Rovigo

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Città di Rovigo (RO)

Informazioni

  • Codice Catastale: H620
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 52793
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
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Storia dello stemma e del comune

Capoluogo del Polesine, nel Veneto meridionale (che storicamente comprende tutta la provincia di Rovigo nonché Cavarzere, in provincia di Venezia), il cui coronimo “Polesine” si confronta con il veneto “polésin” : depositi di melma che finiscono per emergere dall’acqua in forma di isolotti, o cumuli di sabbia e ghiaja (in veronese “polòn”, altrove detti anche “mezzani”) abbondanti lungo il corso dei fiumi e che si ricoprono di vegetazione, derivati dal latino “pullus” (pollone, germoglio, ma anche “terreno molle”) nel senso di “generato” dal fiume. Rovigo nasce come fondo agricolo di proprietà di un oscuro longobardo probabilmente di nome Hrod, latinizzato in Rodicus. Anche se Ludovico Ariosto ne dà un’origine più nobile: dal greco “rodon” (rosa) “…la terra, il cui produr rose le diè piacevol nome in greche voci” “Orlando Furioso” III,41 L’8 maggio 838 compare come “Villa” RODICO in una sentenza favorevole all’arcivescovo di Ravenna al quale è soggetta, come importante nodo viario tra Ferrara e Monselice. Nel 920 papa Giovanni X la nomina come feudo del vescovo Paolo di Adria e gli concede facoltà di edificare il castello (terminato nel 954): il quale passerà successivamente ai Donà, poi ai Grimani. Oggi le due torri rimanenti del castello sono considerate il simbolo della città. Il vescovo Benedetto nel 1054 chiede l’intervento dell’imperatore Enrico III di Franconia contro gli Estensi che vogliono impossessarsi della Regione. Ma Alberto Atto d’Este ne otterrà l’investitura (come feudatario del vescovo) da Enrico IV nel 1077 assieme alle terre dell’abbazia della Vangadizza (Badia Polesine). Nel 1191 Enrico VI assegna tutto il territorio del Polesine a Obizzo d’Este. Nel capoluogo Rovigo risiede un “visconte” in rappresentanza del marchese di Ferrara, che presiede un Consiglio formato da 50 membri della nobiltà cittadina, il quale a sua volta elegge due Consoli (suprema magistratura amministrativa della città). La città è divisa in due contrade dal canale Adigetto (interrato nel 1930 e sul quale è oggi Corso del Popolo): il quartiere più antico e “nobile” intorno alla chiesa (poi cattedrale) di Santo Stefano e quello “popolare” di Santa Giustina, racchiusi dalle mura edificate per volere del vescovo di Adria Florio nel 1138. Nel 1310 Francesco d’Este è costretto a cedere Rovigo ai Carraresi di Padova, che però la perderanno in una guerra conclusasi il 10 gennaio 1354. Intanto nel 1343 inizia la costruzione del nuovo Palazzo Vescovile, e si avviano i contrasti con Adria per la sede episcopale (nel XVII secolo verranno erette due Diocesi, nel 1774 le due città verranno dichiarate con-cattedrali da Venezia, ma l’anno successivo saranno nuovamente divise. Solo in tempi recenti è stata ripristinata la Diocesi di Rovigo-Adria). La città è contesa in seguito tra Carraresi, Estensi e Venezia, dal 1405 rimarrà con tutto il Polesine sotto il dominio della Serenissima, ma nel 1438 Venezia restituirà tutto a Nicolò III d’Este per scongiurare l’alleanza di quest’ultimo con i Visconti e i Gonzaga, in guerra contro la Repubblica. Nel 1482 la cosiddetta “Guerra di Ferrara” consentirà a Venezia di riappropriarsi del Polesine. Nel 1509 Alfonso d’Este prova a rimpossessarsene senza esito: dal 1515 la supremazia di Venezia su tutto il territorio è definitiva. La città ha garantita dal Governo della Serenissima una certa autonomia, derivata dagli antichi Statuti Estensi. Venezia nomina un suo rappresentante, con carica annuale, con il beneplacito del Maggior Consiglio rodigino: all’inizio ha titolo di Capitano Generale del Polesine, poi di Podestà e Provveditore Generale della Repubblica. Nel 1519 viene eretta la colonna in pietra d’Istria nella Piazza dei Signori, al termine dei lavori di pavimentazione del 1506. L’11 maggio 1797 il generale Giovan Battista Rusca occupa Rovigo alla testa delle armate francesi. Col trattato di Campoformio dello stesso anno però con il Polesine è assegnata all’Austria. Dal 1801 al 1813 è nuovamente sotto la dominazione francese, conquistata dal generale Kellerman viene eretta in Dipartimento del Basso Po. Dal 1813 ritorna al Regno Lombardo-Veneto asburgico. L’8 luglio 1866 il generale Enrico Cialdini attraversa il Po al comando del IV corpo d’Armata del Regio Esercito Italiano; il 10 luglio occupa la città e il 25 dello stesso mese il re Vittorio Emanuele II vi può entrare trionfalmente. In quell’occasione gli viene dedicata la Piazza. Lo stemma partito della città è attestato da tempo e presenta: a destra (in Araldica corrispondente alla sinistra di chi guarda) tre torri, tradizionale e diffuso emblema polesano, sormontati dal leone di San Marco (che nelle più recenti figurazioni ha perso il libro dei Vangeli e il nimbo) passante, cioè “camminante” sul colmo delle torri; mentre sulla sinistra il campo è “troncato” (cioè diviso orizzontalmente in due parti equivalenti) d’argento e di verde che, popolarmente, vorrebbero rappresentare la fertile pianura della regione; alcuni, ironicamente, leggono nel campo argenteo (rappresentato convenzionalmente in bianco) la temibile nebbia polesana! Note di Massimo Ghirardi Si ringrazia Giannandrea Andreoli per la preziosa collaborazione [per il termine “Polesine” cfr. con Polesine Parmense (PR) e Polesella (RO), per altre informazioni vedi anche Adria (RO), Badia Polesine (RO)]
Profilo Araldico
“Partito: al primo d’azzurro al muro al naturale aperto e finestrato di due feritoie da sparo di nero e turrito di tre pezzi finestrati dello stesso, sormontati da un leone di San Marco, privo di nimbo, passante d’argento; al secondo troncato d’argento e di verde”. Decreto del Capo del Governo in data 7 ottobre 1938 – XVI, trascritto nei registri della Consulta Araldica il successivo 10 ottobre 1938 – XVI
Stemma ridisegnato
Stemma Ufficiale
no stemma
Altre Immagini
Profilo Araldico
“Drappo fasciato di azzurro, di bianco e di verde…” D.P.R. n° 903 del 18 gennaio 1988 Gonfalone ridisegnato da Pasquale Fiumanò
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
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Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

  • Decreto del Capo del Governo (DCG) di riconoscimento – 07/10/1938

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