Portocannone

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Comune di Portocannone (CB)

Informazioni

  • Codice Catastale: G910
  • Codice Istat:
  • CAP: 0
  • Numero abitanti: 2574
  • Altitudine: 0
  • Superficie: 0
  • Prefisso telefonico: 0
  • Distanza capoluogo: 0.0
  • Distanza capoluogo: 0.0

Storia dello stemma e del comune

Lo stemma del Comune di Portocannone si blasona: “D’argento alla torre d’azzurro aperta e finestrata di due del campo” ed è stato formalmente concesso con DPR n. 1288 del 20 febbraio 1982.

Ha anche un nome albanese, Portkanun-ȋ, perché nel 1461 la località di Castelli, distrutta dal violento terremoto del 1456, venne ripopolata con una colonia di esuli albanesi chiamati dal re Ferdinando I d’Aragona, per vincere la fazione angioina contro cui era in guerra, che ottenne l’aiuto delle armate di Giorgio Castriota Skanderbeg, l’ eroe nazionale albanese. Con le altre migrazioni, successive alla morte dell’ eroe e in seguito all’ invasione dei Turchi, molti albanesi varcarono l’ Adriatico, per ottenere la protezione del regno di Napoli, in virtù degli aiuti che il principe Skanderbeg aveva reso alla corona d’Aragona. Vennero così ripopolati i paesi ed iniziò la rifondazione di Portocannone.

È documentato come Portus Candunem nel 1374.

Tradizionalmente si pensa che all’ origine il termine latino petra (‘roccia’), poi deformato in preta e quindi in  porto (anche se il paese si trova a qualche chilometro dalla costa) sia stato associato al personale greco-albanese Konon (italianizzato in Conone), da cui Porto Cononis, come compare in un documento dell’archivio dell’abbazia di Farfa del X secolo. Nel 1137 era denominato Portocandesium e, successivamente, come risulta dai registri angioini del 1320, il suo nome fu mutato in Portocanduni.

Lo stemma si vuole che rappresenti l’antica torre che è all’origine del monumento più insigne del paese, il palazzo baronale Cini-Tanasso, costruito tra il 1735 ed il 1742 dal barone Carlo Diego Cini di Guglionesi, restaurato dalla famiglia Tanasso nel 1915: che si presenta oggi come una massiccia costruzione con muro a leggera scarpa e contrafforti rastremati negli angoli, dotato di magazzini al piano terreno e di patio al centro.

Di certo la torre rappresenta l’autonomia comunale; il colore azzurro può essere un riferimento alla patrona del paese, la Beata Vergine Santissima di Costantinopoli, l’azzurro è infatti uno dei principali attributi della Vergine1.

Dal 1995 Portocannone è gemellato con la città di Kruje, importante centro dell’Albania.

(1) Madonna di Costantinopoli è uno dei titoli attribuiti della Vergine Maria, determinato dalle numerose apparizioni che sarebbero avvenute dopo l’Assunzione in cielo nella città di Costantinopoli. Ne vene ricavata una miracolosa icona nota anche come Odigitria (“Che indica la retta via” dato che con la mano indica il bambino Gesù che porta in braccio), riprodotta numerose volte e distribuita un po’ tutta l’area mediterranea, soprattutto nelle aree di cultura bizantina.

Nota di Massimo Ghirardi
Bibliografia: AA.VV. DIZIONARIO DI TOPONOMASTICA. Storia e significato dei nomi geografici italiani. UTET, Torino 1997, p.605. Statuto del Comune di Portocannone, art. 3.
Profilo Araldico
“D’argento alla torre d’azurro aperta e finestrata di due del campo. Ornamenti esteriori da Comune”. D.P.R. n. 1288 del 20 febbraio 1982
Stemma ridisegnato

Disegnato da: Massimo Ghirardi

Fonte: Giovanni Giovinazzo

Stemma Ufficiale
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database
Colori dello scudo: argento
Profilo Araldico
“Drappo di azzurro…”
Gonfalone ridisegnato
Gonfalone Ufficiale
no gonfalone
Altre Immagini
Nessun'altra immagine presente nel database

Legenda: Stemma, Gonfalone, Bandiera, Città, Sigillo, Altro,

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