Città di Predappio (FC)

Informazioni

  • Codice Catastale: H017
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 6545
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Al Comune di “Predappio Nuova” (creato nel 1925 dall’unione dei due precedenti centri di Predappio – divenuto Predappio Vecchia e dal 1936 Predappio Alta – e Fiumana), poi dal 1936 solo Predappio, venne concesso ufficialmente un primo stemma con regio decreto del 4 settembre 1927 e regie lettere patenti del 15 dicembre 1927, questo stemma riuniva il “fascio” simbolo del regime (Predappio è il luogo di nascita del fondatore del fascismo Benito Mussolini) con gli emblemi precedentemente usati da Fiumana e da Predappio: «partito semitroncato: nel 1º di rosso, al fascio littorio d’oro; nel 2º d’azzurro, al castello al naturale, merlato alla ghibellina, torricellato di tre pezzi, murato, aperto e finestrato di nero, terrazzato di verde (Predappio); nel 3º d’azzurro, alla torre al naturale, merlata alla ghibellina, aperta e murata di nero, terrazzata di verde (Fiumana)».

La prima attestazione dello stemma di Predappio “vecchio” è del 1851: «1 castello, cimato da tre torricelle merlate alla ghibellina, con muratura e porta chiusa tutto al naturale», dello stesso anno è quella di Fiumana: «1 torre d’argento, con tre merli alla ghibellina, muratura, finestra e porta aperte nere» , in entrambi i casi non si hanno notizie certe sull’origine di queste armi; in ogni caso in ambedue i centri sono esistiti delle rocche, il castello di Fiumana è ora scomparso mentre quello di Predappio è tuttora in buone condizioni. L’unione dei due stemmi ebbe l’avallo ufficiale di Mussolini mentre l’inserimento del fascio, posto nella posizione araldicamente più prestigiosa, fu dovuto all’iniziativa del locale consiglio comunale.

Caduto il regime fascista e conclusasi la seconda guerra mondiale si rese necessario modificare, su istanza del Comune, lo stemma civico; fu quindi proposto di sostituire al simbolo del passato regime l’uva, pregiato prodotto locale coltivato maggiormente nella varietà Sangiovese (di cui si tiene anche un’importante festa). L’uva però non poteva, se “al naturale”, campeggiare su un campo di “colore” (di rosso) com’è nel caso dello stemma del 1927, il campo divenne quindi di metallo (d’argento), e ciò per le regole che governano l’araldica.

 Nota di Giovanni Giovinazzo

 1 Giuseppe Plessi, Gli stemmi delle quattro Legazioni, p. 450, Arnoldo Forni Editore Bologna 2010 (estratto da Atti e Memorie della Deputazione di Storia Patria per le Provincie di Romagna, nuova serie, vol. XVII-XIX, 1969)

2 Plessi, op. cit., p. 448

3 Giovanna Arcangeli, La banca dati dei fascicoli araldici dei Comuni dell’Archivio dell’Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio dei Ministri in Généalogie & Héraldique. Actes du 24e Congrès International des Sciences Généalogique & Héraldique, p. 40, vol. Héraldique, Besançon 2000

4 La vite e il vino nell’araldica civica italiana, a cura di Saverio Bocelli, pp. 74-75, Giampiero Pagnini editore, Firenze 1995

5 Arcangeli, op. cit., p. 40

Profilo Araldico
“Partito semitroncato: nel 1º di argento, al grappolo d’uva; nel 2º d’azzurro, al castello al naturale, merlato alla ghibellina, torricellato di tre pezzi, murato, aperto e finestrato di nero, terrazzato di verde; nel 3º d’azzurro, alla torre al naturale, merlata alla ghibellina, aperto e murata di nero, terrazzata di verde. Ornamenti esteriori di città”
Stemma ridisegnato

Stemma Ufficiale
Altre Immagini


Colori dello scudo: argento, azzurro
Partizioni: partito semitroncato
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
Altre Immagini
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