Comune di Trentinara (SA)

Informazioni

  • Codice Catastale: L377
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 1724
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Secondo la tradizione il paese di Trentinara, che si trova nel Cilento incastonato sulla sommità della rupe Cantenna a 606 m s.l.m, venne fondato da trenta soldati a guardia dell’acquedotto del Monte Vesole, utilizzato per dissetarsi e coltivare le celebri rose di Paestum, del qual ancora oggi si conservano i ruderi, retribuiti con “tre denari”; queste leggendarie “guardie trentennarie”  vi si stabilirono dandole il nome. Probabilmente il numerale trenta è effettivamente legato all’origine del toponimo, ma in riferimento a misure terriere. Secondo un’altra leggenda vi trovò la morte il gladiatore Spartaco, condottiero della terza guerra servile nel 76 a.C. Le prime testimonianze umane del suo territorio sono del II millennio a.C. ma la sua fondazione risale intorno all’800, periodo dello scorrerie saracene che provocarono lo spopolamento di Paestum e la fuga degli abitanti verso le località collinari come Trentinara; la prima attestazione documentaria è del 1092 quando alcune pievi locali venero donate da Gregorio di Capaccio e dalla moglie alla chiesa di San Nicola di Capaccio; nel 1034 rientrava comunque nei domini di Pandolfo conte di Capaccio e il figlio Gregorio l’ebbe in signoria; il feudo rimase indipendente e nelle mani dei discendenti di quest’ultimo fino alla metà del XII secolo, passò poi a Bernardino Rota (1508-1575) barone di Giungano e nel XV secolo il feudo appartenne prima ai Del Giudice e poi ai Sanseverino per pervenire poi ai De Angelis (fine ‘600) che lo tennero fino all’eversione della feudalità (1806). Il 12 luglio 1848 vi si svolse la battaglia della durata di tre ore che segnò l’epilogo dei moti cilentani. Dal 1811 al 1860 fece parte del Circondario di Capaccio, Distretto di Campagna, nel Regno delle Due Sicilie.   Lo Statuto comunale descrive, approssimativamente, lo stemma come: « … uno scudo di colore celeste su cui sono raffigurati tre torri. Quella centrale è di dimensioni più grande rispetto alle altre; al disotto delle torri vi è una piramide chiusa dello stesso colore e fattura delle torri», in termini araldici sarebbe più corretto: d’azzurro, a tre torri d’oro aperte murate e finestrate di nero, la centrale più grande, male ordinate e accompagnate in punta da una piramide del secondo e murata del terzo; lo stemma si configura come “parlante” giocando sul numero tre (le torri, i tre lati della piramide). Il gonfalone civico consiste in un drappo di azzurro, di forma rettangolare e terminante a punta.   Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo Sitografia  
Profilo Araldico
“D’azzurro, a tre torri d’oro aperte murate e finestrate di nero, la centrale più grande, male ordinate e accompagnate in punta da una piramide del secondo e murata del terzo”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
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Colori dello scudo: azzurro
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…” Il comune utilizza nel gonfalone uno stemma con la corona da città pur non avendo mai posseduto questo titolo ufficialmente. Anche le scritte e i bordi del gonfalone originale sono dorati. Nella nostra rappresentazione abbiamo preferito riportarlo così come dovrebbe essere.
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini


Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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