Todi

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Città di Todi (PG)

Informazioni

  • Codice Catastale: L188
  • Codice Istat:
  • CAP: 6059
  • Numero abitanti: 17399
  • Nome abitanti: tudertini o tuderti o todini
  • Altitudine: 400
  • Superficie: 400
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 44.7
  • Distanza capoluogo: 44.7

Storia dello stemma e del comune

Il primo insediamento fu creato dalle popolazioni umbre tra VIII e il VII secolo a.C. e venne chiamato Tutere, cioè città di confine fra il territorio etrusco e quello umbro come viene confermato da Plinio nella sua Naturalis Historia.

In seguito, nel IV secolo a.C., la città venne conquistata dai Romani e, dopo il periodo repubblicano, venne elevata al rango di municipium.

Dopo i Romani, trascorso il periodo barbarico, Todi si espanse e, nel XII secolo, il territorio comunale, si estese a Sud sino al castello di Alviano, a Nord fino al Piano dell’Ammeto presso Marsciano, ad Oriente sino alla cresta dei Monti Martani e ad Occidente fino alle Gole del Forello sul Tevere.

Nel 1230 nacque a in questa città Jacopone da Todi, illustre personaggio che dedicò la sua vita alla poesia e che polemizzò fortemente contro papa Bonifacio VIII e la sua corte corrotta.

Nel 1244 vennero rinforzate le mura della città e, ancora oggi, si possono ammirare in tutta la loro possanza. La decadenza del borgo arrivò con la perdita dell’autonomia in favore dello Stato della Chiesa nel 1367 e anche la popolazione diminuì sensibilmente a causa delle pestilenze che afflissero l’Italia dal 1348 al 1527.

Tra il 1566 e il 1606, grazie al vescovo Angelo Cesi, Todi visse il periodo di massimo splendore e si abbellì di bei palazzi che, ancor oggi, caratterizzano la struttura urbanistica della città.

Con la riforma degli Stati Romani del 1809, Todi, venne messa a capo di un vasto Circondario che comprendeva Amelia, Orvieto, Acquapendente, Ficulle e Marsciano.

Durante la Restaurazione e fino all’Unità d’Italia, Todi, ebbe un ruolo importante nelle vicende che portarono l’Italia alla liberazione.

Dopo il passaggio di Garibaldi sino alla Terza Guerra d’Indipendenza, molti todini indossarono la camicia rossa e combatterono per l’Unità d’Italia.



Tratto dal sito cultura-italiana.it
  • Altre informazioni:

    Il Palazzo dei Priori è sede del Comune

Profilo Araldico
“Di rosso, all’aquila di argento col volo abbassato, le ali caricate da due aquilotti di nero, entrambi con la testa a destra, essa aquila coronata con corona all’antica di argento di cinque punte visibili, afferrante con gli artigli il bastone scorciato, posto in fascia, di nero, col drappo di argento panneggiato sul bastone, convesso verso la punta, con le estremità ricadenti in palo, bastone e drappo attraversanti la coda dell’aquila. Ornamenti esteriori da Città.”
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Luca Cardaio

Reperito da: Davide Papalini

Stemma Ufficiale
Altre Immagini



Profilo Araldico
“Drappo interzato in palo, il primo e il terzo di rosso, il secondo di bianco, riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dallo stesso comunale con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’oro”.
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: interzato in palo

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 19/09/1994

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 19/09/1994

2 commenti su “Todi”

  1. Lo stemma di Todi non è quello ufficiale. Il nostro comune può fregiarsi, con decreto presidenziale, dell’appellativo di Città di Todi, con simbolo ufficiale e depositato. Lo si riconosce dallo scudo sannitico.

    1. Bruno Fracasso

      In effetti lo stemma che noi pubblichiamo è una nostra rivisitazione. Poiché si tratta di una rivisitazione datata mi sono reso conto che conteneva alcuni errori. Al di là dello scudo che opportunamente è diventato sannitico, avevamo utilizzato una corona nobiliare invece di una corona all’antica argento, uno dei due aquilotti aveva la testa volta a sinistra invece che a destra. Ho provveduto a ridisegnare lo stemma e il gonfalone tenendo conto di queste modifiche. Ovviamente la ringraziamo per l’opportuna indicazione.
      Accanto al nostro stemma, nella pagina principale http://www.araldicacivica.it/stemmi/comune/todi/ troverà anche lo stemma ufficiale del Comune che mettiamo sempre accanto al nostro. Naturalmente il nostro è interpretato dal nostro disegnatore dato che uno stemma non ha nulla a che vedere con un logo.

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