Rufina

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Comune di Rufina (FI)

Informazioni

  • Codice Catastale: H635
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 7461
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

L’abitato di Rùfina, posto nella bassa Valdisieve a metà strada fra Pontassieve e Dicomano, prende nome dal torrente che lo attraversa. L’idronimo è di origine etrusca, individuabile anche dal caratteristico accento sdrucciolo.

Nel corso nel Medioevo insistevano nel territorio alcuni piccoli feudi (Rufina, Monte Bonello, Agna, Petrognano, Turicchi, Castiglioni) sui quali ebbero signoria i vescovi di Fiesole, rimasti in essere col beneplacito della Signoria di Firenze. Da uno di questi, il vescovo in carica portava il titolo di conte di Turicchi. Tali privilegi feudali vennero a cessare con le riforme promosse dal granduca Pietro Lepoldo nel 1774.

A parte queste piccole enclavi, Rufina e il suo territorio furono comprese nella Lega di Diacceto (dal XVIII secolo denominata Comunità di Pelago), sotto la giurisdizione civile del podestà di Pontassieve.

Il 2 dicembre 1915 le frazioni di Rufina e Contea vennero distaccate dal Comune di Pelago – territorio del quale fin lì avevano fatto parte – ed erette in Comune autonomo, con capoluogo a Rufina.

Nonostante la storia recente, lo stemma comunale ha avuto quattro diverse conformazioni e due concessioni ministeriali nell’arco di un secolo. Un caso probabilmente unico nel pur vasto panorama dell’araldica civica italiana.

Il primo stemma, concesso con Regio Decreto del 13 ottobre 1927, in piena epoca fascista, mostrava figure coerenti con lo spirito di regime:

Partito: al 1º d’azzurro, all’aquila dal volo abbassato, posta su di un fascio littorio orizzontale, il tutto d’argento; nel 2º d’oro a due tralci di vite fruttati di quattro, al naturale, decussati e ridecussati con una stella [a sei punte] d’argento, in alto sulla partizione.

Tale stemma venne modificato una prima volta dopo la caduta del regime, togliendo il fascio littorio dalla prima partizione. La vite fruttifera in campo d’oro nella seconda partizione, rifermento ai pregiati vini prodotti in loco, non subì invece variazioni nel corso degli anni, se non nei particolari del disegno.

Verso la fine degli anni Cinquanta la figura dell’aquila venne sostituita da tre generiche spighe di grano d’oro, legate d’argento, fermo restando il colore azzurro della prima partizione. Anche la stella, da bianca a sei punte venne mutata in una rossa a cinque punte, dettaglio nel quale si individuano motivazioni ideologiche.

Nel corso degli anni Ottanta il Comune avviò le pratiche per il riconoscimento del nuovo stemma, ormai troppo diverso da quello concesso nel 1927. In questa occasione si risolse di mutare ancora una volta la prima partizione, troppo generica, assumendo come riferimento storico lo stemma della Contea di Turicchi.

Lo stemma attualmente in uso, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica in data 4 giugno 1987, si blasona:

Partito: nel primo di rosso a due chiavi d’oro affiancate, poste in palo con gli ingegni all’ingiù, volti verso i fianchi dello scudo con le impugnature legate con laccio d’oro formante un cerchio nel quale è racchiusa la lettera “T” dello stesso; nel secondo d’oro a due tralci di vite fruttati di quattro, di azzurro decussati e ridecussati.

Il gonfalone presenta un drappo d’azzurro.



Note a cura di Michele Turchi

Bibliografia:

– Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, Firenze, presso l’Autore ed Editore, 1833-1846, IV, pp. 841-842.
– Gian Piero Pagnini, Stemmi e gonfaloni della Toscana, in La Toscana e i suoi Comuni. Storia territorio popolazione e gonfaloni delle libere Comunità Toscane, Firenze, Regione Toscana, 1985, p. 382.
– Laura Cofacci (a cura di), Turicchi e i suoi statuti, Firenze, Pagnini, 1989, tavv. 2, 3, 4.
– Saverio Bocelli (a cura di), La vite e il vino nell’araldica civica italiana, Firenze, Pagnini, 1995, p. 80.
Profilo Araldico
“Partito: nel primo di rosso a due chiavi d’oro affiancate, poste in palo con gli ingegni all’ingiù, volti verso i fianchi dello scudo con le impugnature legate con laccio d’oro formante un cerchio nel quale è racchiusa la lettera T dello stesso; nel secondo d’oro a due tralci di vite fruttati di quattro, di azzurro decussati e ridecussati”.
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Michele Turchi

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Colori dello scudo: oro, rosso
Partizioni: partito
Profilo Araldico
“Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d’argento”.
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Reperito da: www.radicedidue.com/Toscana

Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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Colori del gonfalone: azzurro

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) di concessione – 04/06/1987

  • Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) n. 3070 di concessione – 04/06/1977

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