Sermide e Felonica

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Comune di Sermide e Felonica (MN)

Informazioni

Storia dello stemma e del comune

Il 1° marzo 2017 è stato istituito il Comune di Sermide e Felonica, unendo il territorio di quest’ultimo a quello di Sermide (sede del municipio).


Sermide

Secondo la tradizione il toponimo di SERMIDE deriva dalla popolazione dei Sàrmati, popolo nomade proveniente dall’Europa orientale, reclutati dagli ultimi imperatori romani e dai re longobardi per presidiare le zone lungo il corso del Po (analogo caso in Sarmato, presso Piacenza) alcuni documenti riportano che i Sarmati, al seguito del re longobardo Alboino si stanziarono nella zona dopo la metà del VI secolo d.C.

Nel 749 è citato come dipendenza dell’abbazia benedettina di San Silvestro di Nonantola.

Feudo imperiale concesso al vescovo-conte di Mantova nel 972, viene assegnato, insieme al territorio mantovano, prima ai Canossa e poi, dal XIII secolo, ai Bonacolsi (che concedono i primi Statuti alla Curia di Sermide). Acquisito da Luigi Gonzaga, ai quali il vescovo Bonfatti cede il feudo di Sermide nel 1331, diviene punto avanzato del territorio dell’Oltrepò Mantovano Gonzaghesco contro gli Estensi di Ferrara, stanziati sull’opposta sponda del fiume; per questo viene costruito dai signori di Mantova un castello, del quale rimane la sola torre molto rimaneggiata a fianco dell’attuale palazzo municipale.

Nel 1802 la città di Mantova e il suo territorio vengono aggregati alla Repubblica Italiana, già Repubblica Cisalpina dal luglio del 1797, con la denominazione di Dipartimento del Mincio. Viene quindi creata la Mairie di Sermide.

A seguito degli accordi stipulati al Congresso di Vienna (1914-15) il Mantovano diventa una delle province del nuovo Regno Lombardo-Veneto che entra a far parte dell’Impero Austro-Ungarico.

Con la “Terza Guerra d’Indipendenza” del 1866 il Mantovano, il Veneto e il Friuli passano al Regno d’Italia. L’esercito italiano entra in Sermide il 24 giugno; il 20 di settembre, la popolazione vota l’annessione al Regno d’Italia.

Con Regio Decreto n. 194, del 23 maggio 1898, emesso a Monza, il re Umberto I “in ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza negli episodi militari del 1848” concede a Sermide la medaglia d’oro al valor militare e la eleva al rango di città.

Al XVIII secolo risale invece lo stemma che raffigura due serpi intrecciate, ritte sull’erba, con il motto latino Latet hic anguis in herba (“Qui, nell’erba, si nasconde la serpe” ripresa da Virgilio “Bucoliche” 3, 93).); le serpi sono state scelte perché “assonanti” con il nome del paese e per il rimando simbolico “alle condizioni paludose e alle vegetazioni delle terre umide che hanno caratterizzato per secoli il territorio sermidese” (Giovanni Freddi “Sermide”, 1998); esse sono rappresentate “amoreggianti” e non è chiaro se per un motivo simbolico preciso; la figura richiama anche le serpi del caduceo di Mercurio (simbolo del commercio) e di Esculapio (che, però, ne ha solo una) simbolo della sapienza medica, significati che potrebbero aver giocato un ruolo nella scelta di questa figura.


Felonica

È l’antica Fenonica, come documentato nel 1053 in un atto riguardante la locale abbazia benedettina di Santa Maria Assunta (risalente al IX secolo), poi mutato in Fullonicae nel 1057, derivato dal latino ‘(ars) fullonica’ (cioè: ‘gualcheria’, da ‘fullo’: ‘lavaggio dei panni’, legato alla produzione di tessuti di lana1).

La tradizione locale però, riportata anche da alcuni autori, vuole che il toponimo derivi da “fulica”, ovverossia la “folaga”, noto uccello palustre, dal quale il dialettale Flònga.

Lo stemma “di rosso, all’aquila d’argento al volo abbassato” era lo stemma della comunità, secondo una diffusa opinione si tratterebbe di proprio di una “folaga”, ma non abbiamo trovato nessun riscontro di questa identificazione. Per altro la folaga (Fulica atra, famiglia dei ralli) non ha affatto le “sembianze” del volatile dello stemma, in natura si tratta di un uccello dal piumaggio nero con una piccola protuberanza bianca sulla fronte.

È più probabile una derivazione dall’aquila presente nello stemma Gonzaga, come per altri consimili nella zona. Nello stemma del nuovo Comune, in ogni caso, Felonica è rappresentata da un’aquila d’argento al volo abbassato.

(1): gli opifici prendono nome dalla gualcherìa o fullone, macchina tessile un tempo utilizzata per rendere più duri e sodi i tessuti di lana battendoli e pressandoli.


Nota di Massimo Ghirardi
Si ringrazia Alessandro Neri per la gentile collaborazione

Bibliografia:

AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997. p. 316.
Profilo Araldico
“Trinciato dalla banda diminuita e ondata di argento: nel PRIMO, troncato di cielo e di verde, ai due serpenti d’oro, allumati e linguati di rosso, affrontati, ondeggianti in palo, cona le code doppiamente decussate e attraversanti; nel SECONDO, di rosso, all’aquila dal volo abbassato di argento. Ornamenti esteriori da Comune”.

D.P.R. 11 settembre 2017
Stemma ridisegnato

Reperito da: Giancarlo Scarpitta

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Dipartimento di Araldica Pubblica

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: azzurro, rosso
Partizioni: bandato
Oggetti dello stemma aquila, serpente
Pezze onorevoli dello scudo: fascia
Attributi araldici: ondato
Profilo Araldico
“Drappo di bianco con la bordatura di rosso…”
Gonfalone ridisegnato

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: bianco, rosso
Partizioni del gonfalone: bordato

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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