Vialfrè

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Comune di Vialfrè (TO)

Informazioni

  • Codice Catastale: L830
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 247
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Vialfrè è la denominazione attuale di questo centro nato come Gualfredus (o Vicus Alfredi) dal nome di uno dei primi feudatari, sul colmo di un colle morenico per il controllo della via per Macuniacum.

Alla metà del XIII secolo fu feudo dei Conti di San Martino.

Le genti di Vialfrè presero parte alla rivolta del “Tuchinaggio”, tra il 1386 e il 1391, una rivolta popolare del Canavese contro i soprusi dei feudatari locali, a seguito delle guerre che avevano stremato l’economia locale, alle quali seguì una grave carestia nel 1375, la peste nel 1385.

Durante le lotte per il predominio tra i conti di San Martino e quelli di Biandrate del XIV secolo la popolazione si rifugiò nella parte più alta del colle, erigendo mura di difesa che comprendevano ricetto e castello. Di quest’ultimo rimangono poche tracce.

Nel secolo XVII i conti Perrone successero ai San Martino, e dopo di loro altre famiglie fino ad arrivare al 1665 quando vennero eletti Tommaso Cauzono e Bartolomeo Baratono sindaci del Comune.

Lo stemma del Comune mostra un branco di tre lupi che simboleggia la rivolta libertaria popolare detta il Tuchinaggio, avvenuta nel XIV secolo in Canavese e a cui prese parte attivamente la popolazione di Vialfrè. “La scelta del lupo va ricercata nel suo carattere solidale al pari, come una certa storiografia risorgimentale vuole, di quello dei tuchini insorti contro i signorotti locali responsabili di soprusi sulla popolazione” (dal sito comunale.)

Le losanghe sono prese dall’emblema dei conti di San Martino e vogliono richiamare anche i cristalli geologici e rappresentano “… la collina dove, in posizione dominante, si trova l’abitato di Vialfrè. Tale aspetto ha maggior valore se si tiene conto che questa collina fa parte del grandioso complesso geologico quaternario di origine glaciale che è l’anfiteatro morenico d’Ivrea, di cui la Serra d’Ivrea ne è l’elemento più noto. In blu è simboleggiata quello che un tempo fu un lago ed ora la palude che si estende ai piedi della collina di Vialfrè”.

Lo stemma è così blasonato nel DPR del 25 marzo 1998: “Troncato semipartito: nel 1º, di azzurro, ai tre lupi in atto di camminare, passanti, posti uno, due, di nero, allumati di rosso; nel 2º, di azzurro, a nove rombi d’oro, tre, tre, tre, accollati e appuntati; nel 3º di rosso; con la fascia in filetto sulla troncatura, d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.

Il gonfalone è, invece, blasonato come un “Drappo di giallo…”.

Nota di Massimo Ghirardi

Profilo Araldico
“Troncato semipartito: nel 1º, di azzurro, ai tre lupi in atto di camminare, passanti, posti uno, due, di nero, allumati di rosso; nel 2º, di azzurro, a nove rombi d’oro, tre, tre, tre, accollati e appuntati; nel 3º di rosso; con la fascia in filetto sulla troncatura, d’oro. Ornamenti esteriori da Comune”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Reperito da: Giovanni Giovinazzo

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: troncato semipartito
Oggetti dello stemma lupo, rombo
Pezze onorevoli dello scudo: fascia, filetto, troncatura
Attributi araldici: accostato, allumato, appuntato, in atto di camminare, passante, posto 1-2, posto 3-3-3
Profilo Araldico
“Drappo di giallo…”
Gonfalone ridisegnato

Fonte: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: giallo
Profilo Araldico
“Drappo di bianco…”
bandiera ridisegnata

Disegnato da: Bruno Fracasso

bandiera Ufficiale
no bandiera
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 25/03/1998
    Guarda il decreto

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