Vevey

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Città di Vevey (VD)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Vevey è una città del Cantone del Vaud, posto sulla riva del lago Léman (Lemano), capoluogo del Distretto della Riviera-Pays d’Enhaut.

Sull’origine del nome sono state fatte diverse ipotesi:
  • Dal latino Bivis Vicus (“borgo posto all’incontro di due vie”) in riferimento alla strada romana che proveniva dal Colle del Gran San Bernardo, tra Lousonna (Losanna) e Aventicum (Avenches).
  • Dalla radice idronimia “-uiuis” (letteralmente: “doppio fiume”) in riferimento alle due sorgenti del Veveyse (della Châtel e della Fégire) che avrebbero originato il nome del fiume e secondariamente quello della città; oppure ai due fiumi Veveyse, Oyonne e/o Moneresse (quest’ultimo attualmente completamente coperto).
  • Dalla parola gallica “vevr” (“castoro”)
  • Dalla tribù celtica dei Biturigi Vivisqui.


La città ha comunque origine antichissima, risalente almeno al XX secolo a.C, in epoca augustea la strada del Gran San Bernardo all’altezza dell’attuale Vevey si biforcava: verso nord conduceva a Aventicum e a ovest verso Lugdunum (Lyon), in quel punto sorse prima un vicus, menzionato da Tolomeo come Ouikos, poi come Vibisco, nell’Itinerario Antonino, Vivisco nella Tabula Peutingeriana e Bibiscon nell’Anonimo Ravennate.

Abbandonata a seguito delle invasioni barbariche e delle alluvioni del lago venne ricostruita a partire dal VIII secolo, dato che l’arcivescovo Sigéric nomina Vivaec nel suo itinerario lungo la Via Francigena nel 990. Nel 1011 è documentata come Viviscum, nel 1163 come Vivois, Vives nel 1177, Vivex nel XII secolo e Viveis nel 1225.

Dal 1079 era stata però divisa in due parti: una appartenente al vescovo di Sion/Sitten e l’altra soggetta al capitolo della cattedrale di Lausanne/Losanna, poi al signore di Blonay.

Nel 1260 Pierre di Savoia divenne signore di Vevey, a detrimento della signoria dei Zähringen.

Il 26 febbraio 1536, a seguito all’invasione bernese del Vaud, i deputati di Vevey si portarono (con riluttanza) a Morges per fare atto di sottomissione nelle mani del generale Hans Franz Nägeli, da quel momento un balivo di nomina bernese venne ad installarsi a Vevey (inizialmente al castello di Chillon, già residenza dei Savoia).

Nel XIX secolo divenne un importante centro industriale e manifatturiero, vi venne fondata la Nestlé (da Heinrich Nestle, francesizzato in Henri Nestlé, che vi ha tutt’ora sede) che sviluppò la produzione di farine lattee e di cioccolato (grazie al latte condensato nel 1875 Daniel Peter ideò il cioccolato “al latte”, mentre il chimico Max Morgenthaler ideerà il caffè solubile Nescafé nel 1936).

Nel 1802 alcuni emigrati di Vevey nell’Indiana (USA) fondarono la città di Vevay.

Nel 1892 i quartieri di Arabie, Plan-Dessous, Plan-Dessus, Sous- Crêt, Faubourg-Saint-Antoine vennero ceduti a Vevey dal Comune di Corsier.

Città “franca” dal XIII secolo ebbe in quel periodo la sua bandiera, documentata dal 1395, i cui colori azzurro e oro sono all’origine anche dello stemma comunale, attestate dal XVI secolo come un semplice partito d’oro e d’azzurro, sul quale nel 1603 vennero aggiunte le due “V” intrecciate (il primo esempio noto è posto su una campana della chiesa di St. Martin. Per lungo tempo vennero usate indifferentemente l’una o l’altea versione, finché la secondo soppiantò definitivamente quella primitivo nel XVIII secolo.

Si blasona: “Parti d’or et d’azur à deux lettres V entrelacées de l’un à l’autre “ (“Partito d’oro e d’azzurro, a due lettere V intrecciate dell’uno all’altro”).

Jouffroy M. D’Eschavannes attribuisce a Vevey uno stemma differente: “De gueules à un pal d’argent, chargé d’un tronc d’arbre à six nœuds de sable, posé sur trois monticules de sinople” (“Di rosso al palo d’argento caricato da un tronco d’alnero a sei nodi di nero, posato su tre monticelli di verde”).



Nota di Massimo Ghirardi

Biblografia:

Dessemontet (Olivier), Armorial des Communes vaudoises, Lausanne,1972.
D’Eschavannes (Jouffroy M.). ARMORIAL UNIVERSEL precede d’un traité complet da la science du blason et suivi d’un d’un supplément. L. Curmer Editeur, Paris 1844, p.359.
Profilo Araldico
“Partito d’oro e d’azzurro, a due lettere V intrecciate dell’uno all’altro”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini


Colori dello scudo: azzurro, oro
Partizioni: partito
Oggetti dello stemma lettera
Attributi araldici: intrecciato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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