Tresivio

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Comune di Tresivio (SO)

Informazioni

  • Codice Catastale: L392
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2024
  • Altitudine: 503
  • Superficie: 503
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Tradizionalmente il nome del Comune di Tresivio deriva dal lombardo orientale “tresìf” che significa ‘greppia, mangiatoia’ a sua volta dal latino “præsepe” (‘greppia’). Nel 1016 è documentato come Trecive, ma già nel 1022 si trova la forma Tresivi. Attualmente la teoria più accreditata è quella che fa derivare il nome direttamente dal latino “tres viae” (‘tre vie’), dato che al centro del paese si incontravano le tre vie principali che collegavano le borgate. Il Vescovo-conte di Como, feudatario della Valtellina (ancora oggi inserita nella Diocesi lariana) era solito risiedere nel palazzo vescovile di Tresivio almeno per tre mesi all’anno. Durante la Signoria dei Visconti e degli Sforza (dal 1325 al 1500), Tresivio diventò capoluogo della Valle: era la sede del Tribunale Supremo della Valtellina e il Governatore ducale era tenuto ad andare a Tresivio per l’amministrazione corrente della giustizia. Nel Medioevo il territorio di Tresivio era diviso tra Tresivio Piano, corrispondente all’attuale territorio del comune di Piateda, e Tresivio Monte, di cui facevano parte Tresivio, Acqua, Paiosa e Boffetto. Il 30 agosto 1427 avvenne la scissione fra il Comune di Tresivio-Piano e Tresivio-Monte. Il 5 novembre 1473 la parte montana del comune di Tresivio veniva a formare un nuovo organismo indipendente chiamato “Monte dell’Acqua” o, più semplicemente, “Acqua”. Nel XVII secolo le due comunità vennero riunite, ma nuovamente separate nel1603, quindi riunite definitivamente nel 1867 in un’unica entità amministrativa. Lo stemma è in uso fin dal XVIII secolo, ne esiste localmente un esemplare dipinto ad olio di quell’epoca, ed è il risultato di aggiunte progressive ad uno originario: probabilmente (come propone Marco Foppoli) lo scudetto in punta con i tre tondi (il numero di 3 elementi lo candida ad essere il più antico emblema della comunità di TREsivio: in origine tre “mangiatoie” circolari) affiancato dallo scudo di Como (di rosso alla croce d’argento) ad indicare il lungo dominio della città lariana sulla Valtellina, della quale Tresivio era la sede amministrativa locale. Ma Foppoli propone anche una teoria affascinante: “-… la stessa forma circolare degli oggetti potrebbe avere anche una valenza “politica” nelle intricate faide di parte fortemente radicate nel Terziere di Mezzo. I tre cerchi dello stemma di Tresivio, borgo guelfo per eccellenza guidato dai locali domini loci i “guelfissimi” Beccaria, potrebbero essere l’antitesi simbolica dello stemma dei Quadrio, ghibellini signori “di fatto se non di diritto” dei confinanti borghi di Chiuro e Ponte, che ne loro stemma famigliare alzavano, per ovvie ragioni, tre quadrati-“. Le chiavi pontificie e la spada sono gli attributi agiografici di San Pietro e San Paolo, patroni del capoluogo, mentre l’aquila bicipite è l’emblema del Sacro Romano Impero (all’aquila primigenia, monocefala, l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo fece aggiungere una seconda testa come simbolo della suprema dignità imperiale e richiamo all’impero di Costantino (“un corpo unico con due capitali”). Indica l’alto patronato imperiale sul Comune, che sarà successivamente soggetto al Cantone dei Grigioni dal 1512, che ne determinerà la decadenza dal ruolo di capoluogo in favore di Sondrio (anche se il Vicario di valle avrà sede a Tresivio fino al 1540). Mentre, dopo la rivolta contro i Grigioni del 1620, il territorio sarà assegnato al Ducato di Milano (che passerà agli Asburgo come Regno Lombardo, unitamente a quello Veneto). Si blasona: “Interzato in fascia: nel PRIMO d’oro, all’aquila bicipite di nero armata e rostrata del primo e linguata di rosso, nel SECONDO d’argento, a due chiavi decussate, una d’argento l’altra d’oro, con gli ingegni addossati verso l’alto ed attraversate da una spada alta in palo d’argento dall’impugnatura d’oro attraversante il tratto dell’interzato; nel TERZO di rosso, allo scudetto confinante in capo e in punta d’oro, carico di tre tondi di nero forati d’argento, bordati dello stesso, posti 2, 1; lo scudetto accompagnato a lato da due croci piane d’argento”. Nella versione aulica lo scudo è racchiuso in un complesso cartoccio, sormontato da un cherubino e fiancheggiato da due mascheroni baffuti, con la legenda TRESIVII INSIGNIA (‘insegna, emblema di Tresivio’). Nota di Massimo Ghirardi Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997. Foppoli M. FLI STEMMI DEI COMUNI DI VALTELLINA E VALCHIAVENNA. Origini, storia, significato degli emblemi dei Comuni della Provincia di Sondrio. Alpinia, Bormio 1999.
Profilo Araldico
“Interzato in fascia: nel PRIMO d’oro, all’aquila bicipite di nero armata e rostrata del primo e linguata di rosso; nel SECONDO d’argento, a due chiavi decussate, una d’argento l’altra d’oro, con gli ingegni adossati verso l’alto ed attraversate da una spada alta in palo d’argento dall’impugnatura d’oro attraversante il tratto dell’interzato; nel TERZO di rosso, allo scudetto confinante in capo e in punta d’oro, carico di tre tondi di nero forati d’argento, bordati dello stesso, posti 2, 1; lo scudetto accompagnato a lato da due croci piene d’argento”
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Note Stemma

Versione di Marco Foppoli

Colori dello scudo: argento, oro, rosso
Partizioni: interzato in fascia
Profilo Araldico
“Drappo troncato di rosso e di bianco…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

2 commenti su “Tresivio”

  1. Giorgio Gianoncelli

    Non convince affatto la dissertazione sul nome di Tresivio, anche se in realtà è la “teoria più accreditata.” La colonizzazione di Tresivio non è Medioevale, è Preistorica. Il territorio tresiviasco è colonizzato da almeno sette secoli prima di Cristo e non è stato per niente sfiorato dai Latini-Romani, è stato occupato e organizzato da una Tribù Reto-Etrusca, guidata dal Capo colonna di nome TRESUS. Pertanto ritengo attendibile che il nome derivi da questo personaggio. Nel Medioevo agli storici latini è venuto poi facile dissertare e costruire la loro teoria. Teoria trasmessa di anno in anno copiando documenti senza approfondire la ricerca.

  2. Massimo Ghirardi

    Accogliamo l’interessante integrazione. Sarebbe importante sapere se l’ipotesi si basa su fonti documentarie certe, perché allo stato rimane una delle teorie proposte (riprese dalle opere pubblicate e dallo stesso Comune). Grazie per la collaborazione

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