Re

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Comune di Re (VB)

Informazioni

  • Codice Catastale: H203
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 765
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Re è un Comune  della Val Vigezzo, prossimo al confine con la Svizzera, noto per il suo Santuario dedicato alla Madonna del Sangue.

L’Attuale Circoscrizione territoriale del Comune è formata dall’unione dei territori dei precedenti Comuni di Re, attuale capoluogo, Folsogno, Dissimo, Olgia nel 1928, a questi era stato aggiunto inizialmente anche quello di Villette, che nel 1957 riottenne l’autonomia.

Secondo la tradizione l’immagine della Madonna (detta “del Latte” perché rappresentata nell’atto di allattare il Bambino) dipinta sulla facciata dell’antica chiesa parrocchiale di San Maurizio venne colpita con una sassata da Giovanni Zucono (poi detto “Zuccone”) nel 1494, in uno scatto d’ira per aver perduto al gioco delle piodelle; dall’immagine sarebbe sgorgato sangue per venti giorni.

A seguito dell’evento prodigioso venne eretto un primo santuario nel 1627, per iniziativa del vescovo di Novara Carlo Bascapé.

Dopo ulteriori numerosi prodigi dovuti all’intercessione della Vergine,  il vescovo di Novara decise di erigere un santuario di più vaste dimensioni e in stile neo-bizantino con il locale granito grigio (su disegno dell’arch. Edoardo Collamarini di Bologna), i lavori per il quale iniziarono nel 1922 e terminarono ufficialmente il 5 agosto 1958, giorno dell’inaugurazione, durante la quale il papa Pio XII concesse la dignità di Basilica Minore.

L’antica immagine, ritenuta  miracolosa della Madonna, è oggi conservata sull’altare maggiore del nuovo santuario che interseca l’antica chiesa, inglobata nella monumentale costruzione.

Lo stemma del Comune presenta, nel capo, la facciata della antica chiesa di San Maurizio, con due leoni a guardia a lato e, nel campo, lo storico “palato” della Val Vigezzo.

È stato concesso con DPR del 22 settembre 1992, e si blasona: “troncato: nel primo di verde, alla chiesa di San Maurizio, doro, di fronte, fondata sulla linea di partizione, sostenuta da due leoni controrampanti, d’oro, con entrambi le zampe anteriori poggianti sui fianchi della Chiesa, il leone posto a destra poggiante la zampa posteriore destra sulla linea di partizione, il leone posto a sinistra poggiante la zampa posteriore sinistra sulla detta linea; nel secondo, palato di rosso e di azzurro. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di rosso, il motto, in lettere maiuscole d’oro, ET REGE EOS”.

Il gonfalone: “drappo di giallo…” è stato concesso contestualmente con lo stesso D.P.R. 22 settembre 1992.


(1): Il gioco della piodella consisteva nel mettere una moneta, da parte di ogni giocatore, sopra un bussolotto di legno o di sasso chiamato “mago”. Il vincitore era colui che, colpendo il mago con la piodella, cioè con un sasso piatto e rotondeggiante, riusciva a spargere le monete intorno ed appropriandosi di quelle più vicine alla piodella.



Nota di Massimo Ghirardi e Giovanni Giovinazzo

Si ringrazia Maurizio Salmoiraghi per la gentile collaborazione
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: azzurro, rosso, verde
Partizioni: troncato
Oggetti dello stemma chiesa, leone, lettera, lista, scudo, zampa
Pezze onorevoli dello scudo: linea di partizione
Attributi araldici: anteriore, bifido, controrampante, di fronte, fondato, maiuscola, palato, poggiante, posteriore destra, posteriore sinistra, posto a sinistra, sostenuto, svolazzante
Profilo Araldico
“Drappo di giallo…”
Gonfalone ridisegnato

Disegnato da: Bruno Fracasso

Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori del gonfalone: giallo

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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