Asiago. Comuni confinanti: Altavilla Vicentina, Arcugnano, Bolzano Vicentino, Caldogno, Costabissara, Creazzo, Dueville, Longare, Monteviale, Monticello Conte Otto, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo. E’ gemellata con Annecy (F) e con Pforzheim (D)
Profilo Araldico
“Di rosso alla croce d’argento. Corona patriziale veneta” Decreto del 7 dicembre 1939.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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